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Insieme

copertina il mostro
…      I suoi occhi erano di un verde appena accennato ed erano lucidi come quelli di chi ha pianto a lungo. Quello sguardo profondo era perso in mille pensieri e nel tormento di un’anima che ha provato troppa sofferenza ma che non si è ancora rassegnata a una vita di disagi e umiliazioni. Le sue dita lunghe e sottili tremavano leggermente nel sostenere la tazzina del caffè ma una strana forza, mista a un’incredibile determinazione, gli aveva dato il coraggio di prendere quella decisione.
            <<Papà viene con noi?>>
            <<Papà se n’è andato.>>
            <<Quando ritorna?>>
            <<Non tornerà più.>>
            <<Perché è andato via? Avete litigato di nuovo?>>
            <<Smettila di fare domande e finisci di vestirti.>>
            <<Mamma mi allacci le scarpe che io non sono capace?>>
            <<Certo tesoro. Scusami amore mio se sono stata sgarbata, ma non mi sento bene. Vedrai che le cose cambieranno. Andremo ad abitare in una bella casa, tutta nostra, avremo tutto quello che desideriamo e non ci mancherà mai niente. Andrai a scuola con dei vestiti nuovi e di marca, come quelli dei tuoi compagni, non ti mancheranno mai né il cibo né i giocattoli. Ti comprerò quel computer che ti piaceva e saremo tanto felici.>>
            <<Io sono felice, mamma. Vorrei solo che papà tornasse presto perché mi manca.>>
            <<Lo vorrei anch’io, tesoro, ma non credo che succederà mai. Papà non sopportava più di vivere così e ci ha lasciati, è partito senza dire dove sarebbe andato.>>
            <<Mamma, ma se cambiamo casa, come farà papà a trovarci se decidesse di tornare?>>
            <<Gli lasceremo il nuovo indirizzo, non preoccuparti.>>
            <<Io sono pronto. Posso portare George con me?>>
            <<Certo, anche se non capisco cosa ci trovi in quel maiale di pezza.>>
            <<Lui è il mio amico.>>
            <<Ok, andiamo.>>
            La donna si era guardata intorno come se cercasse qualcosa tra le pareti della sua casa o come se cercasse di rivivere per l’ultima volta quei ricordi di cui quelle mura erano intrise. Abbassò lo sguardo, afferrò con una mano le chiavi di casa e con l’altra strinse la mano di suo figlio. Uscirono, chiudendo dietro di loro la porta, senza voltarsi scesero le scale fino a giungere in strada.
            Una piccola auto li attendeva, arroventata dal sole. Nonostante fosse ancora presto, il sole aveva già reso le lamiere dell’auto così calde che era impossibile toccarle. La donna aprì lo sportello, abbassò i finestrini e, dopo aver atteso qualche minuto che la macchina si fosse raffreddata, fece salire sul sedile posteriore il suo bambino. Dopo qualche tentativo di avviare il motore, l’auto partì liberando nell’aria una piccola nuvola di fumo nero.
            La strada era piena di macchine e gli altri automobilisti urlavano e imprecavano suonando incessantemente i clacson. Teresa non sentiva quel frastuono, era assorta nei suoi pensieri, fissava la strada sorreggendosi il viso con la mano sinistra e tenendo il braccio appoggiato allo sportello dell’auto. All’improvviso un urlo di suo figlio la fece trasalire, si voltò alla sua destra e vide che un uomo con un borsone si era introdotto nella sua vettura e si era seduto sul sedile anteriore. Lo sconosciuto aveva un aspetto gradevole, era vestito con abiti casual ma di marca e quindi anche costosi. Il viso era curato e i lineamenti non sembravano quelli di un delinquente, anzi il suo aspetto sembrava quello di un manager d’azienda.
            <<Chi è lei? Scenda subito dalla mia macchina!>> aveva urlato, terrorizzata.
            <<Stai zitta e non ti succederà niente>>, disse l’uomo puntandole una pistola contro un fianco.
<<Che cosa vuole? Noi non abbiamo niente>>, rispose Teresa mentre alcune lacrime rigavano il suo viso.
            <<Stai tranquilla, cazzo. Non voglio farvi del male, ho solo bisogno di un passaggio.>>
            <<Puoi prendere la mia macchina ma lasciaci andare.>>
            <<Che cosa me ne faccio di questo catorcio? Ho bisogno di qualcuno che guidi al posto mio e tu eri l’unica con lo sportello con le chiusure alzate.>>
            <<Non farci del male, per favore.>>
            <<Tu devi essere stupida o non mi stai ascoltando. Ti ho detto che mi serve solo un passaggio e se non farai cazzate non vi succederà nulla.>>
            <<Mamma, ho paura!>> urlò il bambino, piangendo.
            <<Fallo stare zitto!>>
            <<Stai tranquillo amore mio, non piangere. Non ci succederà niente.>>
            Teresa aveva superato la paura iniziale e nei suoi occhi c’era una strana luce come se avesse colto in quello che le stava succedendo un’opportunità.
            <<Che cazzo hai da guardare, pensa a guidare>> esclamò l’uomo, puntando di nuovo la pistola contro il suo fianco.
            <<Non puoi pretendere che il bambino stia tranquillo se continui a spaventarlo con quella pistola.>>
            <<Hai ragione ma non mi piace il tuo sguardo. Non farti venire strane idee in testa o non ne uscirete vivi.>>

Puoi leggere il racconto completo acquistando “Il Mostro”

 

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Un po’ de “Il Robot cap. 3”

copertina il mostro

<<Ciao Lucas.>>
<<Ciao Joshua. Come hai fatto a trovarmi?>>
<<Mi ha detto Buby che non stai tanto bene e che ti avrei trovato qui. Che fai?>>
<<Niente, ripensavo a quante volte da bambini siamo stati qui a giocare e a pescare. Ti ricordi il cinguettio degli uccellini, le rane, i pesci, era un luogo pieno di vita e adesso questo lago sembra morto, non si sente più nessun rumore.>>
<<Già, l’inquinamento sta distruggendo tutto. Mio padre mi diceva sempre che non tutti i mali vengono per nuocere. Chissà, forse le lucertoline non sono arrivate qua per caso. Forse era destino che salvassero il nostro mondo dalla distruzione.>>
<<Che cosa vorresti dire?>>
<<Quello che è successo in questo lago sta capitando dappertutto. La Terra non è più in grado di sopportare quello che gli stiamo facendo. Abbiamo bisogno di quel metallo, è la sola speranza che abbiamo per posticipare una fine inevitabile.>>
<<Dici che non ce la caveremo senza?>>
<<Non lo so, ma di certo non possiamo continuare così. Il clima, l’ambiente, tutto sta cambiando in peggio. La nostra sopravvivenza è in serio rischio se non facciamo qualcosa. O rinunciamo al progresso e ripartiamo da zero o abbiamo la necessità di trovare dell’energia pulita. Nonostante ci sia una crisi demografica, noi umani siamo sempre troppi per riuscire a sopravvivere ancora per molto con lo stesso tenore di vita.>>
<<Pensi quindi che abbiano fatto bene? Che il fine giustifica i mezzi?>>
<<No, quello che hanno commesso è un crimine e non può essere giustificato ma ormai è stato fatto, non si può più tornare indietro. Cerchiamo di fare in modo che sia servito a qualcosa, che non sia stato inutile.>>
<<Io sono stanco Joshua, non mi va più. Ho creduto davvero che avremmo fatto del bene, che avremmo cambiato il mondo con i nostri robot e invece anche noi siamo responsabili. Abbiamo contribuito affinché potesse succedere quello che è accaduto, li abbiamo uccisi anche noi.>>
<<È vero! Che cosa vuoi che ti dica? Lo avrebbero fatto lo stesso però, anche senza di noi. Se adesso abbandoniamo tutto, non potremo fare niente per rimediare. Non potremo impedire che anche i pochi superstiti della bomba siano eliminati dai coloni che andranno a prendere il metallo. Quel pianeta rinascerà, le nuvole scompariranno e tornerà a vivere ma dobbiamo fare in modo che non sia distrutto da gente che pensa solo al profitto e non ha rispetto di nulla.>>
<<Forse hai ragione ma io non voglio più continuare, ne ho abbastanza di dover sopportare gente come mio padre. Sono stufo di essere usato e manipolato. Ho solo voglia di andar via, voglio un posto tranquillo e isolato, un’isola lontana da tutto questo, dal progresso, dall’arrivismo, dall’avidità, dalla smania di ottenere tutto a qualunque costo.>>
<<Ti vuoi arrendere?>>
<<Sì, ho bisogno di andarmene. Cercati un altro direttore commerciale.>>
<<Devi crescere Lucas, non puoi fuggire sempre. Hai delle responsabilità verso chi ti vuole bene, non puoi abbandonare tutti e scappare come facevi da bambino.>>

Un piccolo assaggio del mostro

copertina il mostro
<<Detective Owen, è stato trovato il cadavere di una donna vicino a Riverside Drive>> esclamò Scott.
            <<Avvisa la scientifica e andiamo.>>
            Il corpo era nascosto dietro un cassone della spazzatura, parzialmente coperto da sacchetti e cartoni. Non c’erano segni di violenza né fori di proiettili. Si trattava di una donna di circa venticinque anni, forse una prostituta a giudicare dall’abbigliamento molto succinto. Dopo i rilevamenti della scientifica, il cadavere era stato messo dentro una sacca nera per il trasporto dei corpi ed era stato portato all’obitorio.
            <<Finalmente un caso vero su cui indagare. Non ne posso più di lavorare per quel Foster>> disse Owen al collega.
            <<Sembra che comandi lui al distretto. Il Capitàno non osa più dirgli niente da quando ha ricevuto quella telefonata. Secondo te, chi è stato a telefonargli?>>
            <<Fosse stato il Presidente in persona, non sono affari miei né tuoi.>>
            <<Deve essere in gamba però, se le più alte cariche del governo si fidano così di lui.>>
            <<Finora non è riuscito a ottenere molto di più di quanto avevamo fatto noi.>>
            <<Non è vero! Ha scoperto che quella donna si era travestita da anziana, che aveva ucciso e rubato l’identità e i soldi di quella signora. Era quasi riuscito a prenderla in quell’albergo. Lei addirittura ha tentato di ucciderlo per vendicarsi, usando un animale feroce. Direi che c’è andato molto più vicino di noi.>>
            <<A me non hanno dato il tempo di fare niente, mi hanno tolto subito il caso mentre lui è da mesi che indaga.>>
            <<Evidentemente credono di più nelle sue capacità che nelle nostre, in fondo è riuscito anche a sopravvivere a quella bestia feroce.>>
            <<Ti sei mai chiesto perché non troviamo mai tracce di questi animali feroci? Non ci sono né peli né impronte sulle scene del crimine. Mentre la donna lascia impronte e si fa riprendere dalle telecamere come se sapesse che non riusciremo mai a prenderla.>>
            <<Secondo me, lei è una maga dei travestimenti. Riesce a cambiare faccia come vuole usando dei trucchi come quelli del cinema. Le tracce degli animali è lei che le ripulisce perché sa che dagli animali potremmo risalire a lei.>>
            <<Spiegami perché le analisi del DNA e il referto del coroner sono stati secretati.>>
            <<Forse l’identità della donna non può essere svelata, forse è la figlia di qualche politico importante o è parente del Presidente e non vogliono fare scoppiare uno scandalo o forse è il frutto di un esperimento militare segreto.>>
            <<Bravo Scott, hai una spiegazione per tutto, ma io credo che ci sia qualcosa di molto più grosso che non può essere svelata per non causare il panico tra la gente.>>
            <<Esagerato! Io penso che stiano soltanto coprendo qualche pezzo grosso.>>
            <<Non lo sapremo mai. Sarà un altro dei tanti misteri di questo paese, come l’area 51 o l’incidente di Roswell.>>
            <<Non crederai anche tu alle cospirazioni o alla “congiura del silenzio” per nascondere gli sbarchi alieni o i dischi volanti?>>
            <<Chi può sapere qual è la verità? Non ci sono prove che confermano, ma neanche possono smentire le tante teorie sugli sbarchi di alieni.>>
            <<Se si chiamano teorie ci sarà un motivo, non credi?>>
            <<Ognuno ha le sue convinzioni. Io resto delle mie.>>
            <<Noi siamo detective, dobbiamo credere solo alle prove, ai fatti, alle indagini. Non ad assurde teorie senza nulla che le dimostri.>>
            <<Cerchiamo di risolvere questo caso, prima che lo passino ad altri.>>
            <<Così mi piaci, Owen.>>

Due anni di noi.

Anniversario WordPress_

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Un altro anno è passato e oggi voglio festeggiare con voi il secondo anniversario del mio blog.
In quest’ultimo anno ho avuto meno tempo da dedicare ai miei amici blogger perché sono stato impegnato nella scrittura, nella correzione, nella pubblicazione e nella promozione del mio primo e-book Il Robot e altre storie . È stato un lavoro che ha richiesto molto tempo e continua a tenermi impegnato nel tentativo di farlo conoscere a chi ama leggere anche libri di autori sconosciuti e non solo quelli “pompati” dalle grandi Case Editrici. Ho anche iniziato a scrivere il mio secondo libro “Il mostro” che sarà il sequel di alcuni racconti del primo (Il Robot, Fortunata) e altri racconti nuovi. Sto tentando di spostare il mio “genere letterario” dalla fantascienza al thriller poliziesco. Ho cercato comunque di non farvi mai mancare la mia presenza e tutte le volte che ho potuto, ho letto volentieri i vostri post. Non sempre trovo le parole giuste per commentare ciò che scrivete e quindi mi limito a un semplice “Mi piace” ma vi assicuro che vi seguo sempre con affetto. In questi due anni, i blogger che mi seguono sono aumentati e oggi ne ho quasi 250. Non tutti sono vicini con i loro commenti e i loro “mi piace”, alcuni hanno anche smesso di pubblicare dei post, ma voglio credere che non abbiano smesso di apprezzare quel poco di me stesso che riesco a mettere tra queste pagine virtuali.
Non voglio dilungarmi troppo, desidero soltanto ringraziarvi per la vostra amicizia e la vostra splendida compagnia, con l’augurio di vivere ancora tantissimi anniversari insieme. Un grandissimo abbraccio a tutti voi.

Immenso

immenso

Era questo cielo blu
dove avrei voluto
nascere e morire,
era solo questo sole
a scaldarmi
con il suo calore,
sarà la terra mia
che mi abbraccerà
quando sarò ormai stanco,
ma è solo il tuo dolce sguardo
che mi accompagna
in questo lungo viaggio.
E’ il tuo amore
che mi da il coraggio
di vivere questi giorni vuoti,
che mi da la forza
di sopportare questa vita,
senza più alcun senso,
persa in questo buio
immenso.

Il Robot e altre storie

il robot medium

Per coloro che fossero interessati a leggere il mio libro, ho creato questo post in cui potete leggere la prefazione e trovare tutti i link in cui è possibile scaricarlo. Il libro è in formato Epub che è il formato standard per tutti gli ebook-reader e App per Smartphone e Tablet. Per leggerlo sul pc vi basterà scaricare il seguente programma:

CALIBRE

 

Dieci racconti di fantascienza, dieci storie in cui i veri protagonisti sono i sentimenti e le emozioni umane. Amore, amicizia, sesso, paura e coraggio s’intrecciano alle trame avvincenti e misteriose in cui nulla è scontato e in cui i colpi di scena vi terranno col fiato sospeso non lasciando mai indovinare quale sarà il finale. Tutte le storie vi faranno sorridere e commuovere e in esse troverete una morale che vi farà riflettere sui veri valori della vita.
“Il Robot” è la storia di una splendida amicizia. Un adolescente trascurato dai genitori diventerà il miglior amico di un Robot alieno, insieme condivideranno un’avventura straordinaria in cui la sopravvivenza della Terra sarà messa in serio pericolo, minacciata da pericolosi invasori.
Il secondo capitolo de “Il Robot” vedrà il piccolo Joshua diventare un uomo e, insieme ai suoi amici, affrontare una nuova minaccia per gli umani e non solo…
“Invisibile” è la storia di un uomo apparentemente insignificante che non riesce a vedere oltre il proprio aspetto fisico, rinchiudendosi in una vita triste e solitaria ma che un giorno scoprirà, grazie alla sua invenzione, che si può essere amati da tutti, anche senza essere visti.
“Il Ritorno” è il racconto di un viaggio tra la realtà e l’incubo che vedrà un eroe di guerra solo con tutte le sue paure e le sue insicurezze. L’amore per la famiglia sarà la sua sola àncora di salvezza, il faro che lo guiderà fino a casa… forse.
“Fortunata” è una storia di sangue e di sesso in cui il protagonista imparerà a sue spese che la bellezza è effimera e nasconde a volte l’orrore.
Ne “Il Portale”, avventura, sport estremi e amore per il rischio porteranno quattro amici a fare una scoperta inquietante che li costringerà a fare una scelta che cambierà per sempre la loro vita.
“Il problema del cibo” racconta di un popolo alieno venuto a chiedere ospitalità sulla Terra. Gli umani non sapranno dire di no, abbagliati dal loro aspetto angelico. Sarà la scelta giusta?
“L’invasione aliena” è la storia di uno scrittore visionario che avverte l’umanità del pericolo imminente, ma nessuno vuole credergli, nessuno è capace di vedere oltre il proprio naso e immaginare l’impossibile.
“Il Pianeta” riprende alcune teorie sulla comparsa dell’uomo sulla Terra, immaginando un possibile scenario e rivelando sconcertanti corrispondenze con la nostra attualità.
“Perfetti” è una splendida storia d’amore in cui i protagonisti si muovono tra complotti ed efferati omicidi, tra colpi di scena e intrecci inquietanti.

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Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Chiara Saracino

Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

Citazioni Della Mia Mente

"Aut insanit homo, aut versus facit." (Orazio)

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