Vattene via

Vattene via
Vattene via
da queste lenzuola,
dal buio che circonda la vita mia,
vattene via,
non c’è posto
nel mio dolore,
non c’è posto
nella delusione,
nel tormento del mio cuore,
vattene via
dalla rabbia che mi trascina via,
da questo mare
dove mi lascio sprofondare,
vattene via
dal mio bisogno di star solo,
dalla mia malinconia,
vattene via
da questo mio mondo
fatto di tempeste,
da questo vento
che spazza via i miei giorni
come foglie secche.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

13 responses to “Vattene via

  • afinebinario

    Quanta amarezza in questi versi! 😦
    Sembra la stagione dell’inverno con il suo freddo, la neve, folate di vento che spazzano via foglie e nuvole, brividi sulla pelle. E la primavera che sembra non arrivare mai.
    Buon pomeriggio Antonio 😆

  • gianpiccoli

    Ma ollora!! Antonio questo ricordo , questo lancinante dolore, questo involontario affanno… Perché scacciarlo. Io ho imparato una dignitosa convivenza…
    Mi è piaciuta molto. La ribellione allo sconforto, un moto di orgoglio per pura sopravvivenza.
    Un abbraccio
    Giancarlo

    • Antonio Tomarchio

      Il “vattene via” è riferito a una donna, è un modo “poetico” per lasciarla. Credevo fosse evidente il senso di questi versi, ma forse non sono stato abbastanza esplicito.
      Comunque mi piace molto l’interpretazione che ne hai dato tu sollevandola a un livello più spirituale.
      Un caro saluto.

  • gianpiccoli

    Io credo che la donna sia una metafora, una sorta di incarnazione della mancanza di qualcosa, probabilmente della comprensione di se stessi e del proprio ruolo nel mondo, oppure l’impossibilità di essere ricompresi nella cerchia che ti circonda, la tensione al “di più” che non si trova.
    Quel “di più” che chiediamo a noi stessi e che per gli altri è solo delirio.
    Un abbraccio
    Giancarlo

  • tramedipensieri

    Un caro saluto Antonio
    ciao
    .marta

  • non solo parole

    Molto bella, un modo “carino” di dire che è finita, un modo “elegante” di allontanare da se una persona che non ha più un posto nella nostra vita…mi ricorda tanto la canzone “Vattene amore” forse per la similitudine con il titolo ma anche un po’ per il testo. Ti rporto una parte di un’altra canzone molto bella, che sempre la tua poesia mi ha ricordato.

    Ciao

    Un abbraccio affettuoso

    Maria

    …Portati via le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè.
    Portati via i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia,
    vai via, portati lontano da me.
    Portati via tutto questo amore che non è mai amore.
    E mentre brucia lenta questa sigaretta
    sorrido fingo e ti accompagno sulla porta,
    io nei tuoi occhi leggo Scusa un’altra volta
    poi la tua schiena si allontana quanto basta
    così ti vedo andare su queste scale
    da questo astratto amore, da questo stesso male, che mi fai.
    Che cosa c’è da dire cosa c’è da fare.
    Siamo due cuori affetti dallo stesso male.
    Non c’è niente da dire, niente più da fare…

    • Antonio Tomarchio

      Bellissima canzone, perfettamente in linea con quello che volevo dire io. Hai capito il senso delle mie parole questo significa che sei molto vicino al mio modo di pensare e di vedere la vita.
      Ti ringrazio cara Maria e ti abbraccio affettuosamente.

  • G-Lone

    Amare ed essere amati. Non succede quasi mai con l’intensità voluta.
    Capita di essere amati tantissimo, eppure se non è la persona giusta ad amarci è peggio che essere soli, perché dobbiamo vivere anche il dolore di sentirci in colpa, per non essere capci di ricambiare il sentimento.
    Ed è facile restare soli, perché non è facile per niente trovare quella tal persona giusta, almeno quanto è semplice invece trovarne di sbagliate, o essere noi le persone sbagliate gli altri!
    Un saluto

    • Antonio Tomarchio

      Hai ragione, ne proviamo tante, alcune sembrano quelle giuste, ma un giorno ti svegli e ti accorgi di aver sbagliato ancora. È inutile dire quanta amarezza, quanta delusione e quanto dolore si prova nel prenderne atto. Le persone ci deludono inevitabilmente perché non sono mai sé stesse quando le conosci e non si può fingere a lungo, ben presto le maschere crollano e si resta nudi con tutti i propri difetti.
      Ciao, grazie della visita.

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