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Come dentro un sogno.

Come dentro un sogno

dentro un sogno

Adesso te ne vai via
e lasci la tua assenza
a farmi compagnia.
La osservo con tristezza
mentre mi strazia il cuore
con la sua dolcezza.
Non finisce mai il giorno
e le ore sono così vuote
mentre aspetto il tuo ritorno.
Non mi basta il tuo sapore
né il ricordo di te,
voglio sentire il tuo calore.
Aspetto le tue mani
per sentirti vicino,
per averti anche domani.
Mi manchi da morire
e la tua assenza
mi fa tanto soffrire.
Ho bisogno di sperare
per sentire che vale la pena
di restare ad aspettare.
È di te che ho bisogno
mentre resto sospeso
come dentro un sogno.

Lo lascio annegare

affogare-annegare

I fari nella notte illuminano il mare,
brillano le onde
mentre la luna comincia a calare.
Ho le scarpe piene di sabbia
le mani vuote di te
e non so spiegare questa rabbia.
Ho aspettato per vederti,
ho aspettato per parlarti
ma adesso è troppo tardi.
Sento l’acqua alla gola,
sento il sapore del sale,
ripenso a quel dolore
mentre lo lascio annegare.

Libertà

LIBERTA’

Ho visto in cielo liberi voli,
in mare liberi spruzzi,
nei prati libere corse,
ho visto nella mia vita
libere catene stringermi i polsi
e infiniti chiodi
crocefiggermi al palo
della mia eterna tristezza.

Voglia di libertà

Vorrei poter suonare ancora un po’
E poi seguirti fino in capo al mondo
Mi vestirei di stracci come so
E sarei pronto a fare il vagabondo e a raccontare a tutti il mio passato
Che è un campionario di mediocrità
Ad accettare tutto mi è costato
E ho perso te che amo, libertà.
Per te io vincerei questa paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
Mi specchierei ma senza ipocrisia
Nell’acqua dove affonda la bugia
E laverei dal cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
Mi vedi un po’ indeciso ma che importa
Mi basterà varcare quella porta
E un mondo nuovo si aprirà davanti, incerto ma pulito dagli inganni
E non avrò nessuno a cui badare, nessuno che mi chiamerà papà
Non una donna da dovere amare
Ma un solo amore la mia libertà.
Però dovrei buttare la paura di uscire nudo e stanco dalle mura
Di questo mondo piccolo e banale dove regna chi bara e non chi vale
Specchiarmi e farlo senza ipocrisia nell’acqua dove affonda la bugia
Lavare dal mio cuore la vergogna
Dei compromessi fatti in questa fogna.
È facile parlare ma il coraggio se non l’hai dentro non lo puoi trovare
Non è come un pezzetto di formaggio che quando hai voglia te lo puoi comprare
Se libertà vuol dire rinunciare a tutto ciò che offre la realtà
Allora cara amica mi dispiace, mi spiace tanto ma io rimango qua a sopportare ancora la paura
Di vivere ogni giorno tra le mura di questo mondo piccolo e banale
Dove regna chi bara e non chi vale
A volte servirà l’ipocrisia, a volte qualche piccola bugia
Ma non si sta poi male in questa fogna
Se sai nascondere bene la vergogna.

E non importa nient’altro

Così vicino, non importa fino a dove
non potrebbe essere molto più lontano dal cuore
dobbiamo sempre credere in chi siamo
E non importa nient’altro
Non mi sono mai aperto in questo modo
La vita è nostra, la viviamo a modo nostro
non è solo per dire tutte queste parole
E non importa nient’altro
Fidati, io cerco e trovo in te
Ogni giorno per noi è qualcosa di nuovo
Mente aperta per un modo diverso di vedere le cose
E non importa nient’altro
Non mi è mai importato di quello che fanno
Non mi è mai importato di quello che sanno
ma io so


Analisi del 2015

Voglio ringraziare gli amici e le amiche che con il loro affetto  hanno permesso al mio blog di crescere e di raggiungere questi risultati. Un grandissimo abbraccio a tutti voi e i miei migliori auguri di un felice anno nuovo.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 7.000 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 6 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.


Immagina

imagine
Immagina non esista paradiso
È facile se provi
Nessun inferno sotto noi
Sopra solo cielo
Immagina che tutta la gente
Viva solo per l’oggi
Immagina non ci siano nazioni
Non è difficile da fare
Niente per cui uccidere e morire
E nessuna religione
Immagina tutta la gente
Che vive in pace
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia
Immagina un mondo senza la proprietà
Mi chiedo se ci riesci
Senza bisogno di avidità o fame
Una fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
Che condivide il mondo
Puoi dire che sono un sognatore
Ma non sono il solo
Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno
E il mondo vivrà in armonia

 


Immenso

immenso

Era questo cielo blu
dove avrei voluto
nascere e morire,
era solo questo sole
a scaldarmi
con il suo calore,
sarà la terra mia
che mi abbraccerà
quando sarò ormai stanco,
ma è solo il tuo dolce sguardo
che mi accompagna
in questo lungo viaggio.
E’ il tuo amore
che mi da il coraggio
di vivere questi giorni vuoti,
che mi da la forza
di sopportare questa vita,
senza più alcun senso,
persa in questo buio
immenso.

Per noi… ce la farò.

Per noi
Un vuoto dentro l’anima
come queste stanze
dove non sento più la tua presenza,
dove le ore passano lente
come graffi sulla pelle
e il dolore mi strazia il cuore,
mi fa morire.
Vedo ancora i tuoi occhi
guardarmi dolcemente,
sento ancora le tue risa
che accendevano i miei giorni,
il tuo sorriso ormai
risplende solo nei miei ricordi.
Tu non ci sei più,
non tornerai mai più
ed io non so come farò senza di te,
non so come farò a sopravvivere
al dolore, alla tristezza,
non riesco a immaginarmi senza di te.
Lascerò che la vita mi scorra addosso
vivendo di quei momenti passati insieme
aspetterò, mentre il tempo mi consuma,
di scoprire se ci sarà ancora un momento
per noi.

Un amore si libera,
stranamente dall’anima
e rimane anche se te ne vai
ma mi sembra impossibile
un amore invincibile
è dolore e dopo che sarà?
Io non lo so, io non lo so
ma ero nel cielo ed ho perso le ali,
cosa farò?
Camminerò, camminerò
e questo amore che porta il tuo nome dimenticherò
ce la farò, ma adesso no
ora che parlo di te ancora, ancora no
ce la farò, ma adesso no
voglio pensarti una notte ancora,
ancora un po’.
E’ la mia solitudine, una droga per l’anima
non averti e non cercarti più,
cominciare a sorridere e pensare che ci sarà un amore
anche se non sei tu.
Ci proverò, ci proverò
dal tuo ricordo non posso scappare
ma ci proverò e camminerò, camminerò
e anche se l’aria mi basta appena
non mi fermerò
ce la farò ma adesso no,
lasciami stare a pensare a sognare che ti rivedrò
ce la farò ma adesso no
voglio restare nel buio a guardare
adesso no
se bastasse la volontà
per cambiare la realtà
con te potrei riuscirci io,
con la voglia di vivere,vivere e morire di te,
di questo amore mio.
Ce la farò ma adesso no,
voglio cercarti una notte ancora ancora un po’
ce la farò, adesso no
voglio pensarti una notte ancora, adesso no.
Il tempo passa e ce la farò, con il tempo ci riuscirò ma
adesso no.

Papà… Caro babbo.

papà
Ripenso alle tue mani
forti e calde
come un nido dove potersi rifugiare,
ripenso alla tua voce,
ai tuoi sorrisi
che cancellavano la tristezza
e la malinconia,
ripenso alle tue carezze
e alla gioia che mi dava
starti vicino,
adesso non sei più qui
ma io non ti ho perduto,
ti ritrovo ogni notte nei miei sogni,
il tempo non è più trascorso,
non ha più segnato il tuo volto,
non ha dissolto il tuo amore per me,
la morte non ci avrà diviso
finché sarai vivo nei miei ricordi,
finché sarai vivo nel mio cuore,
finché nei miei sogni
continuerò a chiamarti papà.

Mi sembravi alto, altissimo quando ero piccolino
eri il mio gigante buono che giocava a nascondino,
mi batteva forte il cuore mentre stavo ad aspettare,
felice di nascondermi ma anche di farmi trovare.
Ti sentivo forte e a volte mi facevi un po’ paura
ma eri il mio cavallo docile e il tappeto la pianura
e scendevo e camminavo nelle tue scarpe pesanti
fra colline di poltrone coi miei passi da gigante.
Era dolce era dolcissimo,
lo ricordo e te lo dico,
eri il mio più grande eroe,
eri il primo vero amico.
Sei però rimpicciolito i primi anni della scuola,
tornavi tardi a casa e la mamma sempre sola,
mi svegliavo d’improvviso e vi sentivo ancora urlare,
eri sempre più nervoso e non mi stavi ad ascoltare,
Altre volte mi picchiavi e le tue parole dure
spalancavano soltanto una vita di paure.
Eri assente irraggiungibile,
io ti odiavo e te lo dico,
eri in sogno l’uomo nero,
eri a un tratto il mio nemico.
E ho portato come un lutto il tuo sangue nelle vene,
ma il mio cuore per dispetto ti voleva ancora bene
e ora babbo te lo scrivo come quando ero bambino,
come quando per trovarci giocavamo a nascondino.
E ora è freddo anzi freddissimo,
piango mentre te lo dico,
cosa aspetti ad arrivare,
babbo se mi sei amico
Era dolce, era dolcissimo
l’ho capito e te lo scrivo,
quante volte io dovrò morire
per sentirmi ancora vivo?

Non eri ancora nato… In te.

non eri ancora nato
Forse un uomo di successo,
forse un nuovo Messia,
forse la nostra salvezza,
ma non ti è stato concesso,
forse un uomo qualunque
perduto nella propria amarezza,
forse soltanto un rifiuto
ma non hai avuto scelta,
non ti hanno permesso di vedere il mare
non ti hanno permesso di sentire il calore
né di capire e provare l’amore,
ti hanno negato la vita,
giusta o sbagliata,
bella o brutta che fosse,
ti hanno negato un diritto,
il diritto di sbagliare,
il diritto di godere o di soffrire,
per il loro egoismo ti hanno assassinato,
ti hanno gettato via
senza nessun rimpianto
e non eri ancora nato.

Risalirò col suo peso
sul petto,
come una carpa il fiume,
mi spalmerò
sulla faccia il rossetto
per farlo ridere,
per lui poi comprerò
sacchetti di pop-corn,
potrà spargerli
in macchina,
per lui non fumerò,
a quattro zampe andrò
e lo aiuterò a crescere.
Lui vive in te,
si muove in te,
con mani cucciole,
è in te,
respira in te,
gioca e non sa
che tu vuoi buttarlo via.
La sera poi con noi due
farà il bagno
e vi insaponerò.
Per lui mi cambierò,
la notte ci sarò,
perché non resti solo mai,
per lui lavorerò,
la moto venderò
e lo proteggerò, aiutami.
Lui vive in te
Lui ride in te
o sta provandoci
è in te, si scalda in te,
dorme o chissà,
lui sta già ascoltandoci.
Lui si accuccerà,
dai tuoi seni berrà,
con i pugni fissi,
tra noi dormirà,
e un pò scalcerà,
saremo i cuscini noi due.
Il figlio che non vuoi
è già con noi.
Lui vive in te, si culla in te,
con i tuoi battiti,
è in te,
lui nuota in te,
gioca chissà…
è lui il figlio
che non vuoi.

Irene Rapelli

( Il cielo stellato dentro di me )

Evelyn

Disegnatrice e lettrice ● La copertina che sogni per il tuo libro? La disegno io! ● Segnalibri #MythicGirls ● +400 iscritti su YouTube ● Seguimi su Instagram: @Evelyn_Artworks

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Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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