Come una stella

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Eravamo un corpo
e un’anima,
un unico respiro,
uno sguardo pieno di speranza,
eri tutto per me
ma adesso sei così distante,
come una stella
lassù in cielo,
mentre sei con lui.
Io ti posso vedere
ma non ti posso toccare
e nascondo il mio viso
lontano dai tuoi occhi,
lontano dal tuo cuore,
per non disturbare.
Ti osservo
cullando un dolce ricordo,
il sapore delle tue labbra,
il calore dei tuoi sospiri,
l’amarezza d’averti perduta.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

25 responses to “Come una stella

  • gianpiccoli

    Ma … Antonio?!
    Regi nella quand’eri cun mi , nu mangiave che pane e cerase ….
    … T’aggio voluto bene a te …
    Così ti dai alla sceneggiata popolare?.
    Va bene che tutti soffriamo in modo più o meno analoghe le pene d’amore, ma tu le hai sempre descritte con garbo e senza mai apparire banale. La sceneggiata e’ un modo dò trasmettere emozioni di contrabbando per strappare l’applaso.
    Il poeta scrive per se’. Scrive solo se vuole e perché sente cose al disopra del luogo comune.
    Un abbraccio
    Giancarlo

    • Antonio Tomarchio

      La poesia può raggiungere vette più o meno elevate ma è sempre e comunque poesia. Non vedo nessuna similitudine tra questa poesia e la sceneggiata popolare né trovo che l’amore possa essere mai banale anche se espresso con parole semplici, anzi credo che l’amore non abbia bisogno di troppi fronzoli né di sfoggi culturali. Io ho sempre scritto per me e per chi ama la poesia e solo quando sento la necessità di farlo, mai per strappare applausi o per cercare riconoscimenti, prova ne è che non ho mai tentato di pubblicare le mie opere perché penso che non bisogna mai vendere i propri sentimenti. La presunzione non fa parte del mio modo di essere, non mi autodefinisco poeta e mai ho pensato di sentire cose che gli altri non siano in grado di sentire, anche se penso di essere stato sempre molto lontano dal “luogo comune”.
      Un saluto.

    • gianpiccoli

      Caro Antonio, non sono stato chiaro, forse senza volerlo ho portato il discorso su ambiti differenti da quelli presupposti, non era mia intenzione . Purtroppo mi hai abituato ad espressioni non banali, personalissime. Davanti ad “eravamo un corpo e un’anima …. Sono rimasto un poco perplesso. A prescindere che è il titolo di una canzone anni ’70’ mi pare un incipit “nazional – popolare” , tale e quale a quei gialli che iniziano ” era una notte buia e tempestosa”.
      Io non ho la pretesa di insegnare nulla, ma credo che tu sia veramente un poeta per quello che senti e per le emozioni che sai trasmettere.
      Pubblicare poesie … Neppure io no ho mai pubblicate, s avrebbe come buttare una piuma dal dirupo ed attendere l’eco.( l’aforisma non è’ mio, ma non ricordo chi lo ha scritto.
      Ti logo e ti leggerò sempre molto volentieri.
      Un abbraccio da poeta (anche se non ti pare di esserlo).
      Giancarlo

      • Antonio Tomarchio

        Caro Giancarlo, sicuramente la frase “Eravamo un corpo e un’anima” non è originalissima ma non ho trovato di meglio per esprimere l’unicità di due persone che si amano e che condividono ogni istante del loro stare insieme.
        Io accetto le critiche e approvo sempre i commenti anche se negativi però la tua mi è sembrata eccessiva. Accusarmi di essermi dato alla sceneggiata napoletana, di essere diventato banale, di trasmettere emozioni di contrabbando per strappare l’applauso e addirittura di usare dei luoghi comuni, è ingiusto, soprattutto se riferito ad un’unica frase.
        Le poesie che io ritengo un po’ sopra le altre, in cui uso un linguaggio più ricercato e delle metafore più o meno criptiche, spesso non vengono apprezzate o capite perché sono difficili, perché esprimono emozioni che non tutti condividono ed è giusto che, soprattutto quando si parla d’amore si usino espressioni più semplici per non complicare quello che nella realtà non è per nulla complicato.
        Grazie comunque, cercherò per il futuro di evitare frasi troppo abusate.
        Un abbraccio.

      • gianpiccoli

        Assolutamente non ho scritto e neppure pensato che tu contrabbandassi per strappare …. Ho scritto che la sceneggiata usa banalità. Per contrabbandare … Intendendo che nel tuo curriculum ideale mai avrei annoverato un verso da sceneggiata. Infatti ti ho esternato il mio stupore, ma non mi sono neppure sognato di accusarti di scrivere in modo da averne un tornaconto immediato. Ho sottolineato che un poeta scrive per se’ , semplicemente per rimarcare un concetto in cui varie volte ed a vario titolo ci siamo vicendevolmente imbattuti e nel quale ci siamo trovati d’accordo.
        Un grosso abbraccio
        Giancarlo

  • Amor et Omnia

    Antonio, è bellissima e dolce, sono certa che amerai ancora una stella nuova bellissima che splenda solo nel tuo sguardo. ..

  • Amor et Omnia

    p.s. scrivi come e quello che senti, che con il cuore va sempre bene, i modelli e gli stili lasciano il tempo che trovano…. e sono categorie per chi necessità di luoghi sicuri nel sempre definito e chiaro…. un abbraccio.. A.

  • tramedipensieri

    Un bel ricordo, triste…ma bello se ancora emoziona.

    buon pomeriggio
    .marta

  • non solo parole

    Molto bella la poesia, si commenta da sola. Sembra un inno all’amore, anche se adesso è solo un ricordo è comunque un dolce pensiero. Lassù in cielo ci sarà sempre una stella che brillerà per noi anche dopo che se n’è spenta una.

    P.S.: non dare ascolto a certi commenti, qualunque frase tu scriva è stata già scritta da qualcun’altro prima di te, impossibile essere assolutamente originale. Ad ogni modo per me la tua poesia nel suo insieme è unica e originale in quanto esprime un tuo pensiero e un tuo ricordo.

    Un abbraccio

    ciao

    Maria

  • sentimental

    Buonasera Antonio, le parole sono sempre nostre, sia nella genuinità del cuore che nella preziosità dell’anima
    Una Stella anche se ormai lontana e persa, illumina sempre il nostro ricordo
    Un affettuoso saluto
    Gina

    • Antonio Tomarchio

      Certo Gina, ma è normale che, se tu vinci sempre, il giorno in cui arriverai secondo qualcuno ti farà delle critiche dimenticandosi delle vittorie precedenti, fa parte del gioco ed io lo accetto (a malincuore ma lo accetto).
      Nessuno può toglierci i nostri ricordi, l’importante è capire quando una storia è finita e farsi da parte, lasciare che le cose vadano come devono andare.
      Un abbraccio.

  • Laura

    E’ bellissima Antonio, un abbraccio, 🙂

  • Marisa Cossu

    Che bella poesia! Mi piace per la sua rassegnata dolcezza, per il suo sommerso dolore e per le lievi parole che hai saputo scegliere. Marisa

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