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Un piccolo assaggio del mostro

copertina il mostro
<<Detective Owen, è stato trovato il cadavere di una donna vicino a Riverside Drive>> esclamò Scott.
            <<Avvisa la scientifica e andiamo.>>
            Il corpo era nascosto dietro un cassone della spazzatura, parzialmente coperto da sacchetti e cartoni. Non c’erano segni di violenza né fori di proiettili. Si trattava di una donna di circa venticinque anni, forse una prostituta a giudicare dall’abbigliamento molto succinto. Dopo i rilevamenti della scientifica, il cadavere era stato messo dentro una sacca nera per il trasporto dei corpi ed era stato portato all’obitorio.
            <<Finalmente un caso vero su cui indagare. Non ne posso più di lavorare per quel Foster>> disse Owen al collega.
            <<Sembra che comandi lui al distretto. Il Capitàno non osa più dirgli niente da quando ha ricevuto quella telefonata. Secondo te, chi è stato a telefonargli?>>
            <<Fosse stato il Presidente in persona, non sono affari miei né tuoi.>>
            <<Deve essere in gamba però, se le più alte cariche del governo si fidano così di lui.>>
            <<Finora non è riuscito a ottenere molto di più di quanto avevamo fatto noi.>>
            <<Non è vero! Ha scoperto che quella donna si era travestita da anziana, che aveva ucciso e rubato l’identità e i soldi di quella signora. Era quasi riuscito a prenderla in quell’albergo. Lei addirittura ha tentato di ucciderlo per vendicarsi, usando un animale feroce. Direi che c’è andato molto più vicino di noi.>>
            <<A me non hanno dato il tempo di fare niente, mi hanno tolto subito il caso mentre lui è da mesi che indaga.>>
            <<Evidentemente credono di più nelle sue capacità che nelle nostre, in fondo è riuscito anche a sopravvivere a quella bestia feroce.>>
            <<Ti sei mai chiesto perché non troviamo mai tracce di questi animali feroci? Non ci sono né peli né impronte sulle scene del crimine. Mentre la donna lascia impronte e si fa riprendere dalle telecamere come se sapesse che non riusciremo mai a prenderla.>>
            <<Secondo me, lei è una maga dei travestimenti. Riesce a cambiare faccia come vuole usando dei trucchi come quelli del cinema. Le tracce degli animali è lei che le ripulisce perché sa che dagli animali potremmo risalire a lei.>>
            <<Spiegami perché le analisi del DNA e il referto del coroner sono stati secretati.>>
            <<Forse l’identità della donna non può essere svelata, forse è la figlia di qualche politico importante o è parente del Presidente e non vogliono fare scoppiare uno scandalo o forse è il frutto di un esperimento militare segreto.>>
            <<Bravo Scott, hai una spiegazione per tutto, ma io credo che ci sia qualcosa di molto più grosso che non può essere svelata per non causare il panico tra la gente.>>
            <<Esagerato! Io penso che stiano soltanto coprendo qualche pezzo grosso.>>
            <<Non lo sapremo mai. Sarà un altro dei tanti misteri di questo paese, come l’area 51 o l’incidente di Roswell.>>
            <<Non crederai anche tu alle cospirazioni o alla “congiura del silenzio” per nascondere gli sbarchi alieni o i dischi volanti?>>
            <<Chi può sapere qual è la verità? Non ci sono prove che confermano, ma neanche possono smentire le tante teorie sugli sbarchi di alieni.>>
            <<Se si chiamano teorie ci sarà un motivo, non credi?>>
            <<Ognuno ha le sue convinzioni. Io resto delle mie.>>
            <<Noi siamo detective, dobbiamo credere solo alle prove, ai fatti, alle indagini. Non ad assurde teorie senza nulla che le dimostri.>>
            <<Cerchiamo di risolvere questo caso, prima che lo passino ad altri.>>
            <<Così mi piaci, Owen.>>
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Il mostro

copertina il mostro

           La stanza era immersa nella penombra, ma gli occhi, ormai abituati al buio, riuscivano a scorgere il piccolo lampadario in stoffa colorata, la scrivania in truciolato, la sedia di ferro arrugginito, la libreria e il piccolo divano logorato dal tempo. Poi c’era l’armadio con gli sportelli che non stavano mai chiusi e lasciavano intravedere le tenebre al suo interno. Quel buio era impenetrabile e lo scricchiolio del legno gli conferiva un’aria sinistra, un aspetto mostruoso e minaccioso. Sembrava la porta dell’inferno e pareva volesse spalancarsi da un minuto all’altro per inghiottirlo.
            La sua testa faceva capolino da sotto le lenzuola che teneva strette tra le mani per coprire fino al naso il suo viso. Tutto gli procurava paura, ogni piccolo rumore lo faceva sobbalzare dal letto. Guardava i libri di fantascienza che tanto amava e gli sembrava cercassero di liberarsi dallo spazio angusto in cui erano relegati nella libreria, come se i personaggi potessero uscire dalle pagine in cui erano protagonisti e prendere vita fuori da esse.
            La porta della sua stanzetta era aperta e una luce traballante, tenue e gialla come quella di una candela, disegnava strane ombre sul muro del corridoio. Un’ombra, più definita delle altre, svelava una presenza inquietante, mentre lunghi artigli graffiavano lo stipite della porta e l’eco ansimante di un grugnito animalesco risuonava in tutta la casa.
            I suoi occhi fissavano spalancati quella porta mentre le sue gambette da bambino tremavano facendo vibrare il letto. Sollevò ancora di più il lenzuolo per coprire meglio il suo viso e si rannicchiò per tentare di calmare il tremore delle sue gambe. Il terrore si era impossessato di lui, si sentiva paralizzato, impotente, in balìa del mostro che lo osservava di nascosto, dietro la porta.
            Lo sentiva respirare, vedeva i suoi occhi luminosi che lo fissavano e percepiva i suoi pensieri, mentre entrava lentamente nella sua testa. Sentiva sul suo viso l’alito della bestia e la puzza terribile di carne putrefatta che emanava. Sentiva il rumore della saliva che gocciolava giù dalle fauci del mostro fino al pavimento, emettendo un ticchettio costante e terrificante.
            Improvvisamente, una figura apparve davanti alla porta, una donna con un corpo da Dea si avvicinava a lui con un passo lento e sensuale. Era completamente nuda e la luce che adesso brillava alle sue spalle ne esaltava le forme e la bellezza. Non era più un bambino, il suo corpo era muscoloso e forte e le sue lunghe gambe sporgevano dal piccolo letto. Era eccitato e irresistibilmente attratto da quella meravigliosa creatura.
            La donna era giunta a un passo da lui, aveva messo un ginocchio sul letto e si era chinata, avvicinando lo splendido viso al suo. Gli occhi luminosi e penetranti della donna lo fissavano e lui non riusciva a distogliere lo sguardo da quell’iride azzurra come il cielo. Stava per baciare quelle splendide labbra carnose quando la bocca si spalancò mostrando dei denti aguzzi e affilati come quelli di una tigre. Sentiva di nuovo quell’alito putrido, la saliva gocciolare sul suo petto e gli artigli penetrare la sua carne. Il mostro era su di lui pronto a divorarlo.

Il mio nuovo libro – Il mostro

copertina il mostro

Tempo fa avevo annunciato la pubblicazione del mio nuovo libro, oggi finalmente è online. Se vi è piaciuto il primo, non potete perdervi il secondo anche perché alcuni racconti sono il sequel di quelli già pubblicati. Spero vi piacciano come i precedenti.
Questa è la prefazione:

Prefazione

 

     Cinque nuovi racconti con un unico leitmotiv: dentro la nostra anima si cela un mostro. In ogni racconto c’è uno o più personaggi che in modo evidente, con le loro azioni o con le loro scelte, si comportano da mostri, svelando crudeltà e mancanza di principi morali.
     “Il mostro”: è un giallo investigativo (sequel di “Fortunata” da “Il Robot e altre storie”). Un vero mostro si nasconde sotto mentite spoglie in cerca di prede di cui nutrirsi, ingannando le sue vittime con un aspetto angelico e sensuale. I protagonisti del racconto sono due agenti della FBI con le loro storie e le loro debolezze e chissà che anche in loro non ci sia qualcosa di mostruoso.
     “I bambini”: i protagonisti di questo racconto fantascientifico sono due agenti di una squadra speciale, creata dal Presidente degli Stati Uniti, che “correggono” gli errori della natura o del destino viaggiando nel tempo e giustiziando futuri terroristi. Il mostro che è in loro si svelerà nel finale in tutta la sua cinica crudeltà.
     “Il Robot capitolo 3”: (da “Il Robot e altre storie”) in questo racconto fantascientifico potrete seguire la vita di Joshua Russell, del suo amico Lucas e dei loro robot alieni in una nuova avventura che li vedrà complici inconsapevoli di un genocidio. I mostri in questo racconto sono i politici e gli imprenditori con la loro smisurata sete di potere e di ricchezza.
     “Insieme”: Questo racconto è ambientato in Italia e narra una storia realistica. Un uomo, il cui unico desiderio è realizzare i propri sogni, sequestra una donna mentre è in auto col proprio bambino. Insieme iniziano un lungo viaggio alla ricerca di una nuova vita. Dove si nasconde il mostro, lo scoprirete solo leggendo il racconto fino alla fine.
     “Il prigioniero”: Realtà o incubo? Che cosa succede alla nostra mente quando non siamo coscienti? È la fine di tutto o è l’inizio di qualcosa di mostruoso?

 

Se visitate la pagina  I miei libri  potrete leggere le prime pagine di entrambi i miei libri, qui trovate i link per acquistare “Il mostro”.
Buona lettura.

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Due anni di noi.

Anniversario WordPress_

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Un altro anno è passato e oggi voglio festeggiare con voi il secondo anniversario del mio blog.
In quest’ultimo anno ho avuto meno tempo da dedicare ai miei amici blogger perché sono stato impegnato nella scrittura, nella correzione, nella pubblicazione e nella promozione del mio primo e-book Il Robot e altre storie . È stato un lavoro che ha richiesto molto tempo e continua a tenermi impegnato nel tentativo di farlo conoscere a chi ama leggere anche libri di autori sconosciuti e non solo quelli “pompati” dalle grandi Case Editrici. Ho anche iniziato a scrivere il mio secondo libro “Il mostro” che sarà il sequel di alcuni racconti del primo (Il Robot, Fortunata) e altri racconti nuovi. Sto tentando di spostare il mio “genere letterario” dalla fantascienza al thriller poliziesco. Ho cercato comunque di non farvi mai mancare la mia presenza e tutte le volte che ho potuto, ho letto volentieri i vostri post. Non sempre trovo le parole giuste per commentare ciò che scrivete e quindi mi limito a un semplice “Mi piace” ma vi assicuro che vi seguo sempre con affetto. In questi due anni, i blogger che mi seguono sono aumentati e oggi ne ho quasi 250. Non tutti sono vicini con i loro commenti e i loro “mi piace”, alcuni hanno anche smesso di pubblicare dei post, ma voglio credere che non abbiano smesso di apprezzare quel poco di me stesso che riesco a mettere tra queste pagine virtuali.
Non voglio dilungarmi troppo, desidero soltanto ringraziarvi per la vostra amicizia e la vostra splendida compagnia, con l’augurio di vivere ancora tantissimi anniversari insieme. Un grandissimo abbraccio a tutti voi.

Un assaggio n.2

Questo è un altro piccolo frammento del mio libro “Il robot e altre storie”. Vi ricordo che potete scaricarlo dai link che trovate nella pagina dedicata al libro cliccando su: https://antoniotomarchio.wordpress.com/il-mio-libro/

               Aveva chiuso gli occhi e stava per addormentarsi quando un rumore lo fece trasalire, sentiva chiaramente dei passi molto lenti far scricchiolare il legno delle scale che conducevano alla sua stanzetta. Dapprima credette che fossero rientrati i suoi genitori poi, vista l’ora, pensò che fosse troppo presto. Un pensiero gli fece gelare il sangue nelle vene, si alzò velocemente dal letto, mise il cuscino sotto le lenzuola per far credere di essere ancora coricato, aprì la finestra e si nascose accanto alla scrivania. La porta si aprì lentamente, vide gli occhi luminosi del robot fissare il letto, stava per saltare fuori dal suo nascondino per correre verso il suo amico Raptor, quando un raggio laser fece esplodere il letto sollevando una nuvola di piume d’oca, fuoriuscite dal cuscino nascosto sotto le lenzuola.
                Joshua si precipitò terrorizzato fuori dalla finestra, sul tetto di tegole e legno sottostante, corse verso il tubo di scolo della grondaia, si aggrappò, si lasciò scivolare fino al pianterreno e cominciò a correre. Vide il robot saltare dalla finestra per inseguirlo, ma le tegole, sotto il peso e l’irruenza di quel salto, si ruppero facendolo scivolare e precipitare giù dal primo piano. Il tonfo fece un rumore assordante, il robot rimase immobile e i suoi occhi luminosi si spensero. Joshua si fermò ad aspettare, vide che il robot non si muoveva e decise quindi di tornare indietro sui suoi passi.
                Per un attimo aveva creduto che quel robot fosse il suo amico, ma adesso che lo vedeva bene alle luci dei lampioncini della sua villa, si era accorto che la mascherina non era quella in plexiglass che lui aveva incollato sul viso del suo Raptor, ma era come quella che si era rotta nel bosco.
                 <<Cavolo, ne hanno già costruito un altro>> pensò, notevolmente contrariato.
                Mentre sollevava la mascherina per aprire l’abitacolo del pilota, vide un altro alieno anch’esso vestito come il precedente, ma restò senza fiato nello scoprire che questa volta avevano imparato la lezione e avevano dotato il pilota di un casco e di cinture di sicurezza. Tentò il più velocemente possibile di slacciarle, ma non ci riusciva e il cuore batteva nel suo petto come un tamburo facendogli pulsare le vene della fronte e colorare il viso di rosso. Sarebbe voluto scappare ma era troppo tardi, gli occhi del robot si erano riaccesi e si sentì perduto.

Un piccolo assaggio…

Questo è un piccolo frammento del mio libro “Il robot e altre storie”. Vi ricordo che potete scaricarlo dai link che trovate nella pagina dedicata al libro cliccando su: https://antoniotomarchio.wordpress.com/il-mio-libro/

               All’improvviso sentì un rumore provenire dal bosco, sembravano dei passi molto pesanti, come quelli di una creatura metallica, pensò che qualche altro concorrente del torneo fosse venuto in quel bosco a fare delle prove. Era curioso e voleva vedere a che punto erano i suoi avversari, si addentrò quindi tra gli alberi stando attento a non far sbattere il suo costoso giocattolo ma soprattutto a non sbattere lui. In quel momento si rese conto che avrebbe dovuto fornirlo di una microcamera così da avere anche il punto di vista del suo robot.
                A un tratto lo vide, sembrava un uomo molto robusto, era color grigio scuro come la canna di un fucile e luccicava sotto la luce del sole che passava tra la fitta boscaglia.
                Il robot aveva un aspetto molto minaccioso, non come certi automi ridicoli che aveva visto al torneo. Nel viso aveva due occhi luminosi e poi c’era una mascherina simile a quella dei chirurghi, ma trasparente e spigolosa come un diamante, che copriva la bocca. Non aveva un’aria molto rassicurante e si muoveva lentamente tra gli alberi.
                Joshua si accorse che il robot poteva vedere perché continuava a muovere la testa in tutte le direzioni come se cercasse qualcosa, ma restò sbigottito soprattutto nel vedere che non c’era nessuno a guidarlo.
                Improvvisamente lo vide correre a una velocità impressionante, notò che con una spallata aveva sradicato un albero e ne restò stupefatto, ma ciò che vide dopo lo terrorizzò. Il robot aveva colpito qualcosa che aveva inseguito fino a poco prima, ma ciò che gli faceva tremare le gambe, era come lo aveva colpito, infatti, un potente fascio di luce simile a un laser, era fuoriuscito da un piccolo foro al centro del petto, impattando violentemente contro il suolo.
                <<E’ proibito! Maledizione, è proibito inserire armi nei robot! Se questi sono i miei avversari, non ho nessuna possibilità di vincere!>> pensò, arrabbiato e frustrato.
                Fece nascondere il suo automa dietro un grosso albero e spense il controller in modo da potersi muovere liberamente senza trascinarselo dietro. Si avvicinò ancora per vedere meglio, intanto il robot si era chinato per raccogliere il bersaglio appena colpito, un grosso coniglio pendeva ormai senza vita dalle sue grandi mani metalliche.
                <<Che bastardo, utilizza il robot per cacciare dei conigli!>> esclamò.
                Poi rimase impietrito quando si accorse che non solo quello strano robot ci vedeva benissimo ma era anche capace di sentire e adesso lo fissava con aria minacciosa. Sentì il sangue raggelarsi nelle vene e un brivido percorrere la sua giovane schiena.
                <<Cavolo! Adesso sono cazzi…>> pensò, mentre lentamente cercava di allontanarsi.
                Lo strano robot cominciò a correre verso di lui che intanto si era dato alla fuga.
                <<Sono spacciato! Mamma, sono spacciato!>>
                <<Aiuto! Aiuto!>> gridò.

Il Robot e altre storie

il robot medium

Per coloro che fossero interessati a leggere il mio libro, ho creato questo post in cui potete leggere la prefazione e trovare tutti i link in cui è possibile scaricarlo. Il libro è in formato Epub che è il formato standard per tutti gli ebook-reader e App per Smartphone e Tablet. Per leggerlo sul pc vi basterà scaricare il seguente programma:

CALIBRE

 

Dieci racconti di fantascienza, dieci storie in cui i veri protagonisti sono i sentimenti e le emozioni umane. Amore, amicizia, sesso, paura e coraggio s’intrecciano alle trame avvincenti e misteriose in cui nulla è scontato e in cui i colpi di scena vi terranno col fiato sospeso non lasciando mai indovinare quale sarà il finale. Tutte le storie vi faranno sorridere e commuovere e in esse troverete una morale che vi farà riflettere sui veri valori della vita.
“Il Robot” è la storia di una splendida amicizia. Un adolescente trascurato dai genitori diventerà il miglior amico di un Robot alieno, insieme condivideranno un’avventura straordinaria in cui la sopravvivenza della Terra sarà messa in serio pericolo, minacciata da pericolosi invasori.
Il secondo capitolo de “Il Robot” vedrà il piccolo Joshua diventare un uomo e, insieme ai suoi amici, affrontare una nuova minaccia per gli umani e non solo…
“Invisibile” è la storia di un uomo apparentemente insignificante che non riesce a vedere oltre il proprio aspetto fisico, rinchiudendosi in una vita triste e solitaria ma che un giorno scoprirà, grazie alla sua invenzione, che si può essere amati da tutti, anche senza essere visti.
“Il Ritorno” è il racconto di un viaggio tra la realtà e l’incubo che vedrà un eroe di guerra solo con tutte le sue paure e le sue insicurezze. L’amore per la famiglia sarà la sua sola àncora di salvezza, il faro che lo guiderà fino a casa… forse.
“Fortunata” è una storia di sangue e di sesso in cui il protagonista imparerà a sue spese che la bellezza è effimera e nasconde a volte l’orrore.
Ne “Il Portale”, avventura, sport estremi e amore per il rischio porteranno quattro amici a fare una scoperta inquietante che li costringerà a fare una scelta che cambierà per sempre la loro vita.
“Il problema del cibo” racconta di un popolo alieno venuto a chiedere ospitalità sulla Terra. Gli umani non sapranno dire di no, abbagliati dal loro aspetto angelico. Sarà la scelta giusta?
“L’invasione aliena” è la storia di uno scrittore visionario che avverte l’umanità del pericolo imminente, ma nessuno vuole credergli, nessuno è capace di vedere oltre il proprio naso e immaginare l’impossibile.
“Il Pianeta” riprende alcune teorie sulla comparsa dell’uomo sulla Terra, immaginando un possibile scenario e rivelando sconcertanti corrispondenze con la nostra attualità.
“Perfetti” è una splendida storia d’amore in cui i protagonisti si muovono tra complotti ed efferati omicidi, tra colpi di scena e intrecci inquietanti.

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Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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"Aut insanit homo, aut versus facit." (Orazio)

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