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Il Muro

il muro
Giorni vuoti
come queste stanze
dove l’eco del passato
risuona come i miei passi,
giorni inutili
come queste finestre chiuse
ed il mondo li fuori,
dove il sole splende
sulle onde del mare,
dove il profumo dei fiori
riempie l’aria e i prati di farfalle,
dove, all’ombra di un bosco,
un’infinita gioia di vivere,
ma un muro troppo grande
nasconde il sole
e il profumo dei boschi,
qui l’aria non ha più odore,
nulla penetra qui dentro,
in questo vuoto immenso
dove il battito del cuore
annega nel silenzio
e lungo le vene
scorre un intenso dolore,
scorre l’amaro
di una vita non vissuta,
scorre il rimpianto
di una gioia mai goduta
e nel buio la disperazione
come pugni chiusi,
come momenti perduti
straziano l’anima.
I sogni mai realizzati
sono quadri impolverati
su queste pareti,
su questo grande muro
che mi separa dal mondo,
che mi fa sentire diverso,
che mi rende un mostro
ma mi fa vivere lo stesso.

Un urlo nel silenzio

un urlo nel silenzio
Svanito, dissolto
in un tempo ormai lontano,
come uno scoglio
accarezzato dal mare,
come una rondine
tra le ali del vento,
senza dubbi né incertezze,
abbandonato ogni fardello,
percorro gli spazi della fantasia,
volo tra distanze infinite
abbracciando il cielo intero,
ma nuvole minacciose
mi sbarrano la strada,
come incubi spaventosi
ritornano i pensieri,
come cani rabbiosi
mi dilaniano il corpo,
mi riportano giù,
dove tutto è dolore,
dove ogni giorno finisce,
dove non c’è amore,
dove il mio sguardo sgomento
è come un bambino perduto,
è un urlo nel silenzio.

Eterna poesia

eterna poesia
Quante lacrime
che non ho mai versato,
quante frasi che non ho mai detto,
quanto amore che non ho mai dato,
quanta disperazione
che nessuno ha mai sentito,
quanti pensieri,
quante emozioni
hanno macchiato questi fogli,
hanno dato un senso ai miei giorni,
hanno fatto della mia vita
un’eterna poesia.

NON PIANGERE

non piangere

Gocce di pioggia
rigano il tuo viso,
lavano la polvere
dalle tue vesti,
accendono i tuoi occhi
tristemente immobili,
non piangere
se nessuno più ti guarda,
se nessuno tocca più il tuo corpo,
non piangere
se adesso senti freddo
e se non puoi andar via.
Ti hanno affidato al sole,
al vento e alla pioggia,
del tuo passato
ti resta solo il rimpianto,
il dolce ricordo
di un corsa in un prato,
il pensiero di giorni felici
perduti per sempre.
Eri bella come un fiore,
giovane come una farfalla,
eri il sogno di un poeta,
il delirio di un verso,
eri l’immagine della vita,
l’espressione dell’amore,
ma adesso anche tu
sei solo un ricordo,
sei un volto bianco
che piange disperato,
sei un cuore imprigionato
dentro un corpo
di marmo ghiacciato
e chi pensa che tu sia indifferente,
chi invidia la tua eternità
non può capire
la tristezza e la disperazione
di esser soli,
soli su di un piedistallo,
soli in una piazza vuota,
tra le foglie secche di un autunno
che non torna più.

Passato

passato
E’ tornata la primavera
per farsi cogliere nei prati,
è tornato il sole
per cercare il suo calore,
sono tornato anch’io
per vivere questo istante,
per ascoltare incantato
il canto di un grillo innamorato,
per ricordare il mio passato,
un filo d’erba tra i capelli,
una fila di formiche tra le scarpe,
una corsa dietro un pallone,
anche per questo sono tornato,
per ritrovare un poeta perduto,
lo sguardo innocente di un bambino,
una vita dispersa nel tempo,
un sorriso dimenticato,
qualcosa che ho sempre cercato.

Emozioni

emozioni
Ogni giorno sembra cosi inutile,
questa vita lascia l’amaro in bocca
e mi sembra di non averla mai vissuta,
ma i giorni passano e non tornano più,
la giovinezza è perduta,
non c’è tempo per sperare
e non riesco a cambiare,
questo vuoto immenso non posso colmare
e non mi basta scappare,
e non mi basta volare,
se non so dove andare
e viene voglia di morire,
ma anche la morte è così uguale,
porta via i pensieri,
porta via i sospiri,
non lascia niente
e non so cosa fare
allora guardo la luna,
ascolto una lacrima scendere lieve
e mentre sento un nodo alla gola
ricomincio a pensare.

NON SO PIU’ VOLARE

non so più volare
Sono stanco di stordirmi con la birra,
di vedere il mondo crollare piano piano,
di cercare un po’ di giustizia,
di vedere il sole morire invano
dietro nuvole di smog.
Sono stanco di scrivere poesie
che nessuno mai leggerà,
di chiudere cassetti pieni di buona volontà ,
di tenere tra le mani questo cuore,
di sprecare il mio amore,
di far finta di farlo.
Sono stanco di voler morire,
di aspettare una telefonata,
di averla cercata.
Sono stanco di questo mondo
coperto dal fango,
di questo cielo con un colore da inventare,
di questa luna che non sa più ispirare,
di me stesso
perché non so più volare.

Irene Rapelli

— Il cielo stellato dentro di me —

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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