DEDICATO A MIO PADRE

Dedicato a mio padre

Io sono sangue del tuo sangue,
io sono carne della tua carne,
io non sono niente senza di te.
Oh ! Padre mio, tu sei andato via,
hai lasciato la mia mano,
hai lasciato che io
percorressi da solo la mia strada,
su queste erte montagne,
sul limite di un precipizio,
su questo strano mondo
così tristemente rotondo.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

10 responses to “DEDICATO A MIO PADRE

  • sentimental

    Il Padre è il cemento della nostra Vita
    E quando il tempo lo attacca ci resta solo preziosa Polvere
    d’ Amore

    La Tua dedica mi ha commossa
    Passa un lieto giorno
    Senty

  • Federico

    Bellissima poesia, le metafore che hai usato per descrivere le difficoltà (erte montagne) ed i pericoli (precipizio) della vita sono davvero ben studiate ed anche quando descrivi la tristezza del mondo racchiusa nella sua forma rotonda, riesci con poche frasi a far capire la tragedia di chi perde un punto di riferimento come un genitore. Complimenti, fra tanti poeti naif finalmente qualcuno che ci mette anche un po’ di “mestiere” oltre ad una grande sensibilità. Ciao
    Federico.

    • Antonio Tomarchio

      No ti assicuro nessun mestiere… ho scritto questa poesia a 15 anni, è stato il mio cuore a dettarmela, non c’è niente di studiato. Ognuno si esprime come sa, ci sono tanti bravi poeti anche più bravi di me. Comunque grazie per i complimenti. Ciao.

  • G-Lone

    Immagino che siano sentimenti che ancora provi, quelli che descrivi, ovviamente mitigati dagli anni, ma sono certo certo che la sensibilità non si possa mitigare, magari nascondere, per proteggerla, ma non si può perdere. Mio padre è morto 13 anni fa, e lo sento più oggi che allora. Forse come non l’ho mai sentito. Buona giornata Antonio, bel pensiero!

  • Antonio Tomarchio

    Grazie G-Lone, io ho perso mio padre quando ne avevo più bisogno, quando mi serviva un esempio, qualcuno che mi insegnasse a capire come affrontare la vita e le sue difficoltà, qualcuno che mi offrisse un rifugio dove potermi riparare quando ero spaventato. Ho dovuto imparare da solo e ho dovuto imparare in fretta, ho smesso di essere bambino e ho cominciato ad essere il padre di me stesso cercando dentro di me tutto ciò che avevo perduto. Adesso dopo più di 30 anni ripenso a quanti abbracci, quanti consigli, quanta saggezza, quante carezze e a quanti incoraggiamenti ho dovuto rinunciare e a quanto sia stato triste imparare a proprie spese ad essere un uomo.

  • daniela

    casualmente mi sono ‘incontrata’ con questo tuo scritto….
    è bellissimo… ha avuto una profonda risonanza in me!
    la vita è dura, accanto alle gioie ha sempre in serbo dolori e amare sorprese, ma …. l’Amore sopravvive alla morte e in modo a noi misterioso continua a camminarci accanto …
    grazie e buona giornata
    daniela

  • tachimio

    Ho perso mio padre senza quasi rendermene conto ,o meglio perchè non vovelo rendermene conto. Troppo presto per me, troppo inaspettato. E allora ho scritto anch’io per lui due righe, più un saluto forse mentre mi trovavo in ospedale per un intervento anni dopo. Forse scrivere è sempre un modo per esorcizzare il dolore, o per cercare ancora e sentire in un qualche modo la loro vicinanza. Mi è piaciuta molto, grazie per questi versi da cui traspare una velata tristezza .Isabella

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