Archivi del mese: aprile 2013

HO PERDUTO ME STESSO

ho perduto me stesso
Ho perduto me stesso
per non essere solo,
per starvi vicino,
ho rinunciato a tutto
per un po’ di compagnia.
Ho dimenticato me stesso
per poter vivere,
per somigliarvi ed essere amato,
non sono più io
quando sono con voi
non sono me stesso,
non sono niente,
sono un tronco senza radici,
un cane senza padrone,
una goccia d’acqua
perduta nel mare dell’indifferenza.
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FANCIULLEZZA

fanciullezza

Ascolto in silenzio la tua eco,
rivivo col pensiero i tuoi moti,
e mi si stringe il cuore
mentre ti sento lontana.
Oh ! Fanciullezza sei passata
e hai portato con te
le dolci illusioni,
le vane speranze,
la mia gioia,
mi hai lasciato solo
anche tu,
solo, con la tristezza,
solo, col mio dolore,
solo, a rimembrare le cose perdute,
a pensare a ciò che ho lasciato,
a ciò che non ho avuto.
Mi hai lasciato camminare all’indietro
a guardare la mia vita che scorre
col futuro alle spalle,
mentre le lacrime,
che avrei voluto versare,
bagnano di rimpianto la mia vita
e sento, lungo la schiena,
un brivido e il freddo vento della morte.

 


Nel Silenzio

Lo scopo di questo blog è anche quello di dare spazio ad autori che vogliono pubblicare le loro opere e vogliono sapere cosa ne pensano gli altri, oggi accontento una bravissima poetessa che mi segue con affetto pubblicando una sua poesia. Cosa ne pensate?

Nel silenzio
Il silenzio della notte
e la pioggia che cade sul mio corpo,
le stelle sembrano guardarmi
con comprensione, come se volessero
lenire il mio dolore.
I miei ricordi appaiono e scompaiono
sul mare, come fosse un palcoscenico.
Il fascino della notte mi avvolge
nella sua bellezza.
Le lacrime rigano il mio viso
e le labbra sussurrano
qualcosa che solo  Lui può sentire:
“Signore portami con Te
non farmi più soffrire”
un’altra lacrima…
poi di nuovo il silenzio.
autrice: Angela T.

E RESTIAMO COSI’

E restiamo così
con le mani protese
e gli occhi fissi nel vuoto
mentre il pensiero fugge lontano.
E restiamo così
mentre la vita ci passa davanti
con i suoi gridi,
con i suoi pianti.
A un tratto il freddo ci assale,
un freddo impietoso,
un freddo invernale,
la vedi? E’ la morte,
è venuta per noi,
è venuta a trovarci,
è venuta a levarci quel niente
che era tutto quel che avevamo.

Sigarette elettroniche si o no?

sigarette

Le sigarette elettroniche, ideate come alternativa al tabacco per smettere di fumare, fanno male oppure no?

La LIAF, Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l’Università di Catania, ha intrapreso nel 2010 uno studio sulle sigarette elettroniche. I risultati finora ottenuti sono positivi, infatti le sigarette elettroniche non risultano tossiche, inoltre i dati preliminari degli studi attualmente in corso dimostrano che sono un valido aiuto per diminuire il numero di sigarette e per chi vuole smettere di fumare.
L’uso delle sigarette elettroniche ha permesso di diminuire sostanzialmente il consumo di sigarette tradizionali senza causare effetti collaterali significativi nei fumatori che non hanno intenzione di smettere.
La sigaretta elettronica prende come modello i tradizionali prodotti per inalare il fumo, quali le sigarette, i sigari e le pipe.
È uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari.
Il vapore inalato consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di tabacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, il rischio cancerogeno è sicuramente più basso per la mancanza dei residui dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici, eccetera).
Quando l’utilizzatore inala attraverso il filtro, il flusso d’aria viene individuato da un sensore presente nella batteria che cosi viene attivata. Questa una volta attivata alimenta il vaporizzatore che riscalda la soluzione liquida, contenuta in una cartuccia presente nel filtro o in un apposito serbatoio, che provvede a inumidire un avvolgimento ad archetto presente sulla sommità del vaporizzatore stesso. Il vapore generato viene cosi inalato dall’utilizzatore, che ne trarrà la sensazione anche visiva di fumare una sigaretta di tabacco.
Affinché questa sensazione sia quanto più verosimile, durante l’inalazione si accende un led di colore rosso scuro posto all’altra estremità del dispositivo, simulando cosi anche il tipico colore rosso della combustione di una tradizionale sigaretta.
Le attuali pubblicazioni mostrano una loro minore pericolosità rispetto al fumo di tabacco; non essendo contenuti, nei vapori emessi, residui di combustione come catrame, benzene e idrocarburi policiclici aromatici, i rischi per la salute, soprattutto quelli derivanti da patologie oncologiche, sono evidentemente minori. Tuttavia, i principali dubbi sulla sicurezza di questi prodotti derivano dalla presenza o meno di nicotina. Tale sostanza, piuttosto tossica, pur non essendo cancerogena è infatti da tempo nota in campo medico per essere causa di una forte dipendenza psichica nella maggior parte dei soggetti esposti. In alcuni studi si è discusso un suo possibile ruolo nella genesi di patologie oncologiche quando associata ai composti cancerogeni della combustione, stabilendo comunque che nel complesso, questi risultati sono coerenti con studi precedenti negli animali da laboratorio e dimostrano in modo conclusivo che la nicotina non è un cancerogeno, co-cancerogeno, promotore tumorale, o inibitore della cancerogenesi.
Le sigarette elettroniche vengono vendute come un’alternativa al fumo di tabacco, poiché i componenti cancerogeni presenti nel fumo tradizionale sono assenti. Altro target di mercato è rappresentato dai soggetti che hanno intenzione di smettere di fumare (questo anche grazie al fatto che è possibile controllare la dose di nicotina somministrata e scalarla nel tempo, analogamente a come si fa con i cerotti transdermici o con altri presidi progettati ad Hoc dall’industria farmaceutica).
Grazie anche al successo della sigaretta elettronica il business del fumo nei paesi ricchi si sta esaurendo, perché la consapevolezza dei danni alla salute ormai è diffusa. Ma le multinazionali del tabacco si preparano a fare affari miliardari nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in Asia (in Cina si fumano il 40 per cento di tutte le sigarette prodotte nel mondo) e in Africa. Insomma, il tabacco si venderà dove la sigaretta è ancora status symbol di un’emancipazione e di un piccolo benessere finalmente raggiunti. Dove donne, uomini e bambini non sanno che il fumo provoca cancro e malattie di ogni genere. Ancora una volta in Occidente si fanno affari sulla pelle dei Paesi poveri.
Ovviamente, visto che il business, il guadagno, l’arricchimento, valgono più della salute umana, chi fino ad oggi aveva goduto della sofferenza di milioni di persone che si sono consumate e sono morte non riuscendo a liberarsi dalla dipendenza dal tabacco oggi comincia a sollevare le armi contro questo nemico dei loro affari che è la sigaretta elettronica.
 Così sono cominciate le campagne mediatiche che sfruttando la scarsa informazione e l’ignoranza della gente hanno insinuato il dubbio che anche le sigarette elettroniche siano nocive o che addirittura convincano i giovani a fumare più di quanto già non facciano le normali sigarette esercitando un fascino maggiore. Una vera guerra fatta di continue diffamazioni che sfruttando anche il passa parola ha fatto divulgare delle falsità e dei pregiudizi che il consumatore stesso a chi gli chiede “ma dove lo hai letto?” prima non sa risponderti poi ti dice “forse me lo ha detto il tabaccaio dove prima acquistavo le sigarette”
 Oggi i tabaccai italiani chiedono di regolamentare e tassare la sigaretta elettronica. “C’è un fortissimo calo dei consumi dovuto a contrabbando, contraffazione e diffusione della sigaretta elettronica”, spiega il segretario della Federazione italiana tabaccai Giovanni Risso durante una manifestazione a Roma, spiegando che “se non vengono fatti interventi lo Stato perderà almeno un miliardo di euro di accise sul tabacco nel 2013″. (Che bravi questi tabaccai! Si preoccupano degli incassi dello Stato, che cittadini modello!)
La previsione prende le mosse dai recenti dati che segnalano una flessione delle accise di 200 milioni di euro negli ultimi tre mesi. Durante la manifestazione romana “A.A.A. Stato cercasi“,  la Fit (Federazione italiana tabaccai) ha inviato al futuro esecutivo richieste chiare per evitare l’emorragia erariale. Al primo posto delle preoccupazioni c’è proprio la nuova sigaretta elettronica: “Chiediamo – sottolinea Risso – che venga regolamentata e che sia tassata e messa in vendita nel nostro mercato regolamentato”. (e dove le mettiamo le migliaia di persone che muoiono per patologie causate dalle sigarette? Non dovremmo invece incentivare l’uso di quelle elettroniche anziché tassarle?).
Io penso che lo stato abbia l’obbligo di tutelare la salute dei cittadini (l’articolo 32 della Costituzione Italiana afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività) e che si sia sottratta a quest’obbligo non solo permettendo la vendita di prodotti nocivi per la salute come le sigarette e l’alcol ma addirittura incentivandoli e tassandoli  per tranne profitto.
Non fumare sarebbe sicuramente la cosa più giusta da fare per la propria salute e per il proprio portafoglio, togliere incassi a coloro che finora si sono arricchiti alle spalle di povera gente che spinta dagli Opinion leader, dai film, dai personaggi pubblici, dalla pubblicità  hanno considerato la sigaretta uno status symbol. (La pulsione ad acquistare o possedere certi beni materiali deriva da alcuni aspetti dell’inconscio che spingono gli individui con personalità meno sicure a utilizzarli per somigliare ai personaggi che li utilizzano o per affermarsi, distinguersi, omologarsi, farsi accettare dallo strato sociale a cui appartengono o nel quale desiderano inserirsi). Negli anni passati non c’era un film in cui gli attori principali non fumassero in continuazione, la sigaretta era sempre davanti ai nostri occhi in tutte le trasmissioni televisive, i personaggi più amati e più “imitati” soprattutto dai giovani si mostravano in pubblico sempre con la sigaretta in mano o aspirando voluttuosamente come se provocasse chissà quale piacere. Poi quando le multinazionali dei tabacchi hanno ottenuto lo scopo di diffondere l’abitudine al fumo è stata la nicotina con la sua capacità di creare dipendenza a far si che il fumo si diffondesse sempre più grazie anche al fumo passivo che ha fatto diventare fumatori i figli dei fumatori per generazioni.
Da alcuni anni, dopo che gli introiti derivanti dalle sigarette hanno perso importanza per le immense spese sanitarie che comporta la cura delle patologie dipendenti dal fumo, la pubblicità alle sigarette è stata vietata ed è stato aggiunto in ogni pacchetto di sigarette un messaggio per scoraggiarne l’acquisto. Ciò ha causato una diminuzione del consumo che oggi le multinazionali dei tabacchi cercano di compensare investendo nelle sigarette elettroniche che possono essere pubblicizzate così da poter continuare, grazie alla nicotina, ad avere dei  “drogati” a cui imporre l’acquisto di qualcosa di assolutamente inutile come il fumo.

IL veleno dell’oleandro

viaggioperviandantipazienti

oleandroAll’inizio solo confusione.
Una miriade di nomi e volti senza un’immagine ben definita e chiara.

Luoghi descritti magistralmente.
La bella Sicilia si apre davanti ai nostri occhi.

Fantasia e realtà.
Storia interessante, trama misteriosa ed elegante.
Parole leggere ed enigmatiche.
Stiamo come ad ascoltare le parole di una donna ed un uomo… essi si alternano nel racconto e ci fanno partecipi di una realtà tutta da scoprire e capire.
E magicamente è come se ci trovassimo lì… una grande villa, una famiglia non proprio unita, una donna consapevole ed ignara.
I personaggi cominciano ad avere forma dentro una storia che appare semplice, ma che nasconde una realtà viva ed unica.
Tutti i tabù cadono di fronte ad una voce che narra la propria vita “oltre le righe”, una vita piena di errori e di forti emozioni.
Compromessi, delusioni, paure…
Storie d’amore che si intrecciano. Vizi che prendono luce dinanzi la…

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AMORE PERDUTO

amore perduto

Non sento più la tua voce
né il tuo caldo respiro,
non sento più la tua mano cercare la mia,
non vedo i tuoi occhi
né il tuo sguardo smarrito.
Dove sei amore mio?
Dove sono i tuoi gesti, le tue parole?
Dove sono i dolci momenti vissuti insieme?
Dov’è il tuo amore? Dov’è?
Non posso pensare d’averti perduto,
non posso vederti lontana da me
così senza un motivo.
Oh vita! Perché rifiuti a me
quel che ad altri concedi?
Ridammi uno scopo,
ridammi una speranza,
o non mi sarà difficile
mandarti via.

Evelyn

✨ Artistic spirit ✨ Freelance illustrator/cartoonist 👩‍🎨 🇮🇹 🌙 26 🔮

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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