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Per tutte le donne, non solo l’otto marzo

mimose
C’è solo un fiore in quella stanza
e tu ti muovi con pazienza
la medicina è amara ma
tu già lo sai che la berrà
Se non si arrende tu lo tenti
e sciogli il nodo dei tuoi fianchi
e quel vestito scopre già…
chi coglie il fiore impazzirà
Farà per te qualunque cosa
e tu sorella e madre e sposa
e tu regina o fata, tu
non puoi pretendere di più
E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alla streghe
la strega sei tu
E insegui sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, ne trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà
C’è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può
C’è chi ti esalta, chi ti adula
c’è chi ti espone anche in vetrina
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può

Edoardo Bennato  La fata


Profumo di donna

profumo di donna 3

Terza parte

        Era finalmente giunta a casa, per fortuna il suo appartamento non si trovava distante dalla stazione della metro, aveva chiuso a chiave ed era rimasta con le spalle poggiate alla porta mentre sentiva le gambe tremare ancora per la paura che l’aveva accompagnata fino a quel momento. Adesso finalmente aveva ritrovato la sua sicurezza, dentro casa sua poteva stare tranquilla. Si tolse la giacca e le scarpe, si sfilò la gonna, i collant e si sbottonò la camicetta mentre andava in punta di piedi verso il bagno. Insaponò il viso e si tolse il trucco, poi si slacciò il reggiseno e rimase in mutandine, infine aprì il frigorifero per prepararsi qualcosa da mangiare.
         Sarah era single, aveva avuto alcuni uomini nella sua vita ma ne aveva amato soltanto uno col quale aveva convissuto alcuni anni. Quella storia era finita e lei non era più riuscita a trovare l’uomo giusto, tutti quelli che si erano fatti avanti non erano come li avrebbe voluti lei, forse perché continuava a paragonarli al suo unico amore. Uno era troppo basso, uno troppo alto, uno troppo grasso, uno non era al suo stesso livello sociale, un altro non era abbastanza intelligente, ne aveva scartati parecchi e, ora che aveva passato da un po’ la quarantina, cominciava a rivalutare le sue scelte rendendosi conto di aver preteso troppo. In fondo, alcuni di quelli che aveva scartato, non erano così male e se avesse fatto meno la difficile forse avrebbe avuto un marito da amare e dei figli da accudire.
         Il suo orologio biologico le ricordava incessantemente che si stava facendo tardi, che aveva perso troppe occasioni e che non c’era più il tempo per aspettare il principe azzurro. Adesso però le occasioni erano sempre meno e gli uomini che ci provavano con lei erano sempre peggiori, i migliori si erano già sposati e i pochi ancora single erano pieni di stranezze e di difetti. Qualche volta aveva pensato di essere anche lei un po’ strana per non essere riuscita ad avere un rapporto normale con nessun uomo e per aver visto naufragare le poche storie che l’avevano intrigata. Come la volpe che disprezza il grappolo d’uva che non riesce a raggiungere, aveva cominciato a parlare male degli uomini con le sue amiche attirandosi le antipatie di quei pochi che erano ancora liberi e che avrebbero potuto interessarsi a lei.
         Aveva provato di tutto per conoscere degli uomini che non facessero parte della sua cerchia di amici e colleghi, i social networks, le chat, persino lo “speed date”, ma quegli appuntamenti al buio, quegli incontri occasionali erano stati una delusione, la realtà era ben diversa dai film romantici che amava vedere. Sarah sentiva il bisogno di essere amata, di avere un uomo nella sua vita che la proteggesse, che si occupasse di lei, che la aiutasse in tutte quelle cose che erano troppo impegnative per una donna di mezza età sola e indifesa. Era stanca di vivere in solitudine e sentiva il bisogno impellente di avere un figlio, ogni volta che vedeva un neonato o un cucciolo, i suoi occhi diventavano lucidi e riusciva a stento a trattenere le lacrime.
         Aveva preso dal frigo del cibo congelato e stava per metterlo nel forno a microonde quando improvvisamente tutte le luci si spensero.
         << Cavolo! Non ci voleva, deve essere saltata la corrente >> pensò, mentre vagava per la casa alla cieca in cerca di una candela.

La mia donna

La mia donna è l’amica che non stanca,
la mia banca, il mio avvocato,
la mia stella della sera;
non è un gioco vivere con me,
mi conosce come le sue mani,
è innamorata ma sa sempre quel che fa.
La mia donna è un discorso complicato,
una canzone che mi toglie tutto il fiato,
mi assomiglia,
è una foglia al vento come me,
sempre appesa al filo di un pallone,
fa il nido se è ferita,
mi sveglio e se n’è andata.
Donne immaginate e vere,
clandestine dentro al nostro confine
che affondano radici tenere
con il vestito di una notte sola;
donne d’amore, donne d’avventura
che ti asciugano la pioggia negli occhi,
quando sei lontano dal tuo cuore
e sei cattivo e non sai più capire
perché stai male con te.
La mia donna è una palma spettinata,
sa suonare e cucinare e per giocare
l’ho tradita,
lei mi ha detto potrei farlo anch’io,
stacci attento perché poi fa male
e gli occhi parlano chiaro
di più delle parole.
Donne in tasca e nei pensieri
che ci stancano e ci fanno parlare
due minuti di un amore insegnano
più di una vita a correre e cadere;
cambiare albergo non ti serve a niente,
le città, le stanze son tutte uguali,
quando schiacci i tasti dei ricordi,
quando hai capito tutto troppo tardi
e non puoi fare di più.
La mia donna è nel suo tempo migliore
proprio adesso che non è più la mia donna
ci parliamo,
mi capisce senza nostalgia,
solo i tempi erano sbagliati
potessi riprovare, potessimo rifare….

Vado a X per Y mesi: cosa pensa il maschio medio di fronte all’ennesima baggianata

Vado a X per Y mesi: cosa pensa il maschio medio di fronte all’ennesima baggianata.


Gli uomini sono tutti idioti?…. le donne sono tutte puttane?

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Qualche tempo fa, durante una chiacchierata tra colleghi d’ufficio, ho sentito un’affermazione che mi ha lasciato stupito: “Le donne sono tutte puttane”.
Io non faccio l’avvocato ma mi sono sentito in dovere di verificare che quest’affermazione fosse basata su fatti concreti e non fosse solo un’illazione di un poveraccio frustrato, vittima delle donne o rifiutato da quest’ultime. Così gli ho risposto: Al mondo esistono circa tre miliardi di donne, per fare una statistica affidabile bisognerebbe valutarne almeno il 10% quindi circa 300 milioni, per fare una statistica accettabile bisognerebbe valutarne almeno 1% cioè circa 30 milioni, per fare una statistica poco affidabile, ma sulla quale si può comunque esprimere un’opinione, bisognerebbe valutarne almeno lo 0.01% cioè 300.000.
Tu caro collega avrai conosciuto sì e no tre donne, tua nonna, tua madre e tua moglie o al massimo quattro se hai anche una figlia, quindi il tuo campione rappresenta meno dello 0.0000001%. Un campione che non è assolutamente affidabile, che non confuta assolutamente la tua affermazione e che non dimostra assolutamente nulla sennonché nella tua famiglia le donne si sono date molto da fare.
Ovviamente lo stesso discorso vale per quelle donne che affermano che tutti gli uomini sono idioti, il problema riguarda solo la loro famiglia o al massimo qualche poveretto che, attratto da un suo simile, ha finito per frequentare la famiglia in questione.
Morale della favola: Se avete conosciuto meno di 300.000 individui di sesso diverso dal vostro, astenetevi dal dare giudizi o percentuali sulla loro intelligenza o sulla loro moralità, perché in pratica vi avvalete di un campione che riguarda solo il vostro ristretto nucleo familiare e non ci fate sicuramente una bella figura.
PS: Il collega in questione non mi rivolge più la parola.

Irene Rapelli

— Il cielo stellato dentro di me —

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Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Chiara Saracino

Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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