Luna Triste

luna triste
 Incantato ad osservare
il volto triste della luna
penso a un’altra vita,
una vita diversa da questa,
dove il mio sguardo
si possa riempire di luce,
dove il cuore
si possa colmare di gioia,
ma nei miei occhi
c’è solo la tenue luce
di una luna troppo triste,
nel mio cuore
c’è solo dolore,
la disperazione
di chi si sente in prigione
in questo mondo troppo piccolo,
dove la vita mi fa male
legandomi ai fili della quotidianità
nell’ inutile trascorrere del tempo,
nell’ incessante sfiorire
della mia voglia di esistere,
nella consapevolezza
di non avere più alcuna speranza.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

16 responses to “Luna Triste

  • ilnonamato

    Molto, molto bella e toccante. Grazie per averla condivisa.

  • tramedipensieri

    Molto bella Antonio, grazie!

    buona giornata
    marta

  • Amor et Omnia

    bella, davvero,…. rivela tanta sensibilità e dolcezza. grazie Antonio.

  • gianpiccoli

    la poesia è bella, lo spirito di un uomo sensibile esplode in tutta la sua crudele inadeguatezza rispetto al suo vivere ideale.
    Una cosa non chiarisce, perché volutamente celata, cosa ti renderebbe felice?
    Domanda inutile, perché non sai la risposta. Un poeta si sente inadeguato perché è un poeta ed i suo mondo è un mondo ideale, che si articola nei suoi pensieri.
    Però, caro Antonio , se io fossi l’uomo comune, quello che in altri tempi si definiva l’uomo della strada, sarei portato a dirti “Pigliate na pastiglia, siente a mme ” Come cantava Carosone negli anni ’50. Il mondo è vario e l’inadeguatezza, il dolore, la malinconia , sono “supertesto” da spiegare ;vanno più di moda la ribellione e la solidarietà.
    Tutto quanto premesso per ribadire , da poeta si vivono periodi neri, viola o bianchi, ma la poetica resta personalissima. Fa della tua poetica una pietra angolare e portala a riverberare sull’esistenza tutta, vedrai che sarai più sereno ed io ti leggerò anche più volentieri, come si legge la lettera di un amico che scrive divinamente.
    Un abbraccio
    Giancarlo

    • Antonio Tomarchio

      Esistesse una pastiglia per capire e accettare la vita la prenderei sicuramente, ma purtroppo non esiste e io vivo la vita ma non la capisco. Mi sforzo di accettarla così com’è, di accontentarmi di quello che mi da, ma vivere è faticoso, è doloroso e non mi riesce facile capire per quale motivo devo faticare e soffrire.
      Vedo che le persone affrontano situazioni assurde, povertà, disabilità, malattie, dolori insopportabili ma continuano a voler vivere, come se sopravvivere fosse la cosa più importante. Forse sono una persona troppo razionale e per me le cose devono avere un senso, un motivo, una spiegazione, non accetto dogmi, non credo nell’aldilà e quando scrivo una poesia credo sia normale riflettere sul perché bisogna sopportare e resistere a ciò che la vita ci sottopone.
      Ti ringrazio per il tuo commento, tu riesci a capire, forse condividi ma riesci a sorvolare o hai trovato risposte dentro di te che io non ho ancora trovato.
      Un abbraccio.

  • tachimio

    E’ strano come nei momenti di tristezza ci si rivolga alla luna. Lo faceva il Leopardi e nel mio piccolo l’ho fatto anch’io .Ma è altresì interessante vedere come ciascuno interpreti questo rivolgersi alla luna in maniera differente. Tu vedi in lei un volto triste, io le ho chiesto in quel mio momento di solitudine di farmi compagnia.Chissà se preferisce unirsi, triste, alla malinconia e al tormento , o se preferisce essere amica silenziosa. La tua poesia ha dei versi molto belli,che mi piacciono soprattutto verso la fine. Un abbraccio .Isabella

    • Antonio Tomarchio

      Grazie Isabella, Leopardi è il mio poeta preferito perché ancor prima di conoscerlo condividevo il suo modo di vedere la vita. Io amo la luna perché mi sento simile a lei, triste e solitaria, vicina e lontanissima, osserva il mondo cercando di capirlo.
      Un abbraccio.

  • afinebinario

    Sai che a me non sembra che la luna abbia il volto triste?
    Io quando vedo quella facciona infarinata mi rallegro sempre, a volte esco proprio fuori di casa per andarla a trovare, è sempre uno spettacolo.
    E penso che mi piacerebbe proprio mettere un piede lì sopra, vagabondare da quelle parti e da lì guardare la Terra.
    Quando fuori è buio la luna piena funge da lampione, illumina case e cose e scalda il cuore degli innamorati.
    A te non mette allegria la luna?
    Mi dispiace sapere che sogni un’altra vita e che il tuo cuore è imprigionato nel dolore. Mi dispiace veramente.
    Ecco volevo dirtelo.
    Un abbraccio Antonio 🙂

  • non solo parole

    La luna è il punto più luminoso della notte, a volte conforto ai bambini che hanno paura del buio. Rende le tenebre meno spaventose, e l’oscurità meno fitta, ma è anche vero che la luna è sempre stata l’ispiratrice di tante poesie e un punto di riferimento per tanti poeti, Leopardi, Saffo, Carducci… tanti si sono rivolti alla luna nei momenti più tristi ma anche più belli…la luna nella sua solitudine a volte ci fa compagnia, e anche se a volte è faticoso e doloroso vivere, sappi che oltre la luna c’è il sole pronto a riscaldarci e ad illuminare il nostro cammino. Spero che questa tua poesia faccia parte di un periodo di vita che hai superato…è sempre difficile vivere ma se sorridi 🙂 diventa tutto più facile 😉
    Ciao
    Un grande abbraccio
    Maria

    • Antonio Tomarchio

      La luna non è il soggetto di questa poesia ma è solo l’oggetto più grande e luminoso che vediamo quando rivolgiamo lo sguardo al cielo notturno, quando scrutiamo l’infinito e ci rendiamo conto di quanto siamo piccoli e inutili rispetto alla grandezza dell’universo e quanto sia miseria la nostra vita.
      Grazie, un grande abbraccio anche a te.

  • ventisqueras

    eppure, t’insegna la luna, a comporre magie, con i suoi semi d’argento lasciati cadere per caso dal firmamento, eppure t’insegna la luna a far piccino il grande e grande il piccino t’insegna d’ombre chiare lieviliete a riposare sulle malinconie nascoste in una arancia , sulla via

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