Un piccolo assaggio…

Questo è un piccolo frammento del mio libro “Il robot e altre storie”. Vi ricordo che potete scaricarlo dai link che trovate nella pagina dedicata al libro cliccando su: https://antoniotomarchio.wordpress.com/il-mio-libro/

               All’improvviso sentì un rumore provenire dal bosco, sembravano dei passi molto pesanti, come quelli di una creatura metallica, pensò che qualche altro concorrente del torneo fosse venuto in quel bosco a fare delle prove. Era curioso e voleva vedere a che punto erano i suoi avversari, si addentrò quindi tra gli alberi stando attento a non far sbattere il suo costoso giocattolo ma soprattutto a non sbattere lui. In quel momento si rese conto che avrebbe dovuto fornirlo di una microcamera così da avere anche il punto di vista del suo robot.
                A un tratto lo vide, sembrava un uomo molto robusto, era color grigio scuro come la canna di un fucile e luccicava sotto la luce del sole che passava tra la fitta boscaglia.
                Il robot aveva un aspetto molto minaccioso, non come certi automi ridicoli che aveva visto al torneo. Nel viso aveva due occhi luminosi e poi c’era una mascherina simile a quella dei chirurghi, ma trasparente e spigolosa come un diamante, che copriva la bocca. Non aveva un’aria molto rassicurante e si muoveva lentamente tra gli alberi.
                Joshua si accorse che il robot poteva vedere perché continuava a muovere la testa in tutte le direzioni come se cercasse qualcosa, ma restò sbigottito soprattutto nel vedere che non c’era nessuno a guidarlo.
                Improvvisamente lo vide correre a una velocità impressionante, notò che con una spallata aveva sradicato un albero e ne restò stupefatto, ma ciò che vide dopo lo terrorizzò. Il robot aveva colpito qualcosa che aveva inseguito fino a poco prima, ma ciò che gli faceva tremare le gambe, era come lo aveva colpito, infatti, un potente fascio di luce simile a un laser, era fuoriuscito da un piccolo foro al centro del petto, impattando violentemente contro il suolo.
                <<E’ proibito! Maledizione, è proibito inserire armi nei robot! Se questi sono i miei avversari, non ho nessuna possibilità di vincere!>> pensò, arrabbiato e frustrato.
                Fece nascondere il suo automa dietro un grosso albero e spense il controller in modo da potersi muovere liberamente senza trascinarselo dietro. Si avvicinò ancora per vedere meglio, intanto il robot si era chinato per raccogliere il bersaglio appena colpito, un grosso coniglio pendeva ormai senza vita dalle sue grandi mani metalliche.
                <<Che bastardo, utilizza il robot per cacciare dei conigli!>> esclamò.
                Poi rimase impietrito quando si accorse che non solo quello strano robot ci vedeva benissimo ma era anche capace di sentire e adesso lo fissava con aria minacciosa. Sentì il sangue raggelarsi nelle vene e un brivido percorrere la sua giovane schiena.
                <<Cavolo! Adesso sono cazzi…>> pensò, mentre lentamente cercava di allontanarsi.
                Lo strano robot cominciò a correre verso di lui che intanto si era dato alla fuga.
                <<Sono spacciato! Mamma, sono spacciato!>>
                <<Aiuto! Aiuto!>> gridò.
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Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro". Vedi tutti gli articoli di Antonio Tomarchio

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