I vecchi

I vecchi
I vecchi,
arrampicati sulle scale,
trascinano un corpo troppo stanco,
disfatto dal tempo.
I vecchi,
pianeti lontani e solitari,
sguardi perduti
tra le vie della città.
I vecchi,
abbandonati da tutti,
affondano tra i ricordi,
tra la malinconia
di una vita che non c’è più,
ma tra le loro mani
c’è ancora la forza
per non lasciarsi andare,
per non arrendersi
alla voglia di morire,
come l’edera
si attaccano disperati
a questo mondo crudele
che gli permette ancora di soffrire.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

11 responses to “I vecchi

  • Antonio Tomarchio

    Come avevo promesso a Maria, pubblico questa poesia che parla degli anziani.. L’ho scritta qualche anno fa quindi spero che Giancarlo sia benevolo nel suo giudizio anche se non è sicuramente una delle migliori.

  • ludmillarte

    molto commovente e vera.
    caro saluto e bravo non solo per i versi, ma per il pensiero a chi ha vissuto una vita per essere trattato in modo inadeguato dal sistema ed è fortunato se non è rimasto completamente solo. un tempo il senex era il saggio, oggi l’anziano è solamente un peso, mentre potrebbe essere una risorsa ancora. scusa lo sfogo, ma mi infurio al pensiero anche perché vecchi, forse, lo diventeremo tutti

  • tramedipensieri

    Ogni età ha la sua bellezza…penso.

    Con una differenza enorme tra ieri e oggi.
    Ieri era saggezza oggi pare sia un peso. Non per tutti e non i tutti i luoghi.

    C’è scarsa attenzione sia per gli anziani che per i bambini..una società che corre verso non si sa cosa…e lascia indietro chi non fa quel passo adeguato…

    Molto bella Antonio e significativa
    buon pomeriggio
    .marta

    • Antonio Tomarchio

      Grazie Marta. Hai ragione, il problema dell’emarginazione non riguarda solo i vecchi ma chiunque non riesca più a stare al passo con gli altri e non riesca più ad essere competitivo. Sono tanti, però gli anziani sono quelli che più degli altri vivono il dramma dell’essere diventati inutili.
      Buon pomeriggio anche a te.

  • non solo parole

    Grazie di aver mantenuto la promessa. La poesia è molto bella, non avevo dubbi che sarebbe stata così. I vecchi, ma preferisco chiamarli anziani, dovrebbero essere la ricchezza di un paese poiché hanno molto da insegnare ai giovani. Io sono cresciuta con i miei nonni, che sono venuti a mancare qualche anno fa, ho imparato molto da loro e mi hanno tramandato esperienze di vita e principi che oggi, purtroppo, i giovani sconoscono e soprattutto non apprezzano poiché per loro un anziano non ha più voce nella nostra società. Gli anziani sono persone che hanno progetti, esigenze e dovrebbero essere messi nelle condizioni economiche e sociali per poterli realizzare e invece, dopo aver dato tanto, vengono emarginati. Si dovrebbe riconoscere agli anziani un ruolo attivo nella nostra società, considerandole persone assolutamente normali in modo che possano vivere pienamente la propria vita senza nessun ostacolo.
    Grazie per aver affrontato, con questa tua poesia, un argomento  a me molto caro, non perché io lo sia 🙂 , ancora manca un po’, ma perché gli anziani  mi fanno pensare sempre i miei nonni a me molto cari.
     
    Ciao
    Un abbraccio affettuoso
    Maria
     

  • gianpiccoli

    A me, se di vecchiezza
    la detestata soglia
    evitar non impetro
    che parrà di tal voglia?
    che di questi anni miei?
    che di me stesso?
    ai pentirommi
    e spesso,
    ma sconsolato
    volgerommi indietro.

    Solo lui poteva descrivere così bene la condizione umana moderna, eppure 200 anni or sono tutto era diverso, il genio precorre sempre i tempi.
    La tua poesia è delicata e crudele,bella ed essenziale, uno stralcio di vita quotidiana di chi ha vissuto e combattuto e per attitudine o abitudine non si rassegna e continua a combattere.
    Un abbraccio
    Giancarlo

  • sguardiepercorsi

    Molto bella e vera. Mi parla di ciò che vedo tutti i giorni…
    Ciao,
    Chiara

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