La mia donna

La mia donna è l’amica che non stanca,
la mia banca, il mio avvocato,
la mia stella della sera;
non è un gioco vivere con me,
mi conosce come le sue mani,
è innamorata ma sa sempre quel che fa.
La mia donna è un discorso complicato,
una canzone che mi toglie tutto il fiato,
mi assomiglia,
è una foglia al vento come me,
sempre appesa al filo di un pallone,
fa il nido se è ferita,
mi sveglio e se n’è andata.
Donne immaginate e vere,
clandestine dentro al nostro confine
che affondano radici tenere
con il vestito di una notte sola;
donne d’amore, donne d’avventura
che ti asciugano la pioggia negli occhi,
quando sei lontano dal tuo cuore
e sei cattivo e non sai più capire
perché stai male con te.
La mia donna è una palma spettinata,
sa suonare e cucinare e per giocare
l’ho tradita,
lei mi ha detto potrei farlo anch’io,
stacci attento perché poi fa male
e gli occhi parlano chiaro
di più delle parole.
Donne in tasca e nei pensieri
che ci stancano e ci fanno parlare
due minuti di un amore insegnano
più di una vita a correre e cadere;
cambiare albergo non ti serve a niente,
le città, le stanze son tutte uguali,
quando schiacci i tasti dei ricordi,
quando hai capito tutto troppo tardi
e non puoi fare di più.
La mia donna è nel suo tempo migliore
proprio adesso che non è più la mia donna
ci parliamo,
mi capisce senza nostalgia,
solo i tempi erano sbagliati
potessi riprovare, potessimo rifare….
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

5 responses to “La mia donna

  • tramedipensieri

    “La mia donna è una palma spettinata,
    sa suonare e cucinare e per giocare
    l’ho tradita,
    lei mi ha detto potrei farlo anch’io,
    stacci attento perché poi fa male
    e gli occhi parlano chiaro
    di più delle parole”.

    Bella canzone Antonio!
    buona serata
    .marta

    • Antonio Tomarchio

      “due minuti di un amore insegnano più di una vita a correre e cadere; cambiare albergo non ti serve a niente, le città, le stanze son tutte uguali, quando schiacci i tasti dei ricordi, quando hai capito tutto troppo tardi e non puoi fare di più.” Bellissima. Una buona serata anche a te.

  • non solo parole

    Bellissima canzone, ho anche avuto la possibilità di ascoltarla dal vivo lo scorso anno a loro concerto Opera Prima, emozionante.

    Ciao,
    Un abbraccio affettuoso
    Maria

  • gianpiccoli

    Proprio una scusa per parlare della tua donna. In fondo mi ricorda più una canzone di Vecchioni, che non quella dei PHOO, però questo è un complimento.
    I sentimenti e le sensazioni non si discutono.
    Un abbraccio
    Giancarlo

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