Archivi del mese: ottobre 2015

Il mostro

copertina il mostro

           La stanza era immersa nella penombra, ma gli occhi, ormai abituati al buio, riuscivano a scorgere il piccolo lampadario in stoffa colorata, la scrivania in truciolato, la sedia di ferro arrugginito, la libreria e il piccolo divano logorato dal tempo. Poi c’era l’armadio con gli sportelli che non stavano mai chiusi e lasciavano intravedere le tenebre al suo interno. Quel buio era impenetrabile e lo scricchiolio del legno gli conferiva un’aria sinistra, un aspetto mostruoso e minaccioso. Sembrava la porta dell’inferno e pareva volesse spalancarsi da un minuto all’altro per inghiottirlo.
            La sua testa faceva capolino da sotto le lenzuola che teneva strette tra le mani per coprire fino al naso il suo viso. Tutto gli procurava paura, ogni piccolo rumore lo faceva sobbalzare dal letto. Guardava i libri di fantascienza che tanto amava e gli sembrava cercassero di liberarsi dallo spazio angusto in cui erano relegati nella libreria, come se i personaggi potessero uscire dalle pagine in cui erano protagonisti e prendere vita fuori da esse.
            La porta della sua stanzetta era aperta e una luce traballante, tenue e gialla come quella di una candela, disegnava strane ombre sul muro del corridoio. Un’ombra, più definita delle altre, svelava una presenza inquietante, mentre lunghi artigli graffiavano lo stipite della porta e l’eco ansimante di un grugnito animalesco risuonava in tutta la casa.
            I suoi occhi fissavano spalancati quella porta mentre le sue gambette da bambino tremavano facendo vibrare il letto. Sollevò ancora di più il lenzuolo per coprire meglio il suo viso e si rannicchiò per tentare di calmare il tremore delle sue gambe. Il terrore si era impossessato di lui, si sentiva paralizzato, impotente, in balìa del mostro che lo osservava di nascosto, dietro la porta.
            Lo sentiva respirare, vedeva i suoi occhi luminosi che lo fissavano e percepiva i suoi pensieri, mentre entrava lentamente nella sua testa. Sentiva sul suo viso l’alito della bestia e la puzza terribile di carne putrefatta che emanava. Sentiva il rumore della saliva che gocciolava giù dalle fauci del mostro fino al pavimento, emettendo un ticchettio costante e terrificante.
            Improvvisamente, una figura apparve davanti alla porta, una donna con un corpo da Dea si avvicinava a lui con un passo lento e sensuale. Era completamente nuda e la luce che adesso brillava alle sue spalle ne esaltava le forme e la bellezza. Non era più un bambino, il suo corpo era muscoloso e forte e le sue lunghe gambe sporgevano dal piccolo letto. Era eccitato e irresistibilmente attratto da quella meravigliosa creatura.
            La donna era giunta a un passo da lui, aveva messo un ginocchio sul letto e si era chinata, avvicinando lo splendido viso al suo. Gli occhi luminosi e penetranti della donna lo fissavano e lui non riusciva a distogliere lo sguardo da quell’iride azzurra come il cielo. Stava per baciare quelle splendide labbra carnose quando la bocca si spalancò mostrando dei denti aguzzi e affilati come quelli di una tigre. Sentiva di nuovo quell’alito putrido, la saliva gocciolare sul suo petto e gli artigli penetrare la sua carne. Il mostro era su di lui pronto a divorarlo.
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Non voglio più morire

Antonio Tomarchio

non voglio morire
Equilibrista su un filo di speranza
raccolgo i cocci di quest’esistenza,
vago ancora su questo mondo
poi piango, rido e non affondo.
Mi stupisce questa stupida allegria
queste luci sulla vita mia
e questo dolce amore
che mi riempie il cuore.
Quell’urlo si è ormai spento
ed è finito quel tormento
adesso che non ho più voglia di soffrire
adesso che non voglio più morire.

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Il mio nuovo libro – Il mostro

copertina il mostro

Tempo fa avevo annunciato la pubblicazione del mio nuovo libro, oggi finalmente è online. Se vi è piaciuto il primo, non potete perdervi il secondo anche perché alcuni racconti sono il sequel di quelli già pubblicati. Spero vi piacciano come i precedenti.
Questa è la prefazione:

Prefazione

 

     Cinque nuovi racconti con un unico leitmotiv: dentro la nostra anima si cela un mostro. In ogni racconto c’è uno o più personaggi che in modo evidente, con le loro azioni o con le loro scelte, si comportano da mostri, svelando crudeltà e mancanza di principi morali.
     “Il mostro”: è un giallo investigativo (sequel di “Fortunata” da “Il Robot e altre storie”). Un vero mostro si nasconde sotto mentite spoglie in cerca di prede di cui nutrirsi, ingannando le sue vittime con un aspetto angelico e sensuale. I protagonisti del racconto sono due agenti della FBI con le loro storie e le loro debolezze e chissà che anche in loro non ci sia qualcosa di mostruoso.
     “I bambini”: i protagonisti di questo racconto fantascientifico sono due agenti di una squadra speciale, creata dal Presidente degli Stati Uniti, che “correggono” gli errori della natura o del destino viaggiando nel tempo e giustiziando futuri terroristi. Il mostro che è in loro si svelerà nel finale in tutta la sua cinica crudeltà.
     “Il Robot capitolo 3”: (da “Il Robot e altre storie”) in questo racconto fantascientifico potrete seguire la vita di Joshua Russell, del suo amico Lucas e dei loro robot alieni in una nuova avventura che li vedrà complici inconsapevoli di un genocidio. I mostri in questo racconto sono i politici e gli imprenditori con la loro smisurata sete di potere e di ricchezza.
     “Insieme”: Questo racconto è ambientato in Italia e narra una storia realistica. Un uomo, il cui unico desiderio è realizzare i propri sogni, sequestra una donna mentre è in auto col proprio bambino. Insieme iniziano un lungo viaggio alla ricerca di una nuova vita. Dove si nasconde il mostro, lo scoprirete solo leggendo il racconto fino alla fine.
     “Il prigioniero”: Realtà o incubo? Che cosa succede alla nostra mente quando non siamo coscienti? È la fine di tutto o è l’inizio di qualcosa di mostruoso?

 

Se visitate la pagina  I miei libri  potrete leggere le prime pagine di entrambi i miei libri, qui trovate i link per acquistare “Il mostro”.
Buona lettura.

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L’autostrada

UomoCamminaOL
La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all’incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all’incrocio pensò:
“aspettiamo che arrivi l’estate”
l’estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l’odore di verze marcite
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l’autostrada
ci porterebbe senz’altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
la chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po’ più di vernice
ed un’unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all’improvviso fu molto più forte l’odore del pane alle olive
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l’autostrada
ci porterebbe senz’altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
A volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
“mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole” mi disse
e a te cosa piace?
“mi piace sentire la forza di un’ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l’estate”
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire
l’incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l’incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta…
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce


Evelyn

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