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Il ritorno

Tratto da Il Robot cap IV
Quando Lucas uscì dall’ufficio del padre, si sentì sollevato e felice per essere tornato e per averlo rivisto. Da quando sua madre era morta, il suo vecchio genitore rappresentava l’unico legame di sangue e l’unica famiglia che aveva. Ripensò a Dana e al progetto di sposarla e avere dei bambini con lei. Sapeva che il rapporto non poteva più essere ricucito e che averla abbandonata senza nessuna spiegazione né un saluto aveva provocato una ferita troppo profonda e insanabile. Sentì un dolore insopportabile e i suoi occhi diventarono lucidi. Sarebbe voluto tornare indietro per ascoltare i consigli del suo amico, non sarebbe mai dovuto andar via, non in quel modo.
Senza quasi rendersene conto si trovò davanti all’abitazione di Dana. Lucas rimase in auto, incerto sul da farsi, per alcuni minuti, non sapeva se scendere e provare a scusarsi o se andare via e arrendersi all’evidenza che ormai l’aveva perduta per sempre. Alla fine prese l’unica decisione possibile, accese l’auto e andò via. La strada che l’avrebbe riportato a casa sembrava interminabile, la percorreva con la voglia di premere al massimo l’acceleratore e lasciare al destino la scelta di farlo vivere o morire.
Lo squillo del cellulare lo distolse dai suoi pensieri facendolo ripiombare nella realtà. I fari delle auto luccicavano come stelle attraverso il filtro delle lacrime che bagnavano i suoi occhi. Si passò una mano sulle palpebre cercando di mettere bene a fuoco la strada davanti a sé e, dopo aver schiarito la voce, toccò l’icona della cornetta telefonica sullo sterzo e rispose alla chiamata.
<<Pronto!>>
<<Lucas, dove sei?>>
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A me ricordi il mare

spiaggia_ksamil.jpg
             Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.

Alessandro Baricco.


Scivola via …

scivola via
La mia vita scivola via
dai sogni mai fatti,
dalle mie mani,
da letti disfatti,
dall’ombra di un pino,
da un ricordo lontano.
Scivola via
come rugiada
dalla tua fotografia,
da una carezza mai data,
dalla gioia tanto attesa,
se ne va via
come il fumo di una sigaretta
svanisce nel nulla
sempre più in fretta
e vola via da me
come pensieri già fatti,
come quei desideri
rimasti insoddisfatti.

I vecchi

I vecchi
I vecchi,
arrampicati sulle scale,
trascinano un corpo troppo stanco,
disfatto dal tempo.
I vecchi,
pianeti lontani e solitari,
sguardi perduti
tra le vie della città.
I vecchi,
abbandonati da tutti,
affondano tra i ricordi,
tra la malinconia
di una vita che non c’è più,
ma tra le loro mani
c’è ancora la forza
per non lasciarsi andare,
per non arrendersi
alla voglia di morire,
come l’edera
si attaccano disperati
a questo mondo crudele
che gli permette ancora di soffrire.

è tutto inutile

è tutto inutile
Anche questi fogli
pieni della mia vita,
delle mie emozioni,
sono ormai ingialliti,
sono invecchiati
e l’inchiostro
è quasi dissolto
come i miei ricordi
che vedo ormai lontani
che più crescono
più svaniscono
avvolti in una fitta nebbia.
Quel bambino è diventato grande,
rivedo quegli anni
mentre guardo i miei nipoti
e penso a quando
saranno grandi loro
ed io ormai vecchio
vedrò spegnersi in me
questa maledetta vita
e penserò al passato
che non torna più
e invidierò la loro giovinezza
e amerò la vita
che mi sfugge di mano
come non l’ho mai amata
ma non potrò fare niente
per cambiare il destino
e il dolore, la disperazione
mi faranno gridare ancora,
stringerò ancora i pugni
fino a farmi male
e prenderò a calci i muri
e piangerò,
e sentirò scoppiare il cuore
ma sarà tutto inutile
com’è inutile adesso.
Come puoi farmi tutto questo male?
Come puoi darmi tutto questo dolore?
Io mi sento impazzire
e non c’è soluzione,
che cosa ne sarà di me?
Dei miei pensieri
dei giorni ormai trascorsi
perché mi hai dato il destino degli altri?
Io non lo posso accettare,
non c’è droga, non c’è alcol
che possano farmi dimenticare
che non mi facciano pensare
quanto è crudele questo mondo
com’è ingiusta questa vita
come ormai la speranza
sia davvero finita.

Come una stella

image

Eravamo un corpo
e un’anima,
un unico respiro,
uno sguardo pieno di speranza,
eri tutto per me
ma adesso sei così distante,
come una stella
lassù in cielo,
mentre sei con lui.
Io ti posso vedere
ma non ti posso toccare
e nascondo il mio viso
lontano dai tuoi occhi,
lontano dal tuo cuore,
per non disturbare.
Ti osservo
cullando un dolce ricordo,
il sapore delle tue labbra,
il calore dei tuoi sospiri,
l’amarezza d’averti perduta.

Un urlo nel silenzio

un urlo nel silenzio
Svanito, dissolto
in un tempo ormai lontano,
come uno scoglio
accarezzato dal mare,
come una rondine
tra le ali del vento,
senza dubbi né incertezze,
abbandonato ogni fardello,
percorro gli spazi della fantasia,
volo tra distanze infinite
abbracciando il cielo intero,
ma nuvole minacciose
mi sbarrano la strada,
come incubi spaventosi
ritornano i pensieri,
come cani rabbiosi
mi dilaniano il corpo,
mi riportano giù,
dove tutto è dolore,
dove ogni giorno finisce,
dove non c’è amore,
dove il mio sguardo sgomento
è come un bambino perduto,
è un urlo nel silenzio.

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Evelyn 🇮🇹 27 y/o ♍

✏ Drawings are the window to the soul 📚 Book cover artist ♠ Edizioni Underground? ♠ Edizioni Open ♠ Panesi edizioni 🌋 Sicilian blood ♥ Goth lover 📨 evelynartworks@virgilio.it 👩🎨 Facebook / Twitter / Instagram: @EvelynArtworks

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Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Chiara Saracino

Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

Citazioni Della Mia Mente

"Aut insanit homo, aut versus facit." (Orazio)

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