Numeri

numeri

 Le luci dei lampioni,
misere stelle
di una notte senza luna,
i fari delle auto,
lucciole impazzite
per fuggire lontano
e tutti in cerca di vita
in locali affollati,
impazziti di musica,
per non pensare al giorno,
per non pensare alle angosce
di una vita sempre uguale
che trascorre inutilmente
e non ci importa
di farci del male,
e non ci importa di poter morire,
noi vogliamo fuggire
da una realtà che non ci piace,
vogliamo dimenticare
questa vita che ci fa soffrire,
che ci toglie la voglia di continuare,
per non essere pezzi
di una macchina senza cuore,
numeri di una società
che non ci vuole.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

15 responses to “Numeri

  • giselzitrone

    Sehr schön lieber Gruß von mir Gislinde

  • non solo parole

    Siamo solo dei numeri per la società già da quando veniamo al mondo. Poi con il tempo magari riusciamo a trovare una dimensione e a essere amati e a non essere solo un numero che si confonde insieme a tanti altri numeri, ubriachi di musica per non pensare, ma un pezzo di un puzzle che con il tempo si ricompone, dandoci magari una visione della vita diversa. Fuggire, nascondersi, mimetizzarsi…forse non serve a nulla…non serve a dimenticare. ..
    Molto bella, intensa.

    Ciao
    Un abbraccio affettuoso
    Maria
     

    • Antonio Tomarchio

      Grazie. È un nostro diritto essere riconosciuti come esseri umani che hanno dei sentimenti e delle emozioni e non solo numeri e codici fiscali buoni solo per pagare le tasse e andare a votare. Un abbraccio.

  • gianpiccoli

    In fondo ci sono matematici impazziti per il sistema binario Luce-si;Luce-no.
    Naturalmente scherzo, mi è piaciuta moltissimo.
    Un abbraccio
    Giancarlo

  • ventisqueras

    credo che la nostra unicità sia parte del nostro modo di essere e di sentirci vivi, le stelle non si vergognano di sembrare lucciole

    • Antonio Tomarchio

      Nel cielo nuvoloso dell’inverno non ci sono stelle ma solo i lampioni delle strade cittadine, nel traffico stradale le luci delle auto sembrano lucciole che girano per le vie come fossero impazzite. La città è brulicante di vita, di gente che va nei locali notturni per cercare un po di distrazione dopo una settimana stressante e alienante passata nei luoghi di lavoro. Tutti cercano di dimenticare la vita di ogni giorno tuffandosi nelle discoteche, stordendosi con la musica ad altissimo volume e con fiumi di alcool. A nessuno importa di poter morire nella movida del sabato sera, tutti cercano soltanto di ritrovare se stessi, di godere il più possibile la vita e di non pensare alla sua inutilità. Cercano per una sera di fuggire dagli ingranaggi della società che è come una immensa macchina senza cuore in cui siamo soltanto dei numeri e non delle persone e dove vieni rifiutato ed emarginato se non ti adegui agli altri.
      Un abbraccio.

  • sentimental

    Caro Antonio, siamo numeri preziosi di un mondo fatto soprattutto di sentimento
    Passa una dolce sera, magari sotto la Tua stella
    Un affettuoso saluto
    Gina

    • Antonio Tomarchio

      Per chi ci governa siamo solo numeri senza valore, percentuali nei sondaggi e nell’affluenza alle urne. La gente che muore di cancro vicino alle industrie o alle discariche è soltanto una percentuale in una statistica, è solo carne da macello. Non conta chi siamo ma quanto produciamo. I ragazzi che muoiono il sabato sera all’uscita dalle discoteche e che si ammazzano di droga e di alcool sono solo un costo per la sanità, numeri soltanto numeri.
      Grazie Gina, un buon week end.

  • afinebinario

    E’ già il titolo a parlare di noi: numeri.
    Spetta a noi dare un’identità a quella parola una volta dentro il pallottoliere della vita. Siamo numeri pieni di sentimenti, d’anima, di emozioni, ne godiamo finchè siamo in vita prima di tornare ad essere freddi numeri sotto l’ultima zolla di terra.
    Certo il pallottoliere non è il teatro migliore, si sono troppe brutture e storture a rendere lo spettacolo poco esilarante, uno spettacolo pure troppo breve nell’eternità della vita, per quel poco che ci spetta, per quel poco che ci è permesso vivere.
    La tua riflessione, il tuo sfogo porta dentro l’amarezza di chi è costretto ad esserci suo malgrado, senza poter scegliere sulla sua sorte, senza poter chiedere nulla, devi essere solo una piccola rotellina del grande ingranaggio. Non avremmo chiesto molto forse solo una vita migliore, a misura del nostro passo, del nostro esistere. In cambio avremmo regalato la nostra parte migliore, quella che non è costretta a vivere, a non emergere e a ritrovarsi dentro una poesia, specchio di un altro specchio.
    Ed i sentimenti bruciano così, nell’emozione di versi malinconici, dentro un’anima che ancora si chiede perchè a lungo si deve soffrire, senza scampo e senza nessuna scelta. Solo perchè siamo numeri da conteggiare su un pallottoliere nel bilancio passivo della vita. Senza poter dare e senza poter chiedere nulla. Costretti ad esistere.
    Un abbraccio forte Antonio 🙂

  • Antonio Tomarchio

    Grazie Affy, mi è piaciuto davvero molto il tuo commento.
    Un abbraccio.

  • tramedipensieri

    Siamo numeri e sempre più “grandi”

    ciao
    .marta

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