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A me ricordi il mare

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             Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.

Alessandro Baricco.


Auguri!

Tanti auguri a tutti voi per un 2016 sereno e ricco di soddisfazioni.

A mano a mano

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A mano a mano ti accorgi che il vento
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
La bella stagione che sta per finire
Ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore
A mano a mano si scioglie nel pianto
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
Di quando vivevi con me in una stanza
Non c’erano soldi ma tanta speranza
E a mano a mano mi perdi e ti perdo
E quello che è stato ci sembra più assurdo
Di quando la notte eri sempre più vera
E non come adesso nei sabato sera….
Ma…dammi la mano e torna vicino
Può nascere un fiore nel nostro giardino
Che neanche l’inverno potrà mai gelare
Può crescere un fiore da questo mio amore per te
E a mano a mano vedrai che nel tempo
Lì sopra il suo viso lo stesso sorriso
Che il vento crudele ci aveva rubato
Che torna fedele
L’amore è tornato da te….


Uomini persi

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Anche chi dorme in un angolo pulcioso
coperto dai giornali, le mani a cuscino,
ha avuto un letto bianco da scalare e un filo
di luce accesa dalla stanza accanto,
due piedi svelti e ballerini a dare calci al mare
nell’ultima estate da bambino,
piccole giostre con tanta luce e poca gente e un giro soltanto.
Anche questi altri strangolati da cravatte
che dentro la ventiquattrore portano la guerra,
sono tornati con la cartella in braccio al vento
che spazza via le foglie del primo giorno di scuola,
raggi di sole che allungavano i colori sugli ultimi
giochi tra i montarozzi di terra e al davanzale di una casa senza balconi,
due dita a pistola.
Anche quei pazzi che hanno sparato alle persone
bucandole come biglietti da annullare,
hanno pensato che i morti li coprissero
perché non prendessero freddo e il sonno fosse lieve,
hanno guardato l’aeroplano e poi l’imboccano
e sono rimasti così, senza inghiottire né sputare,
su una stradina e quattro case in una palla di vetro
che a girarla viene giù la neve.
Anche questi cristi,
caduti giù senza nome e senza croci,
son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi,
sulle barchette coi gusci delle noci
e dove sono i giorni di domani,
le caramelle ciucciate nelle mani
di tutti gli uomini persi
dal mondo
di tutti i cuori dispersi
nel mondo.
Quelli che comprano la vita degli altri,
vendendogli bustine e la peggiore delle vite,
hanno scambiato figurine e segreti
con uno più grande ma prima doveva giurare.
Teste crollate nel sedile di dietro
sulle vie lunghe e clacsonanti del ritorno dalle gite
e un po’ di febbre nei capelli ed una maglia
che non vuole passare
e i disperati che seminano bombe tra poveri corpi
come fossero vuoti a perdere come se fossero
pupazzi,
seduti sui calcagni han rovesciato sassi
e un mondo di formiche che scappava
le voci aspre delle madri che li chiamavano
sotto un quadrato di stelle dentro i cortili dei palazzi
e la famiglia a comprare il cappotto nuovo
e tutti intorno a dire come gli stava.
Anche questi occhi,
fame di nascere per morir di fame,
si son passati un dito di saliva sui ginocchi
e tutti dietro a un pallone in uno sciame,
leggeri come stracci e dove fanno a botte,
dov’è un papà che caccia via la notte
di tutti gli uomini persi
dal mondo,
di tutti i cuori dispersi
nel mondo.


Immagina

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Immagina non esista paradiso
È facile se provi
Nessun inferno sotto noi
Sopra solo cielo
Immagina che tutta la gente
Viva solo per l’oggi
Immagina non ci siano nazioni
Non è difficile da fare
Niente per cui uccidere e morire
E nessuna religione
Immagina tutta la gente
Che vive in pace
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia
Immagina un mondo senza la proprietà
Mi chiedo se ci riesci
Senza bisogno di avidità o fame
Una fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
Che condivide il mondo
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia

 


I Ricordi del cuore


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Voi,
speranze che sperai,
sorrisi e pianti miei,
promesse di allegria
e sogni in cui volai
ed il primo spietato amor mio,
siete per me
perduti e persi mai.
Di voi mi appassionai,
su di voi giurai
e mi ci tormentai.
Pare niente ma il cuore era il mio,
poi c’eri tu …
Vento soffierà,
la pioggia pioverà,
la nebbia velerà,
il sole picchierà.
E il ricordo, il ricordo di te
non passa mai,
non passa mai.
Ma che buoni quei baci tra noi,
forse tu non vuoi smettere mai,
per vederti mi bastano
gli occhi lucidi.
Se ti piace e se ancora tu vuoi,
nel ricordo anche senza di noi
torna tutto possibile,
anche tu sei qui, (Oh)
qui nel cuore mio.
I ricordi non passano mai,
eccoli qui,
sono molto più forti di noi,
più vivi


Sono una roccia

roccia
Un giorno d’inverno
In un profondo e scuro dicembre
Io sono solo
Osservando dalla finestra
Le strade sottostanti
Ricoperte da un fresco silenzioso manto di neve
Sono una roccia
Sono un’isola
Ho costruito mura
Una fortezza alta e potente
Che nessuno può penetrare
Non ho alcun bisogno di amicizia
L’amicizia può causare dolore
La sua allegria e la sua piacevolezza io disdegno.
Sono una roccia
Sono un’isola
Non parlare d’amore
Vero, ho già sentito questa parola prima
Sonnecchia nella mia memoria
Non voglio disturbare il riposo
Di sentimenti che sono morti
Se io non avessi mai amato
Non avrei mai pianto
Sono una roccia
Sono un’isola
Ho i miei libri
E la mia poesia per proteggermi
Sono chiuso nella mia armatura
Nascosto nella mia stanza
Sicuro nel mio utero
Non tocco nessuno e nessuno può toccare me
Sono una roccia
Sono un’isola
E le rocce non provano dolore
E le isole non piangono mai.



Irene Rapelli

— Il cielo stellato dentro di me —

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- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Evelyn ✏ I disegni sono lo specchio dell'anima

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Chiara Saracino

Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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