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Minus habens e Grullophitecus

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Grazie al Grullophitecus Dementis abbiamo scoperto che gli scienziati che inventarono i vaccini, quasi due secoli fa, non lo fecero per salvare l’umanità dalle malattie ma per far sì che le case farmaceutiche del 2017 si arricchissero. Abbiamo scoperto che le trasmissioni TV vanno chiuse quando parlano male del Mò-vi-mento e vanno difese quando sostengono una loro tesi. Abbiamo scoperto che i giornalisti sono bravi solo se sono dei lacchè a cinque stelle, che i mari sono popolati dalle sirene (quelle delle ambulanze?), che la Terra è piatta e Galileo Galilei era un cialtrone. Abbiamo capito che, se stai male e il tuo medico non ti ha ancora curato, devi rivolgerti ai guaritori, ai ciarlatani, ai cartomanti e alle fattucchiere, mai provare con un medico più bravo. Allo stesso modo, se i politici ti hanno deluso, non devi rivolgerti ad altri politici ma ai comici, ai disoccupati senza esperienza, ai millantatori, ai buffoni che non sanno l’italiano, che confondono il Venezuela col Cile, che vorrebbero risolvere i problemi economici stampando banconote. Consegnare la tua vita o quella dei tuoi figli in mano a un guaritore con la quinta elementare o il futuro dell’Italia a incompetenti ignoranti e incapaci è la stessa cosa. Cosa ne sanno i minus habens di cosa è meglio per il nostro Paese? Gente che ha votato Berlusconi dicendo “è un bravo imprenditore, proviamolo” e ci ha fatto vivere i peggiori venti anni della storia democratica italiana. Questi stessi geni, al grido “ha stato il PD” vorrebbero che un Giggi Dimail, un quivis de populo che vendeva biglietti allo stadio, governasse la settima potenza economica del mondo. Il vostro masochismo sarebbe esilarante se non ci portasse a una decrescita infelice e alla perdita di diritti acquisiti. Avere al governo dei burattini teleguidati da un comico e da un losco figuro ereditiere di una S.r.l., non è la mia scelta e non lo sarà mai. Io scelgo chi propone e non chi incita all’odio, scelgo i progressisti non gli oscurantisti, i conservatori, i reazionari e i retrogradi.
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Dedicato a Dj Fabo

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Ho sempre pensato che il nostro corpo sia un tempio, un’opera d’arte da curare e rispettare. Non ho mai capito chi lo deturpa con tatuaggi e piercing né chi lo distrugge con fumo, droga, alcool o eccesso di cibo. Ancora di meno capisco chi tenta di uccidersi con sport estremi, chi rischia la propria vita e quella degli altri guidando come dei pazzi in auto o in moto. La vita è il bene più prezioso che abbiamo, forse l’unica cosa veramente importante che ci viene regalata, ma penso anche che siamo padroni della nostra vita e dovremmo avere il diritto di abbandonarla quando vogliamo soprattutto se non è più dignitosa o vivibile. Ho scritto questa poesia pensando a questo ragazzo che amava la vita e ha voluto viverla intensamente. Dj Fabo ha avuto la sfortuna di restare paralizzato e cieco dopo un incidente e ha chiesto di morire, di smettere di soffrire e di vivere una vita vuota e inutile. So che i cattolici diranno che la vita è un dono di Dio e che solo lui può togliercela ma voler imporre agli altri la rinuncia alla facoltà di decidere per se stessi equivale a quello che fanno i mussulmani imponendo il burka a tutte le donne. Ognuno ha il diritto di decidere secondo coscienza e non secondo leggi di religioni cui non crede.

Il mio corpo è una gabbia.

 

Il mio corpo è una gabbia,
imprigiona la mia anima
Ma non ferma la mia rabbia.
Questo corpo è una catena
Che chiude le mie ali
E accresce la mia pena.
Questa carne mi preclude l’infinito,
M’impedisce di volare
Di toccare il cielo con un dito.
Io vorrei guardare
La luna e il sole,
Sentire il freddo e il buio
Dentro il cuore.
Nuotare dentro il vuoto
Che riempie l’universo,
Respirare polvere di stelle
E non sentirmi perso.
Questo corpo m’inchioda al pavimento,
posso soltanto sperare
che passerà questo momento,
Che dopo questa vita
Riprenderò a volare
senza più sentire la fatica.

 


È importante riflettere. 

​Non ho mai usato il mio blog per imporre le mie idee né per parlare di politica ma solo per proporre punti di riflessione sulla vita e sui problemi che ci assillano. Non voglio farlo neanche oggi, voglio solo leggere le vostre opinione e sapere cosa ne pensate della riforma costituzionale.

Ho notato dai vari talk show televisivi, cui ho assistito, che le ragioni del No sono molto deboli e chi era chiamato a sostenerle, spesso, dimostrava di non conoscere affatto i punti essenziali della riforma che voleva bocciare. Parlando con amici, followers e conoscenti è diventata sempre più forte l’impressione che coloro che dichiarano di voler votare No, lo facciano solo per odio nei confronti di Renzi. Qualcun altro invece ripete, senza aver mai letto le ragioni del Sì, le motivazioni insensate e contraddittorie dei politici che odiano Renzi. Comincio quindi a pensare che non esistano delle vere ragioni per votare no se non quella di mandare a casa il premier. Questo è ovviamente sbagliato, non si può rinunciare a cambiare lo status quo solo per odio verso qualcuno. 

Mi domando quindi che faccia faranno quelli che voteranno No, solo perché credono che così Renzi si dimetterà, quando, all’indomani della vittoria del no, si accorgeranno di aver bruciato l’unica possibilità di riformare le istituzioni e tagliare le poltrone dei politici senza ottenere nulla. Accusano Renzi di essere bugiardo, di essere un pinocchio, un incoerente e uno che “spara cazzate” ma credono ciecamente che si dimetterà. Non trovate che sia incoerente e da stupidi rinunciare al cambiamento perché credono alle parole di uno che definiscono “cazzaro”?

Che se anche poi Renzi si dimettesse (cosa di cui dubito fortemente) rimarrebbe comunque questo governo perché la sua maggioranza parlamentare resterebbe. Qualcun altro prenderebbe il suo posto e continuerebbe il suo programma quindi non c’è nulla che giustifichi il No alla riforma costituzionale.

Vorrei dire a chi non ha ancora deciso e a quanti non hanno preconcetti queste semplici parole:

Prima di votare No aprite gli occhi e non fatevi abbindolare da chi vi illude con la promessa di una nuova riforma. Ci hanno già provato D’Alema e Berlusconi  nel 2004 con una riforma peggiore che dava troppi poteri al primo ministro e non tagliava i costi della politica. Sono passati 12 anni prima di poter fare una nuova riforma. Davvero volete aspettare altri 10/15 anni, con questa situazione, col rischio che la prossima sia peggiore di questa o che vinca ancora il No come nel 2004?

Siate coraggiosi, lasciate perdere il vostro odio per Renzi, pensate al cambiamento, immaginate che finalmente l’Italia possa ripartire e avere una chance di diventare un paese moderno, funzionante, in cui chi vince le elezioni possa realizzare il programma per cui è stato votato. Se poi non ci dovesse riuscire saremo noi elettori a punirlo usando i mezzi che la nostra democrazia ci consente di usare. Decidete di far parte del cambiamento, non schieratevi tra quelli che barattano il nostro futuro, per ripicche e interessi personali, con l’instabilità e l’ingovernabilità. Votate Sì, perché è questo che i vostri figli vi chiedono.

Un abbraccio. 


Il Tiranno e il paese degli idioti.

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C’era una volta un paese governato da un vecchio tiranno molto invidiato dagli altri tiranni che volevano occupare il suo posto.  Un giorno, gli altri tiranni pensarono di servirsi del popolo per spodestarlo e convinsero la gente a chiedere delle riforme e la democrazia. Il popolo, convintosi della necessità di cambiare, cominciò a manifestare nelle piazze e a chiedere a gran voce la democrazia. Il vecchio tiranno, per paura di una rivolta, acconsentì a cambiare il governo del paese e fece una riforma che permetteva ai cittadini di votare per scegliere da chi farsi governare, ma decise anche che la riforma doveva essere approvata dal popolo con un referendum. Il tiranno disse che si sarebbe presentato alle elezioni che si sarebbero tenute a un anno dal referendum, così il popolo avrebbe potuto decidere se farsi ancora governare da lui o mandarlo via. Promise anche che, se il popolo avesse votato contro la riforma, sarebbe andato via dal paese.
Gli altri tiranni, vedendo l’opportunità di impossessarsi del potere, convinsero il popolo a votare contro la riforma dicendo che avrebbe reso ingovernabile il paese. La vittoria del “No” al referendum fu schiacciante perché la gente non vedeva l’ora di liberarsi del vecchio tiranno, convinta anche dalle parole dei suoi rivali.
Il vecchio tiranno mantenne la promessa e andò via dal paese, il potere fu assunto da un nuovo tiranno più feroce e cattivo del precedente. Il popolo si accorse che nulla era cambiato che anzi le loro condizioni erano peggiorate e tornò a chiedere la democrazia. Il nuovo tiranno disse che il popolo aveva già espresso col referendum la sua volontà rinunciando alla democrazia e scegliendo di restare sotto la tirannia e che non era più possibile cambiare una scelta votata da tutto il popolo.
Così i tiranni vissero felici e contenti e il popolo continuò a subire ingiustizie e angherie.
Morale della favola: Mai ascoltare chi cerca di convincerti che sia un tuo interesse mantenere i loro privilegi, il loro potere e le loro poltrone.

Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, è assolutamente casuale.


Negra

pelle-negra
Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 Sarà perché qualcosa in lei mi fa paura
 Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 A te che guardi il mio colore come fossi extraterrestre.
 Alla mamma che mi nota e stringe i figli a sé.
 A chi all’asilo mi faceva già strane domande.
 Come ad esempio che colore avessi il sangue.
 A chi commenta di nascosto e crede non lo senta:
 “Non ho niente contro, ma c’è troppa differenza”.
 A chi ha la Barbie con la pelle bianca dai sessanta.
 La mia io l’ho aspettata sino al 1980
 C’è chi si vanta d’ideali dove negri e omosessuali.
 Indifferentemente sono tutti uguali,
 Cioè diversi e in quanto tali sono da trattare differentemente dai normali e questo fa paura.
 Chiudo bocca e occhi nella notte oscura e hai paura perché sono troppo scura, troppo scura.
 Mi consideri soltanto per un’avventura, ma non consideri la mia natura perché sono:
Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 vado bene anche se sono
 Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne frega più
 Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
 Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne fotte più
Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 Sarà perché qualcosa in lei mi fa paura
Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 M’inviti a cena ma soltanto se mi paghi
 Alla fermata ti sorrido e non mi caghi
 È da una vita che combatto contro i draghi.
 Nemmeno Harry Potter vince contro questi maghi.
 Dell’ignoranza pieni d’arroganza,
 Conta l’apparenza però in fondo manca la sostanza.
Quanta indifferenza e piango sola dentro la mia stanza.
 “Non preoccuparti della negra. quando è triste, prende e danza”.
 luoghi comuni deleteri ancora più tristi dei cimiteri
 Una bambina che, sembra ieri, ancora credevo nei desideri.
 Già percepivo disagi reali e seri e chi li creava, eri sempre tu.
 Altro che Balotelli, altro che…
Negra, Negra, Negra
 Ma quando mi vedi, nuda, nuda, nuda vado bene, anche se sono:
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda 
non te ne frega più
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne fotte più
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda 
non te ne fotte più

 

 


Eppur si move!

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       «L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo. »
(Immanuel Kant da Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?, 1784)
       L’umanità ha conosciuto periodi storici di grande progresso sociale, scientifico e culturale. L’illuminismo, ad esempio, fu un movimento politico, sociale, culturale e filosofico, una forma di pensiero che voleva “illuminare” la mente degli uomini, ottenebrata dall’ignoranza e dalla superstizione, servendosi della critica della ragione e dell’apporto della scienza. A ogni tentativo di far progredire l’umanità vi è stata sempre una “reazione” a ogni forma d’innovazione, da parte soprattutto degli ambienti clericali, per mantenere lo status quo. Quest’opposizione è stata definita oscurantismo. L’oscurantismo presenta e mantiene un’attitudine negativa del sapere, come rifiutare di riconoscere vere delle cose che si ritengono palesemente incontrovertibili, come ad esempio negare l’evoluzione. Oscurantista si può definire la politica di controllo della cultura, adottata dalla Chiesa nel periodo della Controriforma, con particolare riferimento all’Indice dei libri proibiti, ai processi inquisitori e i conseguenti autodafé, sino ad arrivare ai dibattiti del periodo illuminista e del secolo XIX dominato dalle grandi scoperte scientifiche e progresso tecnologico e vivacemente punteggiato da scontri ideologici tra liberi pensatori e uomini di Chiesa.
Esempio di questa diatriba tra progresso e reazione fu Galileo Galilei e la sua teoria dell’eliocentrismo. Il Sant’Uffizio inquisì Galileo Galilei perché egli aveva esposto tesi eliocentriche che fino allora erano state considerate del tutto eretiche. Per questo motivo Galileo Galilei, che oggi è considerato il padre della scienza moderna, ricevette una condanna al carcere a vita, che poi fu trasformata in una condanna agli arresti domiciliari, che dovette scontare nella propria villa di Arcetri. Inoltre fu condannato a recitare preghiere quotidiane per tre anni e dovette pronunciare un atto di abiura. La dimostrazione della correttezza della teoria eliocentrica arrivò nel 1851 per opera del fisico Jean Bernard Léon Foucault, attraverso l’esperimento del Pendolo di Foucault.
Oggi i reazionari sono ancora rappresentati dai religiosi e l’esempio più drammatico è l’islam. L’islam si oppone al progresso, ai diritti umani, ai diritti delle donne e vorrebbe che l’umanità restasse ferma al medio evo. Nella società italiana, moderna e “illuminata”, l’oscurantismo reazionario è rappresentato dai cattolici e dai politici di destra e di religione cattolica che si sono sempre opposti a ogni forma di progresso. Ricordiamo per esempio il divorzio e l’aborto o, più recentemente, la legge 40 sulla procreazione assistita. In questi giorni si sta discutendo in Parlamento la legge sulle unioni civili e, come al solito, a opporsi a una legge moderna che riconosce dei diritti, ci sono i soliti politici cattolici di sinistra e l’estrema destra che vuole negare ai bambini delle coppie omosessuali il diritto alla “continuità affettiva”, cioè il diritto del bambino di stare col genitore non biologico con cui è cresciuto.
Non voglio commentare o giudicare il livello intellettivo e culturale di chi vuole negare dei diritti ai bambini, ma mi chiedo: Siamo ancora nel medio evo? Che cosa abbiamo imparato dalla storia? Siamo come i mussulmani o peggio?

 

 


Un papà

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                Marco era un ragazzo esile e solitario, aveva lo sguardo sempre perso tra le nuvole a inseguire pensieri e sogni. Aveva avuto un’adolescenza difficile, passata a sfuggire al bullo di turno, aveva ottenuto il diploma con fatica per la poca volontà di andare a scuola ad affrontare ragazzi ostili e cattivi. C’era lei però, Valeria che era stata un’amica dolce e preziosa, l’unica a capire il suo disagio e a restargli vicino nei momenti più difficili. Una grande amicizia che si trasforma in amore, un sentimento forte che diventa matrimonio e, dopo qualche anno, un figlio desiderato e amato che fortifica un legame fatto di rispetto e fiducia. La vita di Marco sembrava finalmente felice, anche se sentiva sempre un vuoto dentro, fatto d’insoddisfazione e paura.
Una sorte malevola e dispettosa aveva portato via la sua Valeria per una stupida complicazione durante il parto. Era rimasto solo con il suo bambino, l’unica ragione della sua vita, un amore più grande di tutto. Occuparsi di suo figlio Giorgio, era diventato il suo unico motivo per vivere quella vita che, in fondo, non aveva mai amato.
Era passato più di un anno quando conobbe Franco. Si erano conosciuti in un bar e avevano subito legato. Erano entrambi attratti da qualcosa d’inspiegabile, da qualcosa cui erano sfuggiti per anni rinnegando se stessi e i propri desideri più intimi e personali. Un amore vero, diverso da quello che aveva provato per la sua Valeria, un legame troppo forte, una catena che nessuno poteva spezzare.
Trascorsero insieme dieci anni felici, si unirono civilmente e la loro famiglia era solida e serena. Giorgio cresceva sano e felice e amava i suoi due papà che si occupavano di lui senza mai fargli mancare nulla. Quella sorte malevola e dispettosa aveva voluto prendersi ancora gioco di lui e quando Marco aveva creduto di aver raggiunto la felicità e si sentiva finalmente appagato e pieno di voglia di vivere, fu colto da un malore e morì in breve tempo.
Fu enorme il dolore del piccolo Giorgio che aveva però ancora un papà, un àncora cui aggrapparsi per sostenersi e un amore forte e bello come quello che solo un papà può darti. Franco amava il figlio di Marco come fosse suo e avrebbe sacrificato la vita per il suo bambino.  Un giorno però, senza neanche aspettare che il dolore si fosse placato, si presentarono alla porta di casa sua due donne dei servizi sociali e due carabinieri. Gli mostrarono un foglio di carta firmato da un giudice in cui c’era scritto che avrebbero portato via il bambino perché lui non aveva alcun diritto. La legge non gli aveva consentito di adottare il figlio del suo amore e ora quel bambino, che non aveva più né un padre né una madre biologica, sarebbe finito in un orfanatrofio e non sarebbe più potuto stare col suo papà.
Franco provò a reagire, tentò di impedire che portassero via il bambino ma un carabiniere lo trattenne e guardandolo con disprezzo gli urlo:

<< Stai fermo o ti arresto per oltraggio a pubblico ufficiale, frocio di merda>>.

 


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