Archivio dell'autore: Antonio Tomarchio

Informazioni su Antonio Tomarchio

Poeta e scrittore. Autore dei libri "Il Robot e altre storie" e "Il Mostro".

Come dentro un sogno.

Come dentro un sogno

dentro un sogno

Adesso te ne vai via
E lasci la tua assenza
A farmi compagnia.
La osservo con tristezza
Mentre mi strazia il cuore
Con la sua dolcezza.
Non finisce mai il giorno
E le ore sono così vuote
Mentre aspetto il tuo ritorno.
Non mi basta il tuo sapore
Né il ricordo di te
Voglio sentire il tuo calore.
Aspetto le tue mani
Per sentirti vicino
Per averti anche domani.
Mi manchi da morire
E la tua assenza
Mi fa tanto soffrire.
Ho bisogno di sperare
Per sentire che vale la pena
Di restare ad aspettare.
È di te che ho bisogno
Mentre resto sospeso
Come dentro un sogno.
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Lo lascio annegare

affogare-annegare

I fari nella notte illuminano il mare
Brillano le onde
Mentre la luna comincia a calare
Ho le scarpe piene di sabbia
Le mani vuote di te
E non so spiegare questa rabbia.
Ho aspettato per vederti
Ho aspettato per parlarti
Ma adesso è troppo tardi.
Sento l’acqua alla gola
Sento il sapore del sale
Ripenso a quel dolore
Mentre lo lascio annegare.

Minus habens e Grullophitecus

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Grazie al Grullophitecus Dementis abbiamo scoperto che gli scienziati che inventarono i vaccini, quasi due secoli fa, non lo fecero per salvare l’umanità dalle malattie ma per far sì che le case farmaceutiche del 2017 si arricchissero. Abbiamo scoperto che le trasmissioni TV vanno chiuse quando parlano male del Mò-vi-mento e vanno difese quando sostengono una loro tesi. Abbiamo scoperto che i giornalisti sono bravi solo se sono dei lacchè a cinque stelle, che i mari sono popolati dalle sirene (quelle delle ambulanze?), che la Terra è piatta e Galileo Galilei era un cialtrone. Abbiamo capito che, se stai male e il tuo medico non ti ha ancora curato, devi rivolgerti ai guaritori, ai ciarlatani, ai cartomanti e alle fattucchiere, mai provare con un medico più bravo. Allo stesso modo, se i politici ti hanno deluso, non devi rivolgerti ad altri politici ma ai comici, ai disoccupati senza esperienza, ai millantatori, ai buffoni che non sanno l’italiano, che confondono il Venezuela col Cile, che vorrebbero risolvere i problemi economici stampando banconote. Consegnare la tua vita o quella dei tuoi figli in mano a un guaritore con la quinta elementare o il futuro dell’Italia a incompetenti ignoranti e incapaci è la stessa cosa. Cosa ne sanno i minus habens di cosa è meglio per il nostro Paese? Gente che ha votato Berlusconi dicendo “è un bravo imprenditore, proviamolo” e ci ha fatto vivere i peggiori venti anni della storia democratica italiana. Questi stessi geni, al grido “ha stato il PD” vorrebbero che un Giggi Dimail, un quivis de populo che vendeva biglietti allo stadio, governasse la settima potenza economica del mondo. Il vostro masochismo sarebbe esilarante se non ci portasse a una decrescita infelice e alla perdita di diritti acquisiti. Avere al governo dei burattini teleguidati da un comico e da un losco figuro ereditiere di una S.r.l., non è la mia scelta e non lo sarà mai. Io scelgo chi propone e non chi incita all’odio, scelgo i progressisti non gli oscurantisti, i conservatori, i reazionari e i retrogradi.

Libertà

LIBERTA’

Ho visto in cielo liberi voli,
in mare liberi spruzzi,
nei prati libere corse,
ho visto nella mia vita
libere catene stringermi i polsi
e infiniti chiodi
crocefiggermi al palo
della mia eterna tristezza.

Voglia di libertà

Vorrei poter suonare ancora un po’
E poi seguirti fino in capo al mondo
Mi vestirei di stracci come so
E sarei pronto a fare il vagabondo e a raccontare a tutti il mio passato
Che è un campionario di mediocrità
Ad accettare tutto mi è costato
E ho perso te che amo, libertà.
Per te io vincerei questa paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
Mi specchierei ma senza ipocrisia
Nell’acqua dove affonda la bugia
E laverei dal cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
Mi vedi un po’ indeciso ma che importa
Mi basterà varcare quella porta
E un mondo nuovo si aprirà davanti, incerto ma pulito dagli inganni
E non avrò nessuno a cui badare, nessuno che mi chiamerà papà
Non una donna da dovere amare
Ma un solo amore la mia libertà.
Però dovrei buttare la paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale dove regna chi bara e non chi vale
Specchiarmi e farlo senza ipocrisia nell’acqua dove affonda la bugia
Lavare dal mio cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
È facile parlare ma il coraggio se non l’hai dentro non lo puoi trovare
Non è come un pezzetto di formaggio che quando hai voglia te lo puoi comprare
Se libertà vuol dire rinunciare a tutto ciò che offre la realtà
Allora cara amica mi dispiace, mi spiace tanto ma io rimango qua a sopportare ancora la paura
Di vivere ogni giorno tra le mura di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
A volte servirà l’ipocrisia, a volte qualche piccola bugia
Ma non si sta poi male in questa fogna
Se sai nascondere bene la vergogna.

Dedicato a Dj Fabo

fabo
Ho sempre pensato che il nostro corpo sia un tempio, un’opera d’arte da curare e rispettare. Non ho mai capito chi lo deturpa con tatuaggi e piercing né chi lo distrugge con fumo, droga, alcool o eccesso di cibo. Ancora di meno capisco chi tenta di uccidersi con sport estremi, chi rischia la propria vita e quella degli altri guidando come dei pazzi in auto o in moto. La vita è il bene più prezioso che abbiamo, forse l’unica cosa veramente importante che ci viene regalata, ma penso anche che siamo padroni della nostra vita e dovremmo avere il diritto di abbandonarla quando vogliamo soprattutto se non è più dignitosa o vivibile. Ho scritto questa poesia pensando a questo ragazzo che amava la vita e ha voluto viverla intensamente. Dj Fabo ha avuto la sfortuna di restare paralizzato e cieco dopo un incidente e ha chiesto di morire, di smettere di soffrire e di vivere una vita vuota e inutile. So che i cattolici diranno che la vita è un dono di Dio e che solo lui può togliercela ma voler imporre agli altri la rinuncia alla facoltà di decidere per se stessi equivale a quello che fanno i mussulmani imponendo il burka a tutte le donne. Ognuno ha il diritto di decidere secondo coscienza e non secondo leggi di religioni cui non crede.

Il mio corpo è una gabbia.

 

Il mio corpo è una gabbia,
imprigiona la mia anima
Ma non ferma la mia rabbia.
Questo corpo è una catena
Che chiude le mie ali
E accresce la mia pena.
Questa carne mi preclude l’infinito,
M’impedisce di volare
Di toccare il cielo con un dito.
Io vorrei guardare
La luna e il sole,
Sentire il freddo e il buio
Dentro il cuore.
Nuotare dentro il vuoto
Che riempie l’universo,
Respirare polvere di stelle
E non sentirmi perso.
Questo corpo m’inchioda al pavimento,
posso soltanto sperare
che passerà questo momento,
Che dopo questa vita
Riprenderò a volare
senza più sentire la fatica.

 


Post in silenzio

Seguo con apprensione le vicende che stanno accadendo nel nostro centro Italia e innanzi a tanta sofferenza e a tante piccole e grandi tragedie che stanno vivendo i nostri connazionali, speravo che, almeno in quest’occasione, non ci fossero i soliti imbecilli a fare dello sciacallaggio sulle altrui disgrazie. Vorrei che gli italiani si unissero nella solidarietà e apprezzassero il lavoro immane che volontari, esercito, vigili del fuoco, protezione civile, stanno facendo in condizioni impossibili contro una natura ostile che, mai come in questi giorni, sta scatenando la sua furia su questi poveri paesi.
Invece gli imbecilli non mancano mai, chi per esibizionismo, chi per raccogliere “Like” da altri imbecilli, chi per racimolare qualche consenso o voto in più, in tanti hanno approfittato della tragedia per colpire il governo o la protezione civile accusandoli di ritardi nei soccorsi. Altri imbecilli razzisti invece hanno colto l’occasione per prendersela con i migranti. Spero che una giustizia divina colpisca questa gente senza pudore né dignità e faccia provare loro quello che donne, anziani e bambini stanno provando in questi stessi istanti.
Io mi limiterò a pubblicare qualche foto per far capire a questi inutili idioti quanto siano meschini e schifosi, sperando che le loro povere menti siano in grado di capire.

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I soccorsi

Lo sciacallo

 


Com’è strano l’amore

mani
Lo senti com’è strano il mare
Col suo infinito dondolare?
Ti prende tra le sue braccia
E sembra ti voglia cullare.
Lo vedi com’è strano il cielo
Che si veste d’azzurro e di nero?
Che ti bagna, ti scalda
E ti regala un sorriso vero
Lo vedi com’è strana la vita?
Che fra cielo e mare
Ci dona gioia e dolore
E una speranza infinita.
Lo vedi com’è strano l’amore?
Ti salva quando stai per morire
Ci lascia, ci riprende
Ci rende felici per poi farci soffrire.

 


La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

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