No

no

No! Non sarà il freddo legno di una bara
o l’isterico pianto di una madre
a farmi accettare la morte,
né la vana speranza dei credenti.
Il destino ha riservato per noi
un ignobile fine nelle tenebre della terra.
Oh Dio! Perché non esisti?
Perché non prometti anche a me vita eterna?
Perché non fai che io viva oltre me stesso?
Oltre il mio corpo,
perché non concedi anche a me
l’illusione e il conforto che ad altri concedi?
No! Non saranno questi inutili versi, né altri,
a sottrarmi dal pasto di famelici vermi,
non sono io così grande da vivere oltre la mia vita.
Uomo, quale disperazione,
quale infinita vanità è la tua esistenza,
ti basterà piangere e soffrire per dimenticare?
Ti basterà ridere e gioire per sopportare?
Ci sarà mai qualcuno che toglierà
dalla vita e dalla morte
questa eterna solitudine?
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

15 responses to “No

  • ombreflessuose

    Ribellarci è la sola cosa che possiamo fare
    Siamo esseri fragili e soli fin da quando veniamo al mondo
    Complimenti, davvero bella
    Ombreflessuose

    • Antonio Tomarchio

      Ribellarci a cosa? alla vita? come si fa?. In realtà c’è un modo per ribellarsi alla vita… ma è un pensiero estremo che, seppure mi ha sfiorato in certi momenti della mia vita, ho sempre trovato la forza di superare. In fondo la poesia racchiude i sentimenti, le emozioni che si provano nel momento in cui le scrivi (fortunatamente) e che bisogna rinchiudere in un angolo del proprio cuore per continuare a vivere…
      Antonio.

  • tomnj

    Per capire che Dio esiste devi imparare ad ascoltare, sentirai la sua voce che ti parla e ti consola, devi imparare a guardare, potrai vederlo accanto a te ogni istante della tua vita, per avere la vita eterna devi solo accettare il suo amore e lasciarti cullare tra le Sue braccia.

  • Federico

    E’ vero siamo soli in questa vita, troviamo compagni di viaggio, amici che riempiono un po’ del vuoto che ci portiamo dentro ma niente può togliere la solitudine dalla nostra mente e dal nostro cuore, possiamo illuderci, credere a qualcosa di superiore, ad un progetto più grande, ad un Dio che ci ama, ma sono solo disperati tentativi perché non riusciamo ad accettare l’inutilità della nostra esistenza. Menti geniali costrette a vivere come animali, nascita, crescita, riproduzione e morte. Come si fa ad accettarlo?.
    Sei un grande! ciao,
    Federico.

  • Non solo parole

    Purtroppo la vita è questa, possiamo solo accettarla anche se è difficile. Possiamo cambiarla un po se è possibile…ma non possiamo evitare la fine. Per chi crede in un Dio magari troverà delle “stupide” consolazioni… ma io sono troppo razionale, credo solo a ciò che vedo e a ciò che è spiegabile.
    Cerco di essere “felice” a modo mio, vivendo di piccole cose, andare avanti nonostante tutto….cerco di vivere finché mi sarà possibile.
    Un abbraccio
    Maria

  • lemieemozioniinimmaginieparole.

    molto bella e molto sentita… nei momenti bui o nel momento che ti trovi nel deserto ci sono solo due strade da intraprendere ho la disperazione che poi inevitabilmente ti conduce a gesti estremi o la ribellione e la sicurezza che comunque non ti inchinerai ad un infame destino, sicuro è che se si soffre tanto si è amato tanto .
    un abbraccio Franca :

    • Antonio Tomarchio

      Purtroppo non possiamo sfuggire al nostro destino, possiamo solo credere e illuderci che non sarà la fine ma solo l’inizio di qualcosa di nuovo. Anche i credenti hanno paura di morire e ciò dimostra che in fondo nessuno ha la certezza che sia vera la vita eterna, altrimenti morire dovrebbe essere un piacere perché ci permetterebbe di andare in paradiso. Grazie Franca, un abbraccio.

      • lemieemozioniinimmaginieparole.

        vivere nella speranza è sempre un grande aiuto,
        anche i credenti vivono nella speranza che ci sia il paradiso e vivono credendo sulle parole del cristo risorto che è l’unico che ha dimostrato ciò ma anche lui è passato attraverso la morte .
        Poi io preferisco pensare al mio amore in un luogo bello e non chiuso in una cassa mangiato dai vermi .
        un abbraccio franca

      • Antonio Tomarchio

        Cristo non ha dimostrato niente, se oggi c’è gente che è convinta di aver visto i dischi volanti, vuoi che 2000 anni fa non ci fosse gente convinta di vedete risorgere i morti? Scusa, ma chi ha parlato di amore chiuso in una cassa?

      • lemieemozioniinimmaginieparole.

        io ne ho parlato… nel senso che quando penso al mio lui che non c’è più non mi piace pensarlo chiuso ma libero nelle cose più belle che ci possono essere

      • Antonio Tomarchio

        Scusami non avevo capito. È normale che tu voglia credere che il tuo amore sia in un luogo bellissimo, che stia bene e che un giorno potrai rivederlo, riabbracciarlo e potrai passare con lui l’eternità, finalmente felici e senza i patimenti della vita terrena. Continua a crederlo, sarà sicuramente così, è questo che dobbiamo pensare, altrimenti questi anni trascorsi sulla terra non hanno alcun senso. Un abbraccio forte.

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