Contante si… contante no…

Quanto è utile limitare o eliminare il contante?

Contente si...contante no
Chi si dichiara contrario all’eliminazione del contante fornisce diverse motivazioni, alcune condivisibili altre meno, ma non tiene conto dei vantaggi che ciò comporterebbe sia per i cittadini sia per lo Stato (ricordiamoci che lo Stato siamo sempre noi!). Voglio esaminare e commentare alcune di queste motivazioni:
1.  “Eliminare o limitare il CONTANTE è un grave atto contro la libertà dei cittadini”.    –
   –    Di atti gravi contro la libertà dei cittadini c’è ne sono tanti ma nessuno comporta altrettanti benefici.
2.  “Eliminare o limitare il CONTANTE significa affidarsi a canali elettronici tenuti sotto controllo da poche entità che avrebbero in mano il monopolio dei mezzi di transazione finanziaria. La Moneta Elettronica è assolutamente lecita e assai utile e comoda ma deve rimanere una Libera Scelta”.
    –    Noi cittadini onesti siamo già sotto controllo e non abbiamo nulla da temere, chi ha paura di essere controllato ha qualcosa da nascondere. La Moneta elettronica è già usata da chi non fa nulla d’illecito mentre col contante si commettono i reati. Perché dobbiamo lasciare ai disonesti la libertà di usare il contante?
3.  “Eliminare o limitare il CONTANTE è un “regalo” alle Banche e alla Finanza che guadagnano su tutti i pagamenti, salvo quelli in contanti”.
    –    Qualora un Governo decidesse di sostituire il contante con la Moneta elettronica dovrà necessariamente eliminare qualsiasi costo per il cittadino. Ricordo che attualmente usare il Bancomat con molte Banche è assolutamente gratuito.
4.  “Eliminare o limitare il CONTANTE significa colpire un MEZZO di pagamento semplice, efficace, poco costoso e uguale per tutti. Affidarsi ai canali elettronici significa altresì dover sottostare al pagamento di commissioni a ogni atto di pagamento. 100 euro in contanti dopo 100 passaggi di mano sono sempre 100 euro. 100 euro elettronici dopo 100 passaggi sono diventati 45 euro. 55 euro sono “svaniti” per finire in mano a Banche & affini”.
    –    Non è assolutamente vero! Coniare moneta, stampare banconote, evitare rapine, furti, scippi, distruggere le banconote usurate, comprare o affittare locali dove conservare il contante hanno dei costi altissimi che paghiamo noi direttamente o tramite tasse per costi sostenuti dallo Stato. La Moneta elettronica non ha nessun costo, non richiede né edifici né caveau per conservarla, non fa rischiare la vita a chi la trasporta, ma soprattutto permette il recupero dell’evasione fiscale e quindi minor tasse per il cittadino.
5.  “Eliminare o limitare il CONTANTE significa perdere la proprietà diretta e MATERIALE dei propri risparmi che diventano virtuali, sotto la tutela e il controllo di terzi. E’ pertanto possibile, con un semplice click, impedirci di accedere alla nostra liquidità o di prelevare i nostri risparmi, che appartengono solo a noi e a nessun altro. In tempi di Grande Crisi e di rischio Default questo punto è quanto mai vitale e importante”.
    –    La maggior parte di noi tiene già i soldi in banca (chi ce li ha ovviamente) e quindi è soggetto allo stesso rischio, chi tiene i soldi in casa per paura di prelievi forzosi da parte dello stato è soggetto a un rischio statisticamente più probabile che è quello dei furti. Inoltre col recupero dell’evasione sia fiscale sia contributiva e con la tassazione (indiretta) di tutti i pagamenti illeciti (pizzo, droga, prostituzione, tangenti ecc.) il rischio di Default è INESISTENTE, anzi il miglioramento per l’economia di un Paese sarebbe ENORME.
6.  “Eliminare o limitare il CONTANTE significa infliggere un durissimo colpo al nostro diritto alla PRIVACY. “L’occhio di una telecamera” ci spierebbe 24 ore su 24, rendendoci soggetti non solo a un controllo pervasivo ma anche arbitrario, in balia alle imprevedibili evoluzioni socio-politiche della Storia. Immaginate se un domani questo potere finisse in mano ad un novello Hitler o Stalin, o peggio, a un banchiere”.
    –    Come già detto in precedenza chi non fa niente di male non ha niente da temere, la nostra PRIVACY la compromettiamo quotidianamente ogni volta che andiamo su internet o usiamo Facebook. Se finissimo nelle mani di un novello Hitler o Stalin, i nostri problemi sarebbero ben altri che la nostra Privacy.
 7.  “Eliminare o limitare il CONTANTE è contro la natura dell’uomo: otterrai solo un fiorente mercato nero”.
    –    Senza contante non esiste nessun MERCATO NERO salvo che non si torni al baratto, anzi si eliminerebbe tutto il cosiddetto “NERO” compreso quello dei giovani lavoratori sfruttati e mal pagati.
8.  “Eliminare o limitare il CONTANTE come misura di Lotta all’Evasione è un’assurdità che nasconde i veri scopi dei promotori di questa “crociata”: il contante è un MEZZO ad ampia diffusione che solo marginalmente è usato in modo illegale. La vera evasione passa attraverso ben altri canali, quasi tutti elettronici e sotto il controllo delle banche”.
    –    Questo punto si commenta da solo! Mi spiegate come si paga il mercato della droga! La mafia compra la droga dai narcotrafficanti col Bancomat? I drogati pagano gli spacciatori con assegni? I lavoratori in nero, il pizzo, le tangenti e tutto ciò che è illegale, vengono pagati con la carta di credito?
E’ ovvio che non si possa passare dal contante alla moneta elettronica dall’oggi al domani ma già sono milioni le persone che non usano più il contante che è rimasto il mezzo di pagamento degli ignoranti (perché non sanno usare altri mezzi di pagamento) e dei delinquenti (perché non hanno interesse a usare altri mezzi di pagamento). In America molti usano il cellulare con il sistema NFC per i piccoli pagamenti.
Io penso a un mondo senza denaro e penso che ci sarebbe meno delinquenza e più benessere, penso che non esisterebbe più l’evasione fiscale e che quindi tutti pagheremmo pochissime tasse, non penso che sparirebbero droga, mafia e prostituzione ma se tutti i pagamenti fossero tracciati, anche loro pagherebbero le tasse e sarebbe più facile arrestarli. Mi rendo conto però che le persone “poco oneste” rappresentano la maggioranza e che quindi l’eliminazione totale del contante è una bellissima utopia, una possibilità da film di fantascienza ma non qualcosa di realizzabile. Chi oggi non emette uno scontrino fiscale perché sente che le tasse sono troppo elevate e pensa che se non ci fosse il contante non potrebbe più evadere, dovrebbe pensare invece che se tutti pagassero le tasse queste diminuirebbero sicuramente e non rischierebbe più accertamenti e visite della Guardia di finanza, non vivrebbe con la paura di essere scoperto o di subire una rapina e non dovrebbe spendere soldi per trasportare l’incasso in banca o per costosi antifurti. Io sono sicuro che il mondo sarebbe migliore e più sicuro senza il contante e chissà forse un giorno lo capiranno anche gli altri.

 

 

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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

28 responses to “Contante si… contante no…

  • Maurizio

    Nessun politico appoggerebbe mai una proposta del genere perché i primi “disonesti” (ho usato un eufemismo) sono proprio loro…

  • Maria

    Sono d’accordo, la moneta elettronica risolverebbe molti problemi, ma ovviamente non tutti sono d’accordo sia per la scarsa informazione, sia per la troppa ignoranza, molti pensano che utilizzando il bancomat è più facile essere truffati, come se con il contanti non potesse accadere. Ma sicuramente per rendere tutto ciò possibile qualcosa si deve fare, come ho già detto ci vuole informazione, modernizzare la tecnologia a disposizione dei commercianti, sono passati tanti anni dall’arrivo in Italia delle carte di credito, dalla diffusione del bancomat. Eppure ancora oggi molti negozi non hanno il collegamento dell’esercizio con la linea telefonica o non sempre è attivo. Ora il territorio è al 100% coperto dalla rete telefonica, fissa o mobile, e in più c’è la near field communication che permette di pagare con il proprio cellulare, passandolo su un’apposita piastra. Quindi resta un’arretratezza nella diffusione di Pos e strumenti simili, colpa in parte dei commercianti, perché lenti nel modernizzare il proprio negozio e non entusiasti alla prospettiva di vedersi tracciati tutti gli incassi. Ma una parte grossa di colpa ce l’hanno anche le banche italiane, che continuano a praticare commissioni che all’estero non hanno eguali. Commissioni, in base al tipo di conto , al cliente che per avere bancomat o carta deve pagare.Visto che i pagamenti elettronici sono destinati a moltiplicarsi in progressione geometrica, le banche potrebbero abbassare le commissioni e incentivare di piu i negozianti all’utilizzo della moneta elettronica.

    • Antonio Tomarchio

      Io sono sicuro che qualsiasi governo decidesse di passare all’utilizzo esclusivo della moneta elettronica abolirebbe di conseguenza ogni costo sulle transazioni cosi come già avviene per il contante.

  • tomnj

    Condivido pienamente tutto il ragionamento, ma ho un paio di dubbi:
    il potere delle banche è tale da influenzare fortemente la politica quindi non credo proprio che consentirebbero a qualcuno di limitare i loro guadagni con l’abolizione dei costi delle transazioni.
    E inoltre cosa succederebbe se per qualche ragione ci fosse una impossibilità ad usare la moneta elettronica, ad esempio mancanza di energia elettrica, attacco informatico o altro?

    • Antonio Tomarchio

      È già stato fatto quando il governo ha imposto alle banche l’apertura di conti correnti a costo zero per i depositi sotto i 5000 euro e poi, come ho già scritto nell’articolo, molte banche offrono già il bancomat senza nessuna commissione anche per prelievi su altre banche o anche all’estero. Per quanto riguarda la mancanza di energia elettrica ti ricordo che esistono i gruppi di continuità, i gruppi elettrogeni, le batterie e in oltre 20 anni che utilizzo il bancomat non mi è mai capitato di non poter pagare per mancanza di elettricità o a causa di attacchi informatici. Secondo me il problema maggiore non è come farlo ma trovare un governo onesto disposto ad affrontare l’opposizione di quelli che onesti non sono e che quindi non vogliono smettere di guadagnare sfruttando le opportunità che un metodo di pagamento non tracciabile offre.

  • giovanni

    Concordo pienamente sull’utilità di eliminazione dei contanti, sia per quanto riguarda un certo tipo di evasione, sia per contrasto alla criminalità. Ovviamente ritengo che tutte le transazioni debbano essere a costo ZERO per i cittadini/contribuenti (tale costo può essere contrattato fra lo Stato e le banche e a carico dello Stato che avrebbe comunque un’enorme risultato dalla diminuzione del tipo di evasione che può essere realizzata con l’uso di contanti). Eliminerei anche gli assegni bancari, sia per eliminare il fenomeno degli assegni “scoperti” (quindi per avere certezza del pagamento/incasso), sia per poter introdurre per tutte le attività il sistema “di cassa” almeno per quanto riguarda l’IVA (verso l’iva solo su quanto effettivamente incassato e detraggo l’iva solo su quanto effettivamente pagato). Ci sono anche altri vantaggi burocratico/amministrativi/fiscali sui quali non mi dilungo favoriti dalla moneta elettronica. Per quanto riguarda i rischi paventati da taluni, non vi è alcun rischio maggiore di quanto già può succedere.

    • Maria

      Il sistema di cassa, per quanto riguarda l’IVA, è già in vigore solo che non è obbligatorio ma facoltativo. È un regime in vigore dal 1º dicembre 2012, con il quale puoi versare l’IVA sulle vendite solo quando incassi il corrispettivo dal cliente ( e non al momento dell’effettuazione dell’operazione) e detrai l’IVA sugli acquisti quando paghi il fornitore. L’imposta diventa, comunque, esigibile e detraibile trascorso un anno dell’operazione. Questo limite non vale, per le vendite, se il tuo cliente, nel frattempo, è sottoposto a una procedura concorsuale (fallimento). Chi riceve una fattura con l’indicazione “operazione Iva per cassa” può detrarre subito l’imposta, anche se non l’ha pagata, a meno che non abbia scelto, a sua volta, lo stesso regime. Ovviamente ci sono dei limiti, non tutti possono aderire, per passare a questo nuovo regime non si deve superare un volume d’affari superiore a 2 milioni di euro, non devi vendere solo a privati e non ti devi avvalere di un regime speciale Iva per esempio il regime del margine, che ovviamente viene applicato sui beni usati, dove l’imposta sul valore aggiunto si applica sulla base imponibile determinata dalla differenza (margine) tra il prezzo di rivendita e il prezzo d’acquisto del bene usato aumentato dalle spese sostenute per la messa appunto dello stesso. Molte leggi esistono, anche se andrebbero migliorate, ma il problema maggiore rimane sempre il contanti, ci vorrà una vera legge.

  • gastone

    liberi dai contanti forever!!!

  • ciccio79

    Si potrebbe uscire da questa crisi se solo volessero, si potrebbero creare tanti posti di lavoro ma pensano solo a portare i loro soldi all’estero e ad evadere le tasse. E’ ora di dire basta! aboliamo il denaro contante.

  • Antonio Tomarchio

    L’ha ribloggato su Antonio Tomarchioe ha commentato:

    Ripensando a quanto accaduto alla prostituta crocefissa, mi sono chiesto cosa sarebbe accaduto se il suo assassino l’avesse pagata col bancomat. Probabilmente non l’avrebbe uccisa per paura di essere identificato, ma se anche lo avesse fatto, oggi conosceremmo la sua identità senza alcun problema. Io continuo a chiedermi cosa stiamo aspettando a eliminare il contante dalla circolazione quindi ho deciso di proporre un mio vecchio post per sapere la vostra opinione.

  • lemieemozioniinimmaginieparole.

    penso che ci vorrà del tempo… ma nel prossimo futuro sarà attuato

    • Antonio Tomarchio

      Lo spero perché sono convinto che risolverebbe moltissimi problemi ma conoscendo l’essere umano non credo che succederà mai.

      • lemieemozioniinimmaginieparole.

        personalmente credo che quando circolano idee innovative necessariamente inizialmente trovano ostacoli ma poi diventano forti rompono ogni ostacolo.

      • Antonio Tomarchio

        Hai ragione, ma io non capisco perché le persone oneste che non hanno niente da nascondere siano contrarie. Posso capire gli evasori, gli spacciatori, i mafiosi, i delinquenti, i corrotti, i ladri, che hanno tutto l’interesse perché non succeda mai, ma non capisco cosa debbano temere gli onesti. Forse in Italia gli onesti non esistono?

      • lemieemozioniinimmaginieparole.

        personalmente penso che tra noi comuni mortali cambiare i stili di vita incontriamo molta difficolta e molta diffidenza , per questo ci vuole il tempo che permette di rientrare in un ordine di ide diverse.

  • gianpiccoli

    Son d’accordo su tutto.
    Aggiungo due cose che non sono state elencate.
    I costi informatici dell’uso di moneta elettronica, sono altissimi, soprattutto per motivi si sicurezza, non potendoli spalmare sui cittadini , ogni banca dovrebbe poter beneficiare della deduzione al 100% dei costi per la distribuzione, ma come la mettiamo con le apparecchiature?
    Negli USA non esiste limitazione di contante, alla sola ipotesi vi è stata una tale levata di scudi da far impallidire tutta l’Europa , il motivo? Non certo per la delinquenza o l’evasione, bensì perché secondo la filosofia corrente in America, una limitazione sarebbe il palese riconoscimento del potere assoluto delle banche, in quanto non potendo ritirare soldi veri, i clienti non potrebbero fuggire in caso di rovescio finanziario, la banca si salverebbe solo per impossibilità del pubblico ad avere i propri quattrini…
    La materia è controversa e non di facile approccio, ma vale la pena ricordare che già oggi fior di economisti stanno tornando ad accarezzare il ritorno alla parità aurea quando non addirittura ai pagamenti in oro, altro che bancomat.
    Non vorrei apparire “contro”, desidero solo portare la mia esperienza .
    Posso assicurare che per poco che valga non è da buttare.
    Un sorriso
    Giancarlo

    • Antonio Tomarchio

      I soldi depositati in banca sono garantiti dallo stato già oggi, è chiaro che se si decidesse di fare una legge che elimini il contante bisognerebbe aumentare le garanzie per i clienti delle banche. Ricordiamoci che il denaro è solo carta che non vale niente e sono gli stati che gli attribuiscono un valore. In caso di rovescio finanziario ci ritroveremo solo carta straccia con cui pulirci il c….
      I costi informatici sono nulla rispetto al costo dell’emissione e della gestione del contante. Negli usa non c’è l’evasione fiscale dell’Italia e gli americani usano il cellulare anche per pagare il caffè. Hai elencato solo lati negativi a cui si può facilmente controbattere ma non hai elencato gli immensi vantaggi che porterebbe per tutti i cittadini onesti.

  • gianpiccoli

    I vantaggi li hai elencati tu, non mi pare ne esistano altri.
    Io ho solo cercato di portare a conoscenza alcune delle cause ostative.
    Per quanto riguarda i costi, non essere così sicuro della loro ininfluenza, ti assicuro che sono enormi e non sono ammortizzabili scaricandoli sul cittadino. Persino quello che le banche fanno pagare per chi preleva su altri sportelli ha un costo più elevato di quanto preteso come rimborso. Le banche che non li fanno pagare, usano strumenti sofisticati per rientrare dei costi, con i quattrini di chi è correntista.
    La mia non voleva essere una polemica, semplicemente una constatazione. Ultima cosa: i soldi in banca non sono garantiti dallo stato, ma da un fondo interbancario, che in Italia , nel caso di fallimento di una banca di medie dimensioni, non sarebbe neppure sufficiente …..
    Ripeto, non è il parere di un profano
    Un sorriso
    Giancarlo.

    • Antonio Tomarchio

      Quello che tu ti ostini a non capire è che il contante non vale niente, è lo stato che gli attribuisce un valore. Se questo valore lo attribuisci alla carta o alla moneta virtuale è la stessa cosa, in caso di catastrofi finanziarie non cambia nulla. I conti correnti sono garantiti da un fondo ma le banche sono garantite dallo stato. Quante banche hai visto fallire? Quante volte lo stato è intervenuto per salvare le banche? E poi i soldi in banca sono sempre virtuali, se una banca fallisce e non può rimborsare i conti correnti, non può farlo sia con la presenza del contante sia senza. Tranne che tu tenga il contante in casa, ma in questo caso, come ho spiegato nel post, ci sono più possibilità di subire un furto che di vedere fallire una banca.

  • gianpiccoli

    Ma che cosa vuol dire non ha un valore? E’ ovvio che ha identico valore al numerario depositato in qualsiasi banca.
    Dove hai letto che lo stato garantisce le banche?
    Lo stato all’occorrenza interviene per evitare fallimenti clamorosi, stile Lehman, ma non garantisce assolutamente nulla.
    Al contrario la banca d’Italia garantisce esclusivamente il contante.
    Non voglio far polemiche, ma torno a ribadire, non è argomento in cui io possa risultare impreparato.
    Tra l’altro, il fondo interbancario di garanzia interviene in un primo momento, ove possibile , col 20%, il resto dopo la chiusura del fallimento.
    Vedi tu….
    Giancarlo

    • Antonio Tomarchio

      Se una banca fallisce e tu hai un conto corrente perderai i soldi comunque sia col contante sia senza contante. Evidentemente tu tieni i soldi sotto il materasso. 😉
      La banca d’Italia garantisce il contante perché adesso c’è il contante, se il contante non ci fosse ci sarebbero altre garanzie. Stiamo parlando di una ipotesi, è ovvio che l’eliminazione del contante andrebbe fatta con una legge che stabilisca anche tutta una serie di provvedimenti, come ad esempio i conti correnti a costo zero, i pagamenti con bancomat a costo zero, garanzie maggiori per i correntisti, dovrebbe stabilire anche come determinante categorie di lavoratori dovrebbero essere pagati. È una legge complessa che va studiata con cura ma non facciamo come quelli che 60 anni fa dicevano che era impossibile andare sulla luna. Su questo argomento neanche io sono impreparato ma tu continui a fare differenza tra un fallimento con moneta reale e un fallimento con moneta virtuale, pensaci bene e vedrai che non cambia nulla e anche se ci fosse qualche differenza, che io non vedo, sarebbe sanata con la legge che sancirebbe la fine del contante. Non è che ci svegliamo dall’oggi al domani e scompare il contante, sicuramente ci sarebbero degli step graduali.

  • Antonio Tomarchio

    Per chiarire meglio i dubbi sollevati da Giancarlo:
    Che succede ai conti correnti dei cittadini se l’istituto di credito dovesse, per qualsiasi ragione, fallire? 

    Dal momento in cui viene dichiarata l’insolvenza finanziaria dell’istituto di credito tutti i conti correnti vengono congelati e nessuno può più prelevare i propri risparmi o operare in alcun modo su di essi. 

    Tuttavia, per non generare incontrollati timori, è bene sapere che, in caso di fallimento di una banca, nel nostro ordinamento è previsto l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce ad ogni singolo correntista il rimborso di quanto depositato nel proprio conto. Tuttavia questa garanzia è limitata: essa copre, infatti, fino a una somma massima di 103.291 euro.

    Pertanto, nel caso di fallimento di una banca, a rimetterci saranno solo quanti detengono un conto con somme superiori a tale soglia, e perciò solo l’importo in eccedenza.

    Per esempio, se Mario Rossi ha un conto corrente di 150.000 euro, il Fondo gli restituirà solo 103.291 euro e non il resto. 

    La tutela del Fondo riguarda anche i correntisti online. 

    Conti cointestati

    In caso di cointestazione del conto, la garanzia opera per ciascuno dei soggetti cointestatari e, quindi, la tutela prevede la restituzione della cifra per un massimo di 103.291 euro ad ognuno dei due correntisti, per un totale di 206.582 euro. Quindi conviene sempre, in caso di conto correnti particolarmente capienti, provvedere a cointestarli a più soggetti. 

    Titoli, azioni, obbligazioni

    Nessun problema, infine, sorge per i depositi di titoli, obbligazioni o azioni, affidati alla banca. Infatti, l’istituto di credito è solo depositario degli stessi, ma non ne è titolare. Pertanto essi verranno restituiti integralmente al correntista. 

    Garanzia del nuovo acquirente

    In ogni caso, è piuttosto raro che il correntista perda l’intero conto corrente. Infatti, in caso di default dell’istituto di credito, quest’ultimo viene spesso riacquisito da un altro istituto di credito o, in alternativa, dallo Stato stesso, andando incontro a un processo di nazionalizzazione definitiva o temporanea. In entrambi i casi il nuovo acquirente (sia esso pubblico o privato) erediterebbe anche tutti gli obblighi verso i clienti della banca e i conti correnti verrebbero restituiti.
    Ovviamente questo è quanto succede oggi con il contante ed è quanto probabilmente succederebbe domani, senza contante.

  • gianpiccoli

    Certo che tutto a costo ZERO sarebbe bello, ma in previsione che avvenga, occorre che:
    1 – sia il tesoro direttamente a gestire il flusso elettronico della moneta virtuale, pagando i costi di gestione con le tasse.
    2 – Visto che non esisterebbe tiraggio, occorrerebbe regolare ogni giorno l’effettiva presenza di ogni partita a credito e a debito, per dare logica al corso dei cambi
    3 – In alternativa tutti i Pesi potrebbero adottare una unica moneta e trovarsi a debito o a credito, così avremmo una serie di default giornalieri..
    4 – a questo punto non ci sarebbe bisogno delle banche, ma siccome le transazioni acquisirebbero comunque valore secondo un corrispettivo, si tornerebbe al baratto, molto più sicuro, in quanto immediatamente trasformato con lo scambio, senza bisogno dell’intermediazione del denaro.
    Non trovo formule semplicistiche, tranne forse il ritorno alla parità aurea,
    Ricordo comunque che non è questione di carta semplicemente, dietro la carta esiste il circolante, tenuto sotto controllo col tiraggio, tutti i succedanei della moneta hanno il rischio insito di non trovare copertura.
    Comunque , a tendere, occorre pensare ad una forma di pagamento moderna che eviti il più possibile la circolazione del denaro contante, ma bisogna fare attenzione e soprattutto non fare a gara a chi urla più forte.
    Dove è scritto che le banche saranno nazionalizzate o acquistate da altre più grosse? In futuro si preannunciano tempi durissimi per chi non ha i conti a posto, soprattutto perché troppe banche sono in crisi e poche hanno soldi da buttare, Lo Stato sta anche peggio.
    Giancarlo

    • Antonio Tomarchio

      Ti ripeto ancora una volta che quello che dici tu a proposito dei tempi durissimi, delle banche in crisi e dello stato che sta ancora peggio si riferisce allo status quo e non all’ipotesi di eliminare il contante che anzi farebbe guadagnare alle casse dello Stato e quindi a noi, i cento miliardi di evasione fiscale, tasserebbe i duecento miliardi di giro d’affari delle mafie, tasserebbe i dieci miliardi di giro d’affari della prostituzione e il giro d’affari dello spaccio di droga, risanando la nostra economia, consentendoci di abbassare le tasse e il debito pubblico. Chi si oppone non comprende la portata dei vantaggi ma si fissa in modo ottuso su piccoli svantaggi facilmente risolvibili dalla legge che dovrà stabilire modi e tempi per l’eliminazione del contante.

    • Non solo parole

      Quello che dice Giancarlo è un ragionamento che non fa una piega, valido sia per la moneta elettronica sia per il contante.
      Questo scenario da lui descritto è un problema che già oggi sussiste. Fare adottare ai paesi una moneta unica è quello che già in Europa accade (Euro).
      Però immagina l’altro scenario, quello di poter eliminare l’evasione fiscale, un bel guadagno per le casse dello Stato,
      oppure, sai quanto costa il denaro? Stampare e gestire il denaro ha un costo per le banche, solo per l’Italia si parla di cifre attorno ai 10 miliardi di euro l’anno. In Europa sono in circolazione oltre 14 miliardi e 418 milioni di banconote per un valore di 857 miliardi di euro. Eliminato il denaro cartaceo le banche eliminerebbero anche il valore intrinseco delle banconote, ovvero il costo di produzione. Un altro bel risparmio. Io nella moneta elettronica vedo solo vantaggi, ovviamente per moneta elettronica non intendo solo il bancomat, ma il sistema NFC, NEAR, sistemi già in uso in molti paesi, comodi e tracciabili. Non solo questo, oggi sta prendendo sempre più piede l’e-commerce, molte aziende stanno investendo su questo in quanto usufruiscono di molti sgravi e lí devi necessariamente utilizzare la moneta elettronica. Io vedo nella moneta elettronica il futuro. Poi i romani dicevano “Pecunia non olet” il denaro non ha odore come la moneta elettronica 🙂

      • Antonio Tomarchio

        Brava Maria, anche se hai dimenticato che il contante comporta per le banche la necessità di aprire filiali con costi per l’acquisto o per l’affitto del locale, per assumere personale, per costruire caveau, per mettere antifurti, per pagare la polizia privata per la custodia e per il trasporto del contante, per comprare arredi, ecc ecc. Penso che le banche sarebbero felici di rinunciare all’euro di commissione sui pagamenti pur di avere tutti questi vantaggi.

  • ETTORE BENNATI

    SI SENZA INDUGI ALLA ELIMINAZIONE DEL CONTANTE CHE VA’ NELLA DIREZIONE DI UN MIGLIORE EQUILIBRIO TRA’ LE CLASSI SOCIALI E POTREBBE ESSERE ALLA BASE DI UNA RIVOLUZIONE DEI RAPPORTI GLOBALI CONSENTENDO FINALMENTE DI EVITARE I CONFLITTI CHE LA POLITICA NAZIONALISTICA, CAPITALISTICA E RELIGIOSA HANNO DA SEMPRE GENERATO E VOGLIONO MANTENERE A DISCAPITO DELL’UMANITA’.

    • Antonio Tomarchio

      Io mi accontento che spariscano gli scandali come quelli dell’Expò, del Mose, di Mafia Capitale ecc ecc. Ma soprattutto si potrebbe avere una aliquota IRPEF al 20% o inferiore se si riuscisse a tassare tutti i pagamenti.

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