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Libertà

LIBERTA’

Ho visto in cielo liberi voli,
in mare liberi spruzzi,
nei prati libere corse,
ho visto nella mia vita
libere catene stringermi i polsi
e infiniti chiodi
crocefiggermi al palo
della mia eterna tristezza.

Voglia di libertà

Vorrei poter suonare ancora un po’
E poi seguirti fino in capo al mondo
Mi vestirei di stracci come so
E sarei pronto a fare il vagabondo e a raccontare a tutti il mio passato
Che è un campionario di mediocrità
Ad accettare tutto mi è costato
E ho perso te che amo, libertà.
Per te io vincerei questa paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
Mi specchierei ma senza ipocrisia
Nell’acqua dove affonda la bugia
E laverei dal cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
Mi vedi un po’ indeciso ma che importa
Mi basterà varcare quella porta
E un mondo nuovo si aprirà davanti, incerto ma pulito dagli inganni
E non avrò nessuno a cui badare, nessuno che mi chiamerà papà
Non una donna da dovere amare
Ma un solo amore la mia libertà.
Però dovrei buttare la paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale dove regna chi bara e non chi vale
Specchiarmi e farlo senza ipocrisia nell’acqua dove affonda la bugia
Lavare dal mio cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
È facile parlare ma il coraggio se non l’hai dentro non lo puoi trovare
Non è come un pezzetto di formaggio che quando hai voglia te lo puoi comprare
Se libertà vuol dire rinunciare a tutto ciò che offre la realtà
Allora cara amica mi dispiace, mi spiace tanto ma io rimango qua a sopportare ancora la paura
Di vivere ogni giorno tra le mura di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
A volte servirà l’ipocrisia, a volte qualche piccola bugia
Ma non si sta poi male in questa fogna
Se sai nascondere bene la vergogna.
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La costruzione di un amore

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane.
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare.
La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole
Ed io ci metto l’esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lì
e che non fa male
E ad ogni piano c’è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare
Dietro una porta un po’ d’amore
per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
per quando farai portare via
la mia sola fotografia
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
Sono io e sono qui
e mi meraviglia
io qui stretto fra le mie braccia,
no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l’ho fatto per fare
ma era per non morire
Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché
La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane
La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
in riva al mare
E intanto guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo
Sono io e sono qui
e mi meraviglia
io qui stretto fra le mie braccia,
no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia
Sono io che guardo questo amore
che si fa grande fino il cielo
come se dopo tanto amore bastasse e
ci fosse ancora cielo
E tutto ciò mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso


E non importa nient’altro

Così vicino, non importa fino a dove
non potrebbe essere molto più lontano dal cuore
dobbiamo sempre credere in chi siamo
E non importa nient’altro
Non mi sono mai aperto in questo modo
La vita è nostra, la viviamo a modo nostro
non è solo per dire tutte queste parole
E non importa nient’altro
Fidati, io cerco e trovo in te
Ogni giorno per noi è qualcosa di nuovo
Mente aperta per un modo diverso di vedere le cose
E non importa nient’altro
Non mi è mai importato di quello che fanno
Non mi è mai importato di quello che sanno
ma io so


Negra

pelle-negra
Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 Sarà perché qualcosa in lei mi fa paura
 Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 A te che guardi il mio colore come fossi extraterrestre.
 Alla mamma che mi nota e stringe i figli a sé.
 A chi all’asilo mi faceva già strane domande.
 Come ad esempio che colore avessi il sangue.
 A chi commenta di nascosto e crede non lo senta:
 “Non ho niente contro, ma c’è troppa differenza”.
 A chi ha la Barbie con la pelle bianca dai sessanta.
 La mia io l’ho aspettata sino al 1980
 C’è chi si vanta d’ideali dove negri e omosessuali.
 Indifferentemente sono tutti uguali,
 Cioè diversi e in quanto tali sono da trattare differentemente dai normali e questo fa paura.
 Chiudo bocca e occhi nella notte oscura e hai paura perché sono troppo scura, troppo scura.
 Mi consideri soltanto per un’avventura, ma non consideri la mia natura perché sono:
Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 vado bene anche se sono
 Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne frega più
 Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
 Negra, Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne fotte più
Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 Sarà perché qualcosa in lei mi fa paura
Se ti togli i paraocchi, la visuale la ampli.
 Che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
 M’inviti a cena ma soltanto se mi paghi
 Alla fermata ti sorrido e non mi caghi
 È da una vita che combatto contro i draghi.
 Nemmeno Harry Potter vince contro questi maghi.
 Dell’ignoranza pieni d’arroganza,
 Conta l’apparenza però in fondo manca la sostanza.
Quanta indifferenza e piango sola dentro la mia stanza.
 “Non preoccuparti della negra. quando è triste, prende e danza”.
 luoghi comuni deleteri ancora più tristi dei cimiteri
 Una bambina che, sembra ieri, ancora credevo nei desideri.
 Già percepivo disagi reali e seri e chi li creava, eri sempre tu.
 Altro che Balotelli, altro che…
Negra, Negra, Negra
 Ma quando mi vedi, nuda, nuda, nuda vado bene, anche se sono:
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda 
non te ne frega più
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne fotte più
 Negra, Negra, Negra
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda 
non te ne fotte più

 

 


Auschwitz

maxresdefault
Son morto con altri cento, son morto ch’ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…


Come se non fosse stato mai amore

lasciare_andare
Ieri ho capito che
E´ da oggi che comincio senza te
E tu, l´aria assente
Quasi come se io fossi trasparente
E vorrei fuggire via
e nascondermi da tutto questo
Ma resto immobile qui
Senza parlare… non ci riesco a staccarmi da te
E cancellare tutte le pagine con la tua immagine
E vivere.
Come se non fosse stato mai amore
Io sopravvivrò
Adesso ancora come non lo so
Il tempo qualche volta può aiutare
A sentirsi meno male…
A poter dimenticare
ma adesso è troppo presto
E resto immobile qui
Senza parlare… non ci riesco a stancarmi di te
E cancellare tutte le pagine con la tua immagine
E vivere… come se non fosse stato mai amore
come se non fosse stato amore
come se non fosse stato mai…
e vorrei fuggire via, vorrei nascondermi
Ma resto ancora così, senza parlare, senza dirti ¨non te ne andare¨
Non mi lasciare tra queste pagine.
e poi, e poi, e poi… vivere
come se non fosse stato mai amore
come se non fosse stato amore.

 


Imparando a volare.

1994 Settembre

11 settembre 2001

Il lungo marciapiede scorreva sotto i suoi passi lenti. I tacchi a spillo suonavano un ticchettio cadenzato e incessante su quella lingua di cemento grigio. Era quasi arrivata. Il grattacielo si ergeva maestoso e sembrava che osservasse stupito, dall’alto della sua cima, quei piccoli esseri frettolosi e incerti ai suoi piedi. Entrò e l’immensa hall la lasciò a bocca aperta. Una città di oltre cento piani con uffici, ristoranti, negozi e migliaia di persone indaffarate come formiche che si muovono veloci nel loro formicaio.
         Si diresse all’ascensore guardandosi intorno, nessuno la notò e nessuno avrebbe potuto fermarla, risoluta com’era nella sua decisione. Le luci indicavano i piani in un display azzurro mentre le sue orecchie sembravano come immerse in un liquido e i suoni arrivavano ovattati e incomprensibili. Deglutì più volte finché la campanella, che indicava l’apertura della porta, risuonò chiara nei suoi timpani. Pochi passi ancora e avrebbe raggiunto la sua meta. L’ascensore era giunto all’ultimo piano ma lei doveva ancora salire delle scale per raggiungere la terrazza, il suo obiettivo finale.
         Il cielo terso e azzurro apparve ai suoi occhi abbagliati dal sole. Le girava la testa e il respiro era affannato. Il cerchio infinito dell’orizzonte era l’unico limite al suo sguardo come un lungo nastro che avvolge un’immensa sfera di cristallo. I suoi sensi vacillavano e un’attrazione fatale la spingeva ad avanzare verso il cornicione. Non riusciva a distogliere gli occhi da quel cielo infinito, allargò le braccia come un bambino che attende di essere sollevato dal papà. Un vento gelido la accolse facendo tremare le deboli gambe. Si sentiva leggera, svuotata da ogni piccola o terribile vicenda che l’aveva spinta lassù.
         La sua anima stava imparando a volare staccandosi dal quel peso terreno opprimente. I lacci che la legavano alla terra si erano spezzati e il suo sguardo si era perduto in quell’azzurro. Il suo cuore impazzito e agitato pulsava come se dovesse pompare sangue nelle sue grandi ali. Con gli occhi pieni di lacrime vide quell’ombra avvicinarsi, sentì il rombo del motore e l’esplosione di migliaia di vetri. Il caldo alito dell’inferno e l’orribile lezzo che emanava la avvolsero. Non erano le sue gambe che tremavano adesso, l’intero grattacielo oscillava e vibrava rumorosamente. Intuì che non c’era possibilità di ripensamenti, che quello era il suo giorno. Quello era il giorno in cui avrebbe imparato a volare o si sarebbe schiantata.

 


La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

Evelyn

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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