Archivi del mese: maggio 2014

Giorno per giorno

Giorno per giorno
ho imparato ad
avere pazienza,
sulla mia coscienza
e’ cresciuta
gia’ l’erba
e ogni giorno mi sveglio
che tutto va meglio.
Giorno per giorno
seguo il vento aspettando
la sera
e non faccio paura
e non faccio
domande,
in poche parole
sono un uomo normale.
Giorno per giorno
ho imparato
la vita a memoria
come un libro di storia
dei tempi di scuola
e di mio non ci lascio
una sola parola.
Giorno per giorno
ho imparato il mio bene
e il mio male,
un minuto di sole
mi basta a scaldarmi
con quale diritto
tu vieni a svegliarmi?
Passo per passo,
riaprendo finestre gia’ chiuse,
precipiti dentro di me,
che cosa ti aspetti?
Questo io dico, sapendo
che stavo cadendo e che
l’ultima spiaggia del mondo
che valga la pena sei tu.
Giorno per giorno
sta riuscendo a
toccarmi nel cuore,
a toccarmi nel corpo
e ad avere risposto,
inventiamo altre ore
se il tempo non basta.
Giorno per giorno
sto imparando a
combattere ancora,
a puntare i miei occhi
negli occhi del mondo,
a esser dentro le cose
che stanno cambiando.
Giorno per giorno
ogni prossimo giorno.

Omicidio perfetto

omidperf

 

                << La donna stava lavando i piatti, il marito era seduto al tavolo della cucina e guardava la TV. Non si sono accorti di nulla. Ho fatto entrare il gas narcotizzante dalle prese d’aria, pochi istanti e hanno perso conoscenza. Introdurmi in casa è stato un gioco da ragazzi, non ho lasciato nessun segno di effrazione né impronte, ho preso prima la donna e l’ho posata sul letto, poi il marito, per fortuna non pesavano molto, l’ho tenuto seduto accanto a lei e con il coltello che ho preso dalla cucina, ho colpito la donna con diverse coltellate. Gli spruzzi di sangue sono finiti sul pigiama dell’uomo, sapevo che potevo sfidare chiunque a capire che non era stato il marito a ucciderla. Poi ho messo il corpo dell’uomo accanto a quello della moglie e con lo stesso coltello, stretto ancóra nella sua mano, gli ho tagliato la gola. Tutto è andato come avevo previsto, nessuno ha sospettato di niente. La polizia ha avuto la soluzione, semplice, ovvia. Perché indagare? Un chiaro caso di omicidio suicidio e che importa se i parenti e gli amici hanno detto che si amavano e che mai avrebbero fatto una cosa simile. L’autopsia in questi casi è soltanto una formalità nessuno farebbe un test tossicologico per cercare del gas narcotizzante, in realtà non so se il gas lasci qualche traccia, ma sono sicuro che di fronte all’evidenza nessuno indaghi, tutto è archiviato in breve tempo. E’ stato un omicidio perfetto, l’ennesima opera d’arte. >>
         << Tu sei pazzo, perché lo racconti a me? Pensi che potrei assolverti dai tuoi peccati? Pentiti! Vai a costituirti e forse Dio avrà pietà della tua anima. >>
         << Che cosa dice Padre? A me non interessa la sua assoluzione né quella del suo Dio. Io sono un artista e un vero artista non si pente mai di aver creato un’opera d’arte. Crede che Michelangelo si sia pentito di aver dipinto la Cappella Sistina? >>
         << Sei solo un assassino! Un pazzo criminale! >>
         << Senti da quale pulpito viene la predica. La chiesa ha commesso, ha fatto commettere e si è resa complice di milioni di omicidi. Ha dimenticato il tribunale dell’inquisizione? Tutte le persone che avete bruciato vive? Le guerre che sono state fatte in vostro nome? Il vostro colpevole silenzio sull’olocausto? Lei non può giudicarmi Padre, lei deve soltanto ascoltare. >>
         << Perché sei venuto da me? Non hai paura che possa raccontare tutto alla polizia? >>
         << Lei è un prete ed è tenuto a rispettare il segreto confessionale, non può tradirmi. Un artista vorrebbe far vedere le sue opere al mondo intero, io mi devo accontentare di lei per far vedere la grandezza delle mie opere. >>
         << Come fai a definire opere d’arte degli omicidi? >>
         << Come potrei definirli altrimenti? Ne ho commessi a decine e nessuno a mai sospettato di me. Incidenti, regolamenti di conti tra mafiosi, morti naturali, omicidi in cui è stato accusato un innocente. Ho sempre fatto tutto talmente bene che a nessuno è mai venuto il sospetto che l’evidenza fosse diversa dalla realtà. Il mio capolavoro è stato fare accusare quella madre dell’omicidio del figlioletto. Ho spiato quella famiglia per mesi, ho trovato il momento giusto quando la signora è uscita da casa per accompagnare l’altro figlio allo scuolabus, sono entrato dal garage, il bambino dormiva, mi sono coperto col pigiama della madre e gli ho sfondato il cranio a martellate, poi sono uscito da dove ero entrato, nessuno mi ha visto. E’ stato divertente seguire le indagini e il processo, non le ha creduto nessuno per quanto potesse gridare la sua innocenza, anni d’indagini, perizie della polizia scientifica e non hanno capito. Sono stato bravo, non ho lasciato alcuna traccia del mio passaggio. Un capolavoro, la mia più grande opera d’arte. >>
         <<Maledetto assassino! Perché hai scelto me tra tanti preti? Perché mi tormenti? Perché vuoi che io condivida con te questi crimini? >>
         << Hai dimenticato Padre? Non ricordi più le tue mani avide sul mio corpo di bambino? Le tue carezze proibite, i tuoi baci che violavano la mia innocenza? Dov’era il tuo Dio mentre abusavi di me? >>
         << Chi sei tu? >>
         << Lo hai fatto a così tanti bambini che non ti ricordi più di me, vero? Lurido porco. >>
         << Vattene via! Esci da questa chiesa! Tu sei il diavolo. >>
         << Anche tu sei un diavolo, ti sei travestito da prete e ora brucerai vivo dentro la tua chiesa. >>
         L’uomo si allontanò mentre la piccola chiesa di campagna prendeva fuoco, le urla del parroco risuonavano nel silenzio della notte, la luna e le stelle brillavano nel cielo limpido, indifferenti alle piccole tragedie umane.
         Una stufa dimenticata accesa, un banale incidente. Un povero prete di campagna, vittima del freddo, è morto con un’orribile espressione di terrore sul suo viso carbonizzato.
“Questo racconto è un’opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, è assolutamente casuale.”


Addio…

 

Nell’anno ’99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d’altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l’umiltà…

Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne e ad erba spagna,
io, sempre un momento fa, campagnolo inurbato,
due soldi d’elementari ed uno d’università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l’unica fede il cui sperare…

Nell’anno ’99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch’io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile…
mio amico…


PREMIO “Lovely Blog” Award ♡

lovely blog

Ringrazio di cuore:
Franca  http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/
Maria    http://nonsoloparolemaria.wordpress.com/
per il premio “la rosa dell’amicizia”  e  tutti gli amici che seguono il mio blog ogni giorno e mi onorano con la loro presenza e i loro commenti, GRAZIE!
Questo premio funziona così:
Condizioni del premio:
nessuna condizione, potete, se volete,
raccontare ai vostri lettori un po di cose di voi in sincerità rispondendo alle domande.
Indicate dieci altri blog e fate loro sapere che li avete nominati. La cosa bella di questo premio, non è tanto la catena, che si può anche interrompere, ma è raccontarsi!
PREMIO “Lovely Blog” Award ♡ Award 2014
Queste le domande alle quali bisogna rispondere:
1) Come è cambiata la tua vita con il blog?
2) Descriviti con un solo aggettivo:
3) Quale stato d’animo ti rappresenta meglio?
4) Trovi più seducente l’intelligenza o l’attrazione fisica?
5) Il tuo motto è?
6) Quanti libri leggi in un anno?
7) Un difetto/pregio su di te?
8) Musica/strumento preferito?
9) Puoi dire la città dove abiti? [solo se ti va]
10) L’amicizia “virtuale” [per te]…può, in alcuni casi, non essere meno importante di quella reale?
11) Quanto trovi stupido/carino queste piccole attenzioni, come un pensiero Award?
12) Credi nella magia?{non rispondere solo sì o no, motiva la tua risposta}
Ho già risposto a queste domande nel post precedente https://antoniotomarchio.wordpress.com/2014/05/15/ancora-premi-2/ quindi non le ripeterò.
Nomino tutti i miei amici follower e li invito a fare un post per parlare di loro e conoscerci meglio.

Lovely Book Award 2014

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Ringrazio per questo premio:
Maria https://nonsoloparolemaria.wordpress.com/
Franca http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/
Regolamento:
Si deve rispondere a 10 domande, basate sulla passione per la lettura non 5, non 10 ma 7 nomination, numero perfetto. Chi ha ricevuto la nomination deve utilizzare il logo di Liù.
Le dieci domande di semprecarla:
Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?
Sì leggo le recensioni, ma di solito ho un sesto senso e scelgo anche per simpatia verso l’autore.
Dove compri i libri: in libreria o online?
Da ragazzo li compravo in libreria o nei mercatini, oggi compro solo online e in formato ebook.
Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?
Ho sempre una scorta perchè spesso mi capita di lasciare un libro a metà se dopo alcune pagine comincia a deludermi.
Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
Sì, non scelgo mai libri troppo voluminosi, non amo i logorroici.
Hai un autore e un genere preferito?
Sì, il genere che preferisco è la fantascienza, ma mi piacciono molto anche i noir e  i thriller investigativi.
Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Da bambino, ho cominciato con i fumetti, poi con i “quindici” e poi sono passato a tutto ciò che c’era nella libreria di mio padre e delle mie sorelle.
Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
Preferisco leggere un libro alla volta.
Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto quale sarebbe?
Se tutti i libri del mondo fossero distrutti non ne salverei nessuno per solidarietà.
Perché ti piace leggere?
Leggere mi arricchisce, per questo preferisco leggere libri di grandi scrittori, non imparo niente da chi scrive peggio di me.
La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?
E’ ordinata.
Le mie nomination:
http://laurarosa3892.wordpress.com/
http://lilasmile.wordpress.com/
http://violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com/
http://caterinarotondi.com/
http://senzapace.wordpress.com/
http://marilenainthekitchen.wordpress.com/
http://ludmillart.wordpress.com/

Poesia

Antonio Tomarchio

poesia

Dolce sensazione di un cuore impazzito,
triste malinconia di cose perdute,
poesia,
vecchi ricordi,
antichi amori,
vaghi paesaggi,
poesia,
unica compagna della vita mia.

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E mi troverai…

Le sento passeggiare nel cuore, silenziose
come le rose, le rime fioriscono in te.
Mi son detto un poeta non scrive soltanto per sé,
c’è qualcosa che arriva di notte e poi spinge l’inchiostro,
puoi trovare un senso nascosto,
una porta che si apre al confine tra sogno e realtà.
Ma il futuro è già in viaggio incurante del nostro rumore,
orizzonti crollati negli occhi di chi guarderà
quella luna su quel mare lontano,
dove i sogni ora attendono chi liberarli potrà.
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi
e mi troverai nell’azzurro al tramonto sui campi
e mi troverai dentro di te.
E ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle da te, ora che
comincia a farmi male la nostalgia che ho
per quello che ora rivivere non è possibile.
e non dirmi poi che sarebbe lo stesso,
c’è qualcosa di te che oramai è già parte di me.
E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi,
finché un giorno poi capirai che le cose che cerchi
le hai lasciate qua dentro di me.
Le sento passeggiare nel cuore silenziose,
come le rose le rime fioriscono in te, ora che
ho messo le parole ad asciugare al sole
come se il vento potesse portarle da te.

L’ULTIMA ESTATE

Antonio Tomarchio

L'ultima estate
Fiori appassiti,
foglie secche agitate dal vento,
voli d’uccelli verso paesi lontani,
è finita
ed io sono qui
che rimpiango quella ormai passata
ed attendo con ansia
l’ultima estate.

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Book nomination

il robot medium
La mia cara amica Maria (http://nonsoloparolemaria.wordpress.com/) ha voluto ancora una volta darmi un segno della sua stima e del suo affetto nominandomi per il premio “Book Nomination”. La ringrazio infinitamente.
Io non sono come alcuni lettori che prendono nota di tutti i libri che leggono e si vantano di sfogliare 100/150 libri l’anno, io ne avrò letto 100 in tutta la mia vita e ne ricordo ancora meno, anche perché sono molto selettivo e se il libro non mi conquista subito con le prime pagine l’abbandono per sempre. Il tempo è sempre poco e ho cose più interessanti da fare che leggere un libro che non mi piace. Da qualche mese dedico il poco tempo libero alla scrittura e ho già finito il mio primo libro “Il Robot e altre storie”. Si tratta di una raccolta di racconti di fantascienza che sto tentando di farmi pubblicare, i tempi purtroppo sono lunghi e bisogna aspettare dei mesi per ricevere delle risposte.
Le regole per il premio “Book Nomination” sono semplici e veloci: basterà, infatti, riportare la parte di un libro che vi è piaciuto e nominare altri 5 blogger.
Anziché riportare una parte del libro che ho letto di recente (Il casellante di Andrea Camilleri) e che consiglio vivamente, vi ho creato il link che vi porterà alla relativa pagina di Wikipedia così potrete avere tutte le notizie e scoprire quanto sia interessante. Voglio invece farvi leggere la sinossi del mio libro.
Dieci racconti di fantascienza, dieci storie in cui i veri protagonisti sono i sentimenti e le emozioni umane. Amore, amicizia, sesso, paura e coraggio s’intrecciano alle trame avvincenti e misteriose in cui nulla è scontato e in cui i colpi di scena vi terranno col fiato sospeso non lasciando mai indovinare quale sarà il finale. Tutte le storie vi faranno sorridere e commuovere e in esse troverete una morale che vi farà riflettere sui veri valori della vita.
“Il Robot” è la storia di una splendida amicizia. Un adolescente trascurato dai genitori diventerà il miglior amico di un Robot alieno, insieme condivideranno un’avventura straordinaria in cui la sopravvivenza della Terra sarà messa in serio pericolo, minacciata da pericolosi invasori.
Il secondo capitolo de “Il Robot” vedrà il piccolo Joshua diventare un uomo e, insieme ai suoi amici, affrontare una nuova minaccia per gli umani e non solo …
“Invisibile” è la storia di un uomo apparentemente insignificante che non riesce a vedere oltre il proprio aspetto fisico, rinchiudendosi in una vita triste e solitaria ma che un giorno scoprirà, grazie alla sua invenzione, che si può essere amati da tutti, anche senza essere visti.
“Il Ritorno” è il racconto di un viaggio tra la realtà e l’incubo che vedrà un eroe di guerra solo con tutte le sue paure e le sue insicurezze. L’amore per la famiglia sarà la sua sola ancora di salvezza, il faro che lo guiderà fino a casa… forse.
“Fortunata” è una storia di sangue e di sesso in cui il protagonista imparerà a sue spese che la bellezza è effimera e nasconde a volte l’orrore.
Ne “Il Portale”, avventura, sport estremi e amore per il rischio porteranno quattro amici a fare una scoperta inquietante che li costringerà a fare una scelta che cambierà per sempre la loro vita.
“Il problema del cibo” racconta di un popolo alieno venuto a chiedere ospitalità sulla Terra, cui gli umani non sanno dire di no, abbagliati dal loro aspetto angelico. Sarà la scelta giusta?
“L’invasione aliena” è la storia di uno scrittore visionario che avverte l’umanità del pericolo imminente, ma nessuno vuole credergli, nessuno è capace di vedere oltre il proprio naso e immaginare l’impossibile.
“Il Pianeta” riprende alcune teorie sulla comparsa dell’uomo sulla Terra, immaginando un possibile scenario e rivelando sconcertanti corrispondenze con la nostra attualità.
“Perfetti” è una splendida storia d’amore in cui i protagonisti si muovono tra complotti ed efferati omicidi, tra colpi di scena e intrecci inquietanti.
Nomino tutti i blogger che leggeranno questo post e v’invito a scrivere qual è il libro che vi è piaciuto di più, facendo possibilmente una breve recensione.


Facebook analogico e blogger un po’ strani

facebook
Ieri ho letto il post di un tizio che raccontava di un suo tentativo di far diventare reale quello che succede su facebook. In pratica lui faceva realmente quello che si fa sui social network e cioè ad esempio: introdursi in una discussione tra altre persone, commentare, dire mi piace e persino chiedere spudoratamente l’amicizia a una ragazza. Ovviamente le reazioni non sono state le stesse che ci sono nel mondo virtuale, la gente si allontanava stupita o lo mandava esplicitamente a quel paese.
E’ chiaro che c’è una differenza sostanziale. Nei social network diamo la nostra disponibilità a rendere pubbliche le nostre faccende personali, per cui non siamo infastiditi dai commenti altrui, anzi pubblichiamo per leggere i commenti degli altri. Nella vita reale se qualcuno s’intromettesse in una discussione tra me e un mio amico, è ovvio che non la prenderei benissimo. Nonostante questa differenza tra il facebook digitale e quello analogico, ho trovato il post in questione molto carino anche se irreale e ho deciso di commentarlo.
Io mi chiedo perché certa gente, di cui non farò il nome, pubblica dei post se poi non è disposta ad ascoltare le opinioni degli altri? Non è la prima volta che mi capita, ogni benedetta volta che esprimo una critica o un’opinione diversa da chi ha scritto il post mi vedo rispondere in malo modo, vengo persino insultato, eppure io sono sempre gentile, non insulto mai, scrivo le mie opinioni cercando di non turbare la sensibilità altrui. Perché c’è gente così stupida? Perché certa gente non sa accettare che qualcuno la pensi diversamente da loro? Perché si cerca sempre il lettore addomesticato che metta solo mi piace e faccia solo complimenti?
Riporto i miei commenti e le sue risposte perché mi piacerebbe sapere se ho sbagliato io a dire quello che pensavo o se la sua reazione sia stata eccessiva, da immaturo, isterico e scorbutico.
Io: Quello che si dice e si fa nel mondo virtuale non si può dirlo e farlo anche in quello reale, altrimenti non ci sarebbe bisogno del social network. La gente è troppo diffidente e sospettosa per accettare facilmente il tuo simpatico approccio, bel tentativo comunque. Ciao.
Lui: Quello che si fa nel mondo virtuale è esattamente quello che fai nel mondo reale, solo che non è vero. Ci hai mai pensato? O credi che la gente prima di Facebook non tradiva, non parlava di politica e non diceva cazzate? Ciao.
Io: Non è che su Facebook si tradisce, si parla di politica e si dicono cazzate soltanto, ma spesso ci si confida, si mostra un aspetto di se stessi che non si mostra alle persone reali. Nessuna delle persone che conosco nel mondo reale ha mai letto le mie poesie eppure nel mondo virtuale del blog ci sono 160 persone che conoscono la mia anima meglio di mia madre.
Lui: O che te lo fanno credere, tanto basta un like. Il problema è che nella vita reale per far “conoscere la tua anima” ad un’altra persona devi faticare, devi prima ascoltare, devi aprirti, devi rispettare, devi essere gentile, devi avere qualcosa di vero da dire, devi farti stimare. Sul virtuale spingi un bottone, e fa tutto da sé.
Io: L’anonimato, il non metterci la faccia rende tutto più facile, puoi dire cose che per pudore o per timidezza non diresti mai guardando negli occhi il tuo interlocutore.
Lui: Probabilmente è un problema solo mio, ma per me fino a quando non mi guardi quando mi parli, rimani una figurina sul monitor. E molto spesso pure dopo.
Io: Niente amori virtuali quindi, niente storie romantiche nate in chat… forse è meglio così o forse ti perdi qualcosa. Non credo comunque che sia un problema solo tuo.
Lui: Il termine “amore virtuale” mi ricorda l’espressione “ghiaccio secco”. Un controsenso in termini. Non ti sto giudicando, ma io la pasta me la mangio non me la immagino dentro lo stomaco.
Io: L’amore nasce nella mente e si nutre d’immaginazione, di fantasia e di sogni. L’amore spirituale, platonico può dare emozioni e sensazioni che non sempre quello reale può dare. Paragonare l’amore alla pasta fa un po’ impressione, neanch’io voglio giudicarti, accetto che ci siano persone come te, così diverse e distanti da me e dall’idea che ho io di come dovrebbe essere un uomo.
Lui: E me lo dice uno che mi parla mascherato da cane?
Io: È un avatar non è una maschera, un modo come un altro per non dichiarare la propria identità, fa parte del gioco, di quel gioco che tu a parole disprezzi, ma di cui ti servi per compensare la mancanza di amicizie reali.
Lui: La differenza tra me e te, è che io non ho nulla da nascondere, ci metto nome e cognome, e se mi va ti mandarti a cagare lo faccio da uomo. Non da pupazzo.
Io: Anche se metti una foto, nessuno mi assicura che sia la tua vera faccia e anche se lo fosse, non conosco la tua identità, anche nome e cognome non mi dicono niente, ce ne saranno a migliaia di xxxxxxx xxxxxx, quindi le differenze tra te e me sono ben altre e una è che io non insulto le persone senza motivo o solo perché la pensano diversamente da me.
Fortunatamente la discussione si è conclusa qui.

 


Irene Rapelli

( Il cielo stellato dentro di me )

Evelyn

Disegnatrice e lettrice ● La copertina che sogni per il tuo libro? La disegno io! ● Segnalibri #MythicGirls ● +400 iscritti su YouTube ● Seguimi su Instagram: @Evelyn_Artworks

Blog IIS Giorgi milano prof. manna

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Libero Emisfero

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Chiara Saracino

Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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