IL MIO INFINITO

infinito

Sospeso nel vuoto,
nell’immensità del buio,
senza tempo né spazio,
al di là dei sensi e delle angosce umane,
nell’oblio totale,
lontani mi appaiono i giorni infelici,
lontano sento il peso del corpo,
ed è bello sentirsi condurre
lontano, lontano,
dove il cuore non batte,
dove le passioni umane non mi agitano,
dove non sento più nulla,
né amore né odio,
lontano, lontano,
oltre la vita, oltre me stesso.
Così, rapito dall’uggia,
corre il mio pensiero
e si perde tra spazi infiniti
cercando qualcosa,
forse una pace che non esiste,
forse un paradiso irraggiungibile,
ma sempre mi distoglie dal mio vagare
l’incommensurabile delusione d’essere ancora vivo
e dover soffrire ancora.

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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

14 responses to “IL MIO INFINITO

  • tramedipensieri

    …bello sentirsi condurre lontano…alleggeriti da zavorre e quant’altro…si entra in un’altra dimensione….

    Bel pensiero fatto poesia….
    complimenti
    un caro saluto
    .marta

    • Antonio Tomarchio

      Abbiamo tutti (almeno credo) un luogo nella nostra mente dove ci isoliamo e ci allontaniamo dai problemi del vivere, dove possiamo trovare un attimo di tranquillità…
      ma purtroppo è solo un attimo…
      Ciao, grazie per i complimenti..

  • tramedipensieri

    Puoi ben dirlo Antonio…e meno male.
    Avre\i\mmo rischiato la pazzia, altrimenti….

  • sentimental

    Anche un attimo se ci dà pace possiamo farlo eterno
    Profondamente bella

    Salutoni
    Senty

    • Maria

      Un attimo è tale perché dura poco, se no sarebbe per sempre..gli attimi possono essere intensi ti possono dare una momentanea serenità. .ma è un attimo. .però grazie a questi attimi possiamo abbandonarci lasciandoci trasportare dai bei ricordi allontanando i momenti bui…
      Una bella poesia. ..
      Complimenti.

  • Federico

    Il nostro vivere quotidiano barcamenandoci tra il lavoro, la casa, i figli, la spesa, le bollette da pagare e altre piccole faccende ci impedisce di pensare al significato della vita, al nostro ruolo in questo mondo, allo scopo della nostra esistenza, ci tiene inchiodati alle cose stupide, alle piccolezze, ci impedisce di elevarci al di sopra delle nostre bassezze. Ma quando riusciamo a distaccarci dalle cose terrene e abbandoniamo il peso del nostro corpo si apre di fronte a noi l’infinito ed ecco che il tempo e lo spazio non esistono più, le angosce e i dolori che ci affliggevano spariscono, raggiungiamo l’oblio, scompaiono i ricordi, abbandoniamo i pensieri e i sentimenti fino a non sentire più nulla. Tutto ci appare lontano mentre ci sentiamo condurre sempre più distante oltre la nostra stessa esistenza come se la nostra anima cercasse una pace interiore, un paradiso che esiste solo nella nostra immaginazione, quasi come si fosse già morti. Ma, come sempre accade, il peso della nostra vita ci fa precipitare nella realtà lasciandoci un senso di delusione per la quiete perduta.
    Sembra quasi un’esperienza premorte, un distacco dal proprio corpo e una fuga verso la luce prima di essere riportati in vita.
    Sono affascinato dalle tue poesie se potessi le farei studiare ai ragazzi della scuola dove insegno, sono davvero stupende.
    Di nuovo complimenti.
    Ciao, Federico.

    • Antonio Tomarchio

      Immaginavo da come spieghi le mie poesie che fossi un prof., comunque io preferisco che ognuno le capisca e le interpreti a modo proprio. Le poesie sono come le canzoni non vanno spiegate, toccano corde diverse perché le anime, le sensibilità, le esperienze di vita sono diverse. Grazie ancora per i complimenti, finirò per crederci anch’io. Ciao.

  • tomnj

    Complimenti per le bellissime poesie, piene di sentimento, anche se un pò tristi, hai mai pensato di raccoglierle in un libro e pubblicarle?
    Ciao Tom

    • Antonio Tomarchio

      Il sogno di ogni scrittore o poeta è vedere pubblicate le proprie opere, però tra il sogno e la realtà vi sono delle distanze spesso incolmabili. L’editoria in Italia (così come tante altre cose) vive solo in funzione del profitto, non esistono mecenati e quindi prima di pubblicare un libro devi sapere a chi venderlo, non per far guadagnare l’autore ma per arricchire l’editore che si prende i 3/4 del costo del libro. Io preferisco non sottostare ai ricatti delle case editrici e pubblico gratuitamente le mie opere per condividerle con chi le sa apprezzare. Un commento gratificante o dei complimenti sinceri valgono più di qualche spicciolo. Ciao e torna a farmi visita…

  • melodiestonate

    complimenti per le bellissime poesie……Sara

  • afinebinario

    Un’emozione rinchiusa in profondità in un antro nascosto, segreto.
    Inviolabile a un sorriso, orfana di frasi consolatorie.
    Ti lascio un abbraccio muto 🙂

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