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Riflessi

riflessi

          La vita trascorre monotona mentre l’alba e il tramonto scandiscono l’incessante sfiorire della nostra esistenza. Come la pulsazione ritmica di un metronomo, come l’oscillare del pendolo, il Sole determina l’inizio e la fine dei nostri giorni.
        Ogni mattina quello sguardo allo specchio è un po’ più spento, un’imperfezione, una ruga, un nuovo capello bianco, il diradarsi di quelli rimasti, osservi te stesso e non ti riconosci più. Provi a ricordare com’era il tuo viso quando eri ragazzo, ma è un’immagine sfocata, indefinita, ti vengono in mente le tante foto conservate in album ingialliti. Le guardi ed è come se vedessi le foto di un altro. Sai di essere tu, ricordi ancora la circostanza, il momento dello scatto, ma non sei più così da troppo tempo.
     Quel ragazzo non esiste, è morto, seppellito da un’infinità di secondi, di minuti, di ore, di giorni, un “Tic Tac” interminabile ne ha determinata la fine. Ora sei diverso, mentre osservi, i segni del tempo, le cicatrici che ogni dolore, ogni delusione, ogni amarezza, ogni lacrima ha lasciato sul tuo viso.
          Sono stanco, mentre frugo nella mia mente, mentre cerco tra i ricordi, parole, immagini, emozioni. La notte è lì che mi aspetta, inquietante, so che non troverò riposo, che i pensieri mi terranno sveglio, che non riuscirò a cacciarli via. Mi rigiro nel letto cercando di prendere sonno e sento il suo respiro affannoso.
          Lei dorme e mi cerca con la mano, è calda e indifesa, morbida e dolce. Mi avvicino, la tengo tra le braccia e lei posa il suo viso sul mio petto. Domani non sarai qui quando mi sveglierò, ti cercherò tra le lenzuola, annuserò il tuo cuscino, sentirò la tua assenza muoversi intorno a me, strisciare silenziosa sulla mia pelle.

è tutto inutile

è tutto inutile
Anche questi fogli
pieni della mia vita,
delle mie emozioni,
sono ormai ingialliti,
sono invecchiati
e l’inchiostro
è quasi dissolto
come i miei ricordi
che vedo ormai lontani
che più crescono
più svaniscono
avvolti in una fitta nebbia.
Quel bambino è diventato grande,
rivedo quegli anni
mentre guardo i miei nipoti
e penso a quando
saranno grandi loro
ed io ormai vecchio
vedrò spegnersi in me
questa maledetta vita
e penserò al passato
che non torna più
e invidierò la loro giovinezza
e amerò la vita
che mi sfugge di mano
come non l’ho mai amata
ma non potrò fare niente
per cambiare il destino
e il dolore, la disperazione
mi faranno gridare ancora,
stringerò ancora i pugni
fino a farmi male
e prenderò a calci i muri
e piangerò,
e sentirò scoppiare il cuore
ma sarà tutto inutile
com’è inutile adesso.
Come puoi farmi tutto questo male?
Come puoi darmi tutto questo dolore?
Io mi sento impazzire
e non c’è soluzione,
che cosa ne sarà di me?
Dei miei pensieri
dei giorni ormai trascorsi
perché mi hai dato il destino degli altri?
Io non lo posso accettare,
non c’è droga, non c’è alcol
che possano farmi dimenticare
che non mi facciano pensare
quanto è crudele questo mondo
com’è ingiusta questa vita
come ormai la speranza
sia davvero finita.

è la mia vita

è la mia vita
 Ho odiato la mia vita
per il suo vuoto infinito,
per la sua inutilità
ed il sole
perché non mi ha mai scaldato
con il suo calore,
ho odiato me stesso
per il dolore, la noia, la disperazione
che sono dentro me
e non mi danno pace,
ho odiato la notte
e i suoi tanti incubi,
questo mondo immenso
che mi ha lasciato solo,
mille volte
ho desiderato morire,
mille volte
qualcosa dentro me è morta davvero,
ma sono ancora qua
per poterne parlare,
sono ancora qua
per sperare in un futuro migliore,
sono ancora vivo,
perché questa è la mia vita
e non è poco
perché questo è il mio tempo
e voglio viverlo in ogni modo.

Un minuto perduto

Un minuto perduto

Un altro anno è passato
senza averti,
senza poterti toccare,
senza poterti amare,
un altro anno è passato
ed io sono sempre solo,
il tempo è volato via
ed ogni giorno è stato sprecato,
vorrei urlare al tempo di fermarsi,
supplicarlo di non lasciarmi indietro,
non riesco a sopportare
di vedere il tempo sfuggirmi di mano,
di accorgermi che ogni minuto passato
è stato un minuto perduto.

LA FINE

La fine
Scorre inesorabile il tempo,
la notte segue fedele il giorno,
le lancette impietose
segnano gli istanti di una inutile vita
e mi assale un sottile e tagliente dolore
al pensiero che questa vita è mia
e sento più forte un vago
desiderio di pace
e la voglia di arrivare finalmente
alla fine.

Irene Rapelli

— Il cielo stellato dentro di me —

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Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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