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Solo

solo
Solo, tra volti sconosciuti,
ascolto i miei passi sulla strada
sotto un cielo cupo,
cupo come i miei pensieri,
tra nuvole di emozioni
sento il battito profondo
del mio cuore
e ancora i volti della gente,
sguardi perduti
tra le vetrine dei negozi,
sono solo in questo infinito,
sono solo tra milioni di persone,
solo con i miei pensieri,
mentre dal cielo
la pioggia scende giù
come lacrime dal mio viso.

Lascia che sia
tutto così
e il vento volava sul tuo foulard,
avevi già
preso con te
le mani, le sere, la tua allegria.
Non tagliare i tuoi capelli mai,
mangia un po’ di più che sei tutt’ossa
e sul tavolo fra il tè e lo scontrino
ingoiavo pure questo addio.
Lascia che sia
tutto così
e il cielo sbiadiva dietro le gru,
no non cambiare mai
e abbi cura di te,
della tua vita e del mondo che troverai,
cerca di non metterti nei guai,
abbottonati il paltò per bene
e fra i clacson delle auto e le campane
ripetevo “non ce l’ho con te”
e non darti pena sai per me,
mentre il fiato si faceva fumo,
mi sembrava di crollare piano piano
e tu piano piano te ne andavi via
e chissà se prima o poi,
se tu avrai compreso mai,
se ti sei voltata indietro
e chissà se prima o poi,
se ogni tanto penserai,
che son solo…
e se adesso suono le canzoni,
quelle stesse che tu amavi tanto,
lei si siede accanto a me sorride e pensa
che le abbia dedicate a lei
e non sa di quando ti dicevo
“mangia un po’ di più che sei tutt’ossa”,
non sa delle nostre fantasie, del primo giorno
e di come te ne andasti via
e chissà se prima o poi
se tu avrai compreso mai
se ti sei voltata indietro…
e chissà se prima o poi
se ogni tanto penserai
che io solo… resto qui
e canterò solo, camminerò solo, da solo continuerò…

Ancora tu… ti amo ancora.

ancora tu
E’ stato bello averti rivisto,
aver provato ancora quelle emozioni,
sentire di nuovo il mio cuore impazzito
e tremare come un bambino,
è stato meraviglioso
perdermi ancora nel verde dei tuoi occhi,
riscoprire sensazioni dimenticate
che per anni ho tenuto nascoste.
Ho cercato di sotterrare ogni traccia,
ogni ricordo, ogni momento vissuto con te,
credevo d’esserci riuscito
ma mi è bastato rivederti
e ho scoperto che nulla è cambiato,
ogni sensazione, ogni ricordo è riaffiorato,
sei ancora quella dolce ragazza
che ho tanto amato,
sei ancora quel sogno che non s’è mai realizzato,
sei ancora l’aria che respiro,
un mare in cui naufragare,
le ali con cui poter volare,
sei ancora tutto per me,
la mia giovinezza,
la mia ingenuità,
la paura di un “no”,
la delusione di non averti,
la disperazione che fa impazzire,
un dolore che mi stringe il cuore.

Eccomi qui, la stessa via
come sei anni fa, ti aspetto qui,
sono in città e ho un po’ di nostalgia,
vengo a prenderti se vuoi
ti ricordi quella via.
Eccoti qui sei anni in più,
magra e attraente tu di nuovo qui
e cerchi me tra la gente,
con la mano saluti e due baci discreti tra noi due.
Ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei.
Non posso più chiamarti amore mio
ma un dolce amico tuo io resterò,
sarò lo zio per i tuoi bambini, io
stringerò più forte il cuore,
non ti disturberò.
Ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei amarti

Randagio… io lui e la cana femmina…

Randagio
Stanco e zoppicante
fiuti tra le immondizie
con la coda tra le zampe,
nessuno ti degna di uno sguardo,
nessuno si cura di te
piccolo randagio.
Con la testa bassa
e gli occhi tristi
vaghi solitario senza meta
elemosinando carezze.
Il destino è stato crudele
anche con te,
ma in questa notte
fredda e buia
il tuo pianto disperato
si unirà col mio
per commuovere le stelle
e non sarai più solo.


Fotografie

Fotografia
Ti ho trovata in un cassetto,
in una foto stropicciata,
sbiadita dal tempo,
eri come ti ricordo,
un triste sorriso
stampato sul viso,
quegli occhi dipinti
da un pittore un po’ pazzo,
troppo grandi, troppo verdi
per i tuoi quindici anni,
quel vestito sporcato
rotolando sull’erba
tra i sospiri di un amore
fatto troppo in fretta
per il timore d’esser visti,
un amore che sembrava senza fine,
che è finito per caso,
così com’era iniziato,
senza una parola,
senza una lacrima,
con una fotografia
abbandonata in un cassetto
tra vecchi ricordi,
tra tanti rimpianti,
per quei momenti
perduti per sempre.

Un azzurro scalzo in cielo
e il cielo matto di marzo
e di quel nostro incontro al centro.
Tu poggiata sui ginocchi e il vento
e i capelli sui tuoi occhi.
Qui l’ombra cade giù dalla tua mano,
un orizzonte di cani
abbaia da lontano,
tu aggrappata alla ringhiera di una
tenera e distratta primavera.
Pomeriggio lento e un po’ svogliato,
maggio è andato via,
un dito sotto il mento
e gli uccelli fuggono infilando il verde
dove la città si perde.
Sopra un foglio di carta vetrata
luglio e tu sdraiata, tu
sporca di baci e sabbia
a cercar le labbra smisurate
dell’estate sulle mie.
In quest’altra stiamo insieme,
come ridi di gusto
e fino a soffocarti, io stringevo agosto e te,
bevendoti con gli occhi miei
per non scordarti
e ancora tu tra file di alberi
che cuciono colline d’uva bianca
e tu sei stanca, un giorno intero
a bere vino e un contadino
col bicchiere in mano lì vicino.
Foglie arrugginite in fondo al viale
e nuove voglie e tu
qui sei venuta male,
la tua faccia un po’ tirata e una risata
senza più allegria e incoscienza.
L’aria acerba della domenica
mattina sopra l’erba tu
e lacrime di brina
guance colorate mentre sbucci
arance e stupide bugie.
Ferma lì,
non muoverti
sorridi un po’,
adesso voltati,
fai così,
appoggiati,
non dire no,
amore guarda qui.
Gennaio e il fiato grosso
scalda le parole
il sole andava giù,
cielo di marmo rosso, tu un po’ nera
contro quella sera che scavava
il nostro addio e scappava.
La pioggia fina salta sopra
i marciapiedi,
noia, moschine e tu
tu guardi ma non vedi
ch’è finita e tra le dita
non ci sono che fotografie.
Un azzurro scalzo in cielo
e il cielo matto di marzo
e di quel nostro incontro al centro,
tu poggiata sui ginocchi
e gli occhi tuoi
per sempre nei miei occhi.

Irene Rapelli

( Il cielo stellato dentro di me )

Evelyn

Disegnatrice e lettrice ● La copertina che sogni per il tuo libro? La disegno io! ● Segnalibri #MythicGirls ● +400 iscritti su YouTube ● Seguimi su Instagram: @Evelyn_Artworks

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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