IL CIRCO

Il circo
In una gabbia il leone
sbadiglia annoiato,
non trema più la savana
al suo ruggito
e in questo circo
non è più il Re.
In questo circo di nani,
di acrobati bambini,
provo tanta pena,
sento tanta tristezza,
quanta ipocrisia
in quei sorrisi,
ma la gente si deve divertire,
ridi, ridi pagliaccio
anche se ti senti morire.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

28 responses to “IL CIRCO

  • tramedipensieri

    Vero è….

    buongiorno
    .marta

  • marinacamerini

    Anch’io detesto il circo, lo trovo così trash e deprimente. Poi non sopporto vedere gli animali in gabbia… complimenti per il testo. Un saluto

  • pier41

    Hai sensibilità da “vendere”. Potresti donarla a qualcuno, tipo quelli che invece con le vite ci giocano sia a 2 che 4 zampe….ah, dimenticavo chi striscia! 😊
    Bravo!!

  • dallacollinaguardosotto

    Grazie per tradurre in parole sentimenti che anche io provo.

  • sguardiepercorsi

    Neanch’io ho mai amato il circo. Da bambina ci sono andata una volta sola e poi mai più. Era inquietante, triste. Mi sono riavvicinata al circo guardando incantata gli spettacoli del Cirque du Soleil. E lì anche le figure dei clown si sono trasformate… Rimangono comunque figure complesse, mai neutre, sempre portatrici di emozioni contraddittorie…

  • tachimio

    Ho sempre provato tristezza per i clown, poche volte ho riso con loro. E ti dirò , il circo non è molto nelle mie corde come forma di spettacolo. Forse in tutta la mia vita ci sarò stata con i miei figli una sola volta e in un circo di Nando Orfei non molto grande, ricordo vicino casa. Mentre invece ricordo con molto piacere essere stata all”Holiday on ice”. Tutt’altro spettacolo, luminoso, colorato,coreografie sul ghiaccio spettacolari. Un abbraccio. Isabella

    • Antonio Tomarchio

      Non me lo so spiegare ma lo sguardo di quei poveri animali costretti a fare cose contro la loro natura, i volti tristi dei clown, i bambini che si esibivano, i nani, ho provato quasi orrore la prima (e unica) volta che mi hanno portato al circo. È stata un’esperienza traumatica. Un abbraccio.

      • tachimio

        Infatti è tutto lì il problema: sono cose innaturali. Forse giusto il trapezio può incuriosire un pò , ma basta che sotto ci sia una grossa rete….Di nuovo per te un abbraccio. Isabella

  • lemieemozioniinimmaginieparole.

    è vero!!! mi suscita proprio questi sentimenti…

  • Non solo parole

    Sono stata al circo una volta da bambina. Ti confesso che non mi sono divertita, ricordo che guardavo lo spettacolo con molto distacco e con la sensazione di scappare. Forse ero l’unica a non ridere e a non divertirmi. Ho sempre ritenuto i clown dei personaggi tristi obbligati a fare i buffoni per far ridere, con un sorriso finto stampato con il cerone rosso ma dall’animo buono e gentile. Non ho mai visto di buon occhio tutto ciò che sfrutta la debolezza, l’handicap delle persone e degli animali per far divertire la gente. Quindi il circo non è uno spettacolo a me gradito.
    Una poesia molto bella e di grande importanza.
    Un abbraccio con molto affetto.
    Maria

    • Antonio Tomarchio

      Grazie Maria, sono in tanti quelli che non amano il circo ma purtroppo sono di più quelli che si divertono a vedere soffrire gli altri, infatti molti amano persino la corrida in cui se va bene muore un toro dopo atroci sofferenze e se va male muore un uomo (o era al contrario? Boh!). Un abbraccio.

  • afinebinario

    Oltre a Slava Polunin un artista russo che ammiro e che ha scelto di portare in giro i suoi spettacoli realizzati completamente da lui, ho in simpatia solo le persone che si vestono da clown per portare sollievo e allegria negli ospedali dove ci sono bambini che soffrono. Ho avuto occasione di farlo anch’io, attraverso il volontariato. Ho vestito l’abito del pagliaccio, una parrucca bionda e la pallina rossa sul naso, in mano un mazzolino di margherite bianche che si afflosciavano a comando. Dentro al reparto oncologico infantile, di fronte a bambini senza capelli e con una manciata appena di speranza, piangevo veramente fino a sciogliermi tutta la maschera sul viso ma loro erano felici, battevano entusiasti le mani, sorridevano per la mia parte pura e malinconica purtroppo vera oltre il vero.
    Gli zoo sono una sofferenza e l’anticamera della morte per ogni animale costretto a soggiornarvi, un’agonia che potrebbe esser loro risparmiata.
    Al circo vieterei assolutamente l’esibizione delle persone affette da nanismo: troppo comodo strappare ilarità sull’handicap altrui.
    Volevo parlare della tua poesia Antonio ma mi sono fatta prendere la mano perchè hai toccato un argomento che mi sta a cuore. Scusami.
    La poesia è una riflessione su una pagina triste, l’hai descritta molto bene, c’è dentro tutta l’impotenza di chi, come tanti, soffre per un dolore inutilmente provocato.
    Buon fine settimana, ti abbraccio
    Affy

    • Antonio Tomarchio

      Grazie Affy, è bello quello che hai fatto. Io non ne avrei avuto la forza, vedere dei bambini che soffrono e che spesso sono condannati a morire mi avrebbe spezzato il cuore, anziché far ridere loro avrei pianto io e i bambini mi avrebbero dovuto consolare, sarebbe stato uno spettacolo deprimente. Mi fa piacere che anche tu condividi il mio modo di vedere il circo, ho sempre pensato di essere il solo a pensarla così, ma su wp ho trovato altre persone che come me sanno cogliere la sofferenza dove in molti vedono il divertimento. Un abbraccio.

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