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Il ritorno

Tratto da Il Robot cap IV
Quando Lucas uscì dall’ufficio del padre, si sentì sollevato e felice per essere tornato e per averlo rivisto. Da quando sua madre era morta, il suo vecchio genitore rappresentava l’unico legame di sangue e l’unica famiglia che aveva. Ripensò a Dana e al progetto di sposarla e avere dei bambini con lei. Sapeva che il rapporto non poteva più essere ricucito e che averla abbandonata senza nessuna spiegazione né un saluto aveva provocato una ferita troppo profonda e insanabile. Sentì un dolore insopportabile e i suoi occhi diventarono lucidi. Sarebbe voluto tornare indietro per ascoltare i consigli del suo amico, non sarebbe mai dovuto andar via, non in quel modo.
Senza quasi rendersene conto si trovò davanti all’abitazione di Dana. Lucas rimase in auto, incerto sul da farsi, per alcuni minuti, non sapeva se scendere e provare a scusarsi o se andare via e arrendersi all’evidenza che ormai l’aveva perduta per sempre. Alla fine prese l’unica decisione possibile, accese l’auto e andò via. La strada che l’avrebbe riportato a casa sembrava interminabile, la percorreva con la voglia di premere al massimo l’acceleratore e lasciare al destino la scelta di farlo vivere o morire.
Lo squillo del cellulare lo distolse dai suoi pensieri facendolo ripiombare nella realtà. I fari delle auto luccicavano come stelle attraverso il filtro delle lacrime che bagnavano i suoi occhi. Si passò una mano sulle palpebre cercando di mettere bene a fuoco la strada davanti a sé e, dopo aver schiarito la voce, toccò l’icona della cornetta telefonica sullo sterzo e rispose alla chiamata.
<<Pronto!>>
<<Lucas, dove sei?>>

E non importa nient’altro

Così vicino, non importa fino a dove
non potrebbe essere molto più lontano dal cuore
dobbiamo sempre credere in chi siamo
E non importa nient’altro
Non mi sono mai aperto in questo modo
La vita è nostra, la viviamo a modo nostro
non è solo per dire tutte queste parole
E non importa nient’altro
Fidati, io cerco e trovo in te
Ogni giorno per noi è qualcosa di nuovo
Mente aperta per un modo diverso di vedere le cose
E non importa nient’altro
Non mi è mai importato di quello che fanno
Non mi è mai importato di quello che sanno
ma io so


Analisi del 2015

Voglio ringraziare gli amici e le amiche che con il loro affetto  hanno permesso al mio blog di crescere e di raggiungere questi risultati. Un grandissimo abbraccio a tutti voi e i miei migliori auguri di un felice anno nuovo.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 7.000 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 6 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.


Il miglior antivirus gratuito in Italiano – 2015

antivirus
Sono passati quasi due anni dal mio primo post sugli Antivirus, ho deciso quindi di aggiornarvi sulle novità e raccontarvi le esperienze fatte in questi mesi.
Incuriosito da un commento al mio vecchio post, ho deciso di provare Comodo Free Antivirus.
Premetto che possiedo due notebook e in entrambi ho Avast free Antivirus. Ho installato Comodo su quello un po’ più datato per testarne l’efficacia e devo dire che è un antivirus completo anche nella versione gratuita. La caratteristica che più mi è piaciuta è il “Desktop virtuale” che permette di provare dei programmi o dei file senza installarli nel sistema operativo, questo impedisce ai virus di danneggiare Windows ma offre anche altri vantaggi, come ad esempio poter usare dei programmi con licenza “Trial” (con scadenza) più volte. Offre un Browser (Chromodo) basato su Chrome di Google, che dovrebbe garantire maggiore sicurezza nella navigazione. Esiste anche in lingua italiana ed è uno dei pochi antivirus gratuiti della rete che possono essere utilizzati anche per fini commerciali. La sua licenza d’uso permette, infatti, di utilizzarlo anche negli uffici e nelle aziende e non solo nel computer di casa. Comodo Antivirus presenta un’interfaccia gradevole, lineare e abbastanza intuitiva che permette di gestire senza troppi problemi tutte le opzioni dell’antivirus anche da parte degli utenti meno esperti. Anche l’installazione è abbastanza agevole e la registrazione automatica del prodotto è assolutamente opzionale.
Dopo l’entusiasmo iniziale ho  notato un rallentamento del mio Notebook e mi sono accorto che anche l’aggiornamento dell’antivirus è piuttosto lento quindi, al contrario di quanto si legge in altre recensioni, Comodo è molto pesante nei sistemi non nuovissimi. Ho deciso di installarlo anche sul notebook più nuovo, sperando di non riscontrare gli stessi problemi, ma me ne sono pentito. Subito dopo l’installazione non funzionava più la tastiera e nell’arco di qualche secondo il PC si è bloccato del tutto. Dopo diversi tentativi di scoprire il motivo di questo problema, ho dovuto disinstallarlo usando la modalità provvisoria perché all’avvio di Windows il pc si bloccava immediatamente. Ho cercato su internet il motivo di quanto accaduto e ne ho dedotto che questo antivirus non è compatibile con tutti i computer ma può creare dei problemi anche seri. Comodo continua a essere considerato da tutti, in confronto ad Avast, Avg e Avira, più scarso nella rivelazione di virus e malware e se aggiungiamo che rallenta il PC e rischia di bloccarlo del tutto, è chiaro che è meglio evitarlo.
Spero che la mia esperienza vi eviti di dover portare il vostro PC a un centro assistenza. Io e la maggior parte di chi fa recensioni sugli antivirus, concordiamo che, a oggi, Avast resta il migliore per leggerezza, precisione e completezza.

Per noi… ce la farò.

Per noi
Un vuoto dentro l’anima
come queste stanze
dove non sento più la tua presenza,
dove le ore passano lente
come graffi sulla pelle
e il dolore mi strazia il cuore,
mi fa morire.
Vedo ancora i tuoi occhi
guardarmi dolcemente,
sento ancora le tue risa
che accendevano i miei giorni,
il tuo sorriso ormai
risplende solo nei miei ricordi.
Tu non ci sei più,
non tornerai mai più
ed io non so come farò senza di te,
non so come farò a sopravvivere
al dolore, alla tristezza,
non riesco a immaginarmi senza di te.
Lascerò che la vita mi scorra addosso
vivendo di quei momenti passati insieme
aspetterò, mentre il tempo mi consuma,
di scoprire se ci sarà ancora un momento
per noi.

Un amore si libera,
stranamente dall’anima
e rimane anche se te ne vai
ma mi sembra impossibile
un amore invincibile
è dolore e dopo che sarà?
Io non lo so, io non lo so
ma ero nel cielo ed ho perso le ali,
cosa farò?
Camminerò, camminerò
e questo amore che porta il tuo nome dimenticherò
ce la farò, ma adesso no
ora che parlo di te ancora, ancora no
ce la farò, ma adesso no
voglio pensarti una notte ancora,
ancora un po’.
E’ la mia solitudine, una droga per l’anima
non averti e non cercarti più,
cominciare a sorridere e pensare che ci sarà un amore
anche se non sei tu.
Ci proverò, ci proverò
dal tuo ricordo non posso scappare
ma ci proverò e camminerò, camminerò
e anche se l’aria mi basta appena
non mi fermerò
ce la farò ma adesso no,
lasciami stare a pensare a sognare che ti rivedrò
ce la farò ma adesso no
voglio restare nel buio a guardare
adesso no
se bastasse la volontà
per cambiare la realtà
con te potrei riuscirci io,
con la voglia di vivere,vivere e morire di te,
di questo amore mio.
Ce la farò ma adesso no,
voglio cercarti una notte ancora ancora un po’
ce la farò, adesso no
voglio pensarti una notte ancora, adesso no.
Il tempo passa e ce la farò, con il tempo ci riuscirò ma
adesso no.

L’ultimo atto… ancora la pioggia cadrà…

l'ultimo atto
Sul mio petto affannato,
sul viso disfatto,
sugli occhi annebbiati,
il sole si è appena svegliato
cacciando la notte
e le sue lugubri ombre,
ma lasciando nell’anima il buio
e su quel letto di ghiaccio
il vento dilania il mio corpo,
il freddo mi prende d’assalto
facendo tremare la carne,
rubando la forza
dell’ultimo atto,
Tra quelle bianche lenzuola
scorre più rosso il mio sangue
e trascina con sé
i momenti di tutta una vita,
la speranza, l’illusione,
lo sgomento, la disperazione,
In quella lama sottile,
come una falce impietosa
che porta infine la sera,
c’è l’ultimo gesto di un pazzo
che, in fondo, pazzo non era.

Tra le barche a pancia all’aria
rauco il vento s’infilò
l’ultima boccata forte
poi le scarpe si cavò
con le mani stanche cariche di vene
i vestiti ripiegò
come chi non ha più fretta
verso il mare camminò
la schiuma gli si fece incontro
e i suoi piedi incatenò
gli occhi acquosi di tristezza
oltre quel cielo
un altro cielo lui cercò
ti seguirò …
se tu lo vuoi …
dovunque andrai …
io ci sarò …
strinse intorno a sé le braccia
poi nell’acqua scivolò
i treni partiti senza portarci via
non si fermeranno più qua
finché la certezza non ci abbandonerà
e ancora la pioggia cadrà
il riflesso della luna
nel suo solco lo guidò
pallide le spalle magre
contro l’orizzonte andò
un silenzio nero come il culo dell’inferno
e lui si accompagnò
io non lo so …
cosa non va …
che cosa c’è …
cosa sarà …
metro dopo metro spinse il cuore
e la notte attraversò
i sogni sognati con tanta ingenuità
marciscono in fondo a una via
finché la paura non ci addormenterà
e ancora la pioggia cadrà
con bracciate più rabbiose
il suo corpo trascinò
e sfidò la nebbia densa
che pian piano lo abbracciò
le speranze mezze uccise dalla vita
tra le onde abbandonò
non ti amo più …
non sono tua …
che cosa vuoi …
vattene via …
si aggrappò sfinito al suo dolore
ed il mare lo ingoiò …

Omicidio perfetto

omidperf

 

                << La donna stava lavando i piatti, il marito era seduto al tavolo della cucina e guardava la TV. Non si sono accorti di nulla. Ho fatto entrare il gas narcotizzante dalle prese d’aria, pochi istanti e hanno perso conoscenza. Introdurmi in casa è stato un gioco da ragazzi, non ho lasciato nessun segno di effrazione né impronte, ho preso prima la donna e l’ho posata sul letto, poi il marito, per fortuna non pesavano molto, l’ho tenuto seduto accanto a lei e con il coltello che ho preso dalla cucina, ho colpito la donna con diverse coltellate. Gli spruzzi di sangue sono finiti sul pigiama dell’uomo, sapevo che potevo sfidare chiunque a capire che non era stato il marito a ucciderla. Poi ho messo il corpo dell’uomo accanto a quello della moglie e con lo stesso coltello, stretto ancóra nella sua mano, gli ho tagliato la gola. Tutto è andato come avevo previsto, nessuno ha sospettato di niente. La polizia ha avuto la soluzione, semplice, ovvia. Perché indagare? Un chiaro caso di omicidio suicidio e che importa se i parenti e gli amici hanno detto che si amavano e che mai avrebbero fatto una cosa simile. L’autopsia in questi casi è soltanto una formalità nessuno farebbe un test tossicologico per cercare del gas narcotizzante, in realtà non so se il gas lasci qualche traccia, ma sono sicuro che di fronte all’evidenza nessuno indaghi, tutto è archiviato in breve tempo. E’ stato un omicidio perfetto, l’ennesima opera d’arte. >>
         << Tu sei pazzo, perché lo racconti a me? Pensi che potrei assolverti dai tuoi peccati? Pentiti! Vai a costituirti e forse Dio avrà pietà della tua anima. >>
         << Che cosa dice Padre? A me non interessa la sua assoluzione né quella del suo Dio. Io sono un artista e un vero artista non si pente mai di aver creato un’opera d’arte. Crede che Michelangelo si sia pentito di aver dipinto la Cappella Sistina? >>
         << Sei solo un assassino! Un pazzo criminale! >>
         << Senti da quale pulpito viene la predica. La chiesa ha commesso, ha fatto commettere e si è resa complice di milioni di omicidi. Ha dimenticato il tribunale dell’inquisizione? Tutte le persone che avete bruciato vive? Le guerre che sono state fatte in vostro nome? Il vostro colpevole silenzio sull’olocausto? Lei non può giudicarmi Padre, lei deve soltanto ascoltare. >>
         << Perché sei venuto da me? Non hai paura che possa raccontare tutto alla polizia? >>
         << Lei è un prete ed è tenuto a rispettare il segreto confessionale, non può tradirmi. Un artista vorrebbe far vedere le sue opere al mondo intero, io mi devo accontentare di lei per far vedere la grandezza delle mie opere. >>
         << Come fai a definire opere d’arte degli omicidi? >>
         << Come potrei definirli altrimenti? Ne ho commessi a decine e nessuno a mai sospettato di me. Incidenti, regolamenti di conti tra mafiosi, morti naturali, omicidi in cui è stato accusato un innocente. Ho sempre fatto tutto talmente bene che a nessuno è mai venuto il sospetto che l’evidenza fosse diversa dalla realtà. Il mio capolavoro è stato fare accusare quella madre dell’omicidio del figlioletto. Ho spiato quella famiglia per mesi, ho trovato il momento giusto quando la signora è uscita da casa per accompagnare l’altro figlio allo scuolabus, sono entrato dal garage, il bambino dormiva, mi sono coperto col pigiama della madre e gli ho sfondato il cranio a martellate, poi sono uscito da dove ero entrato, nessuno mi ha visto. E’ stato divertente seguire le indagini e il processo, non le ha creduto nessuno per quanto potesse gridare la sua innocenza, anni d’indagini, perizie della polizia scientifica e non hanno capito. Sono stato bravo, non ho lasciato alcuna traccia del mio passaggio. Un capolavoro, la mia più grande opera d’arte. >>
         <<Maledetto assassino! Perché hai scelto me tra tanti preti? Perché mi tormenti? Perché vuoi che io condivida con te questi crimini? >>
         << Hai dimenticato Padre? Non ricordi più le tue mani avide sul mio corpo di bambino? Le tue carezze proibite, i tuoi baci che violavano la mia innocenza? Dov’era il tuo Dio mentre abusavi di me? >>
         << Chi sei tu? >>
         << Lo hai fatto a così tanti bambini che non ti ricordi più di me, vero? Lurido porco. >>
         << Vattene via! Esci da questa chiesa! Tu sei il diavolo. >>
         << Anche tu sei un diavolo, ti sei travestito da prete e ora brucerai vivo dentro la tua chiesa. >>
         L’uomo si allontanò mentre la piccola chiesa di campagna prendeva fuoco, le urla del parroco risuonavano nel silenzio della notte, la luna e le stelle brillavano nel cielo limpido, indifferenti alle piccole tragedie umane.
         Una stufa dimenticata accesa, un banale incidente. Un povero prete di campagna, vittima del freddo, è morto con un’orribile espressione di terrore sul suo viso carbonizzato.
“Questo racconto è un’opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, è assolutamente casuale.”


Book nomination

il robot medium
La mia cara amica Maria (http://nonsoloparolemaria.wordpress.com/) ha voluto ancora una volta darmi un segno della sua stima e del suo affetto nominandomi per il premio “Book Nomination”. La ringrazio infinitamente.
Io non sono come alcuni lettori che prendono nota di tutti i libri che leggono e si vantano di sfogliare 100/150 libri l’anno, io ne avrò letto 100 in tutta la mia vita e ne ricordo ancora meno, anche perché sono molto selettivo e se il libro non mi conquista subito con le prime pagine l’abbandono per sempre. Il tempo è sempre poco e ho cose più interessanti da fare che leggere un libro che non mi piace. Da qualche mese dedico il poco tempo libero alla scrittura e ho già finito il mio primo libro “Il Robot e altre storie”. Si tratta di una raccolta di racconti di fantascienza che sto tentando di farmi pubblicare, i tempi purtroppo sono lunghi e bisogna aspettare dei mesi per ricevere delle risposte.
Le regole per il premio “Book Nomination” sono semplici e veloci: basterà, infatti, riportare la parte di un libro che vi è piaciuto e nominare altri 5 blogger.
Anziché riportare una parte del libro che ho letto di recente (Il casellante di Andrea Camilleri) e che consiglio vivamente, vi ho creato il link che vi porterà alla relativa pagina di Wikipedia così potrete avere tutte le notizie e scoprire quanto sia interessante. Voglio invece farvi leggere la sinossi del mio libro.
Dieci racconti di fantascienza, dieci storie in cui i veri protagonisti sono i sentimenti e le emozioni umane. Amore, amicizia, sesso, paura e coraggio s’intrecciano alle trame avvincenti e misteriose in cui nulla è scontato e in cui i colpi di scena vi terranno col fiato sospeso non lasciando mai indovinare quale sarà il finale. Tutte le storie vi faranno sorridere e commuovere e in esse troverete una morale che vi farà riflettere sui veri valori della vita.
“Il Robot” è la storia di una splendida amicizia. Un adolescente trascurato dai genitori diventerà il miglior amico di un Robot alieno, insieme condivideranno un’avventura straordinaria in cui la sopravvivenza della Terra sarà messa in serio pericolo, minacciata da pericolosi invasori.
Il secondo capitolo de “Il Robot” vedrà il piccolo Joshua diventare un uomo e, insieme ai suoi amici, affrontare una nuova minaccia per gli umani e non solo …
“Invisibile” è la storia di un uomo apparentemente insignificante che non riesce a vedere oltre il proprio aspetto fisico, rinchiudendosi in una vita triste e solitaria ma che un giorno scoprirà, grazie alla sua invenzione, che si può essere amati da tutti, anche senza essere visti.
“Il Ritorno” è il racconto di un viaggio tra la realtà e l’incubo che vedrà un eroe di guerra solo con tutte le sue paure e le sue insicurezze. L’amore per la famiglia sarà la sua sola ancora di salvezza, il faro che lo guiderà fino a casa… forse.
“Fortunata” è una storia di sangue e di sesso in cui il protagonista imparerà a sue spese che la bellezza è effimera e nasconde a volte l’orrore.
Ne “Il Portale”, avventura, sport estremi e amore per il rischio porteranno quattro amici a fare una scoperta inquietante che li costringerà a fare una scelta che cambierà per sempre la loro vita.
“Il problema del cibo” racconta di un popolo alieno venuto a chiedere ospitalità sulla Terra, cui gli umani non sanno dire di no, abbagliati dal loro aspetto angelico. Sarà la scelta giusta?
“L’invasione aliena” è la storia di uno scrittore visionario che avverte l’umanità del pericolo imminente, ma nessuno vuole credergli, nessuno è capace di vedere oltre il proprio naso e immaginare l’impossibile.
“Il Pianeta” riprende alcune teorie sulla comparsa dell’uomo sulla Terra, immaginando un possibile scenario e rivelando sconcertanti corrispondenze con la nostra attualità.
“Perfetti” è una splendida storia d’amore in cui i protagonisti si muovono tra complotti ed efferati omicidi, tra colpi di scena e intrecci inquietanti.
Nomino tutti i blogger che leggeranno questo post e v’invito a scrivere qual è il libro che vi è piaciuto di più, facendo possibilmente una breve recensione.


Profumo di donna

profumo di donna 4

Quarta e ultima parte.

 

        Ebbe di nuovo quella sensazione di essere osservata, avvertiva la presenza di qualcuno tra le mura domestiche, sentiva ancora quello sguardo posarsi sulla sua pelle nuda e il terrore impossessarsi di ogni atomo del suo corpo. Si voltò di scatto e vide l’ombra di un uomo con il capo coperto da un cappuccio a pochi passi da lei, tentò di urlare ma una mano si posò rapidissima sulla sua bocca impedendoglielo. Un odore acre penetrava dalle sue narici e gli faceva girare la testa, sentì le forze venirgli meno e cadde priva di sensi.
         Trascorsero alcuni minuti, poi un bruciore attorno alle labbra la fece svegliare, si sentiva confusa e aveva un forte mal di testa. Sentiva che qualcosa copriva i suoi occhi e la sua bocca e le impediva di vedere e di urlare, provò a muoversi ma delle corde le stringevano i polsi e le caviglie. Era immobilizzata, sdraiata sul letto con le braccia e le gambe divaricate, era totalmente in balìa di quell’uomo. Sarah avrebbe voluto implorarlo di non farle del male ma non riusciva a pronunciare nessuna parola mentre la benda che copriva i suoi occhi cominciava a inzupparsi delle sue lacrime.
         Non aveva mai provato una paura così grande, si sentiva impotente e sapeva che quell’uomo poteva farle qualunque cosa, nessuno sarebbe corso in suo aiuto e nessuno avrebbe percepito la sua disperazione. Sentì qualcosa di freddo e metallico, come la lama di un coltello o la canna di una pistola, sfiorare la sua pelle, la sentiva scendere lentamente dal collo fino alle spalle, poi sul seno, sui capezzoli, sullo stomaco, sul ventre e infine tra le gambe. Il freddo metallo accarezzava il suo corpo completamente nudo, la sua pelle s’increspava e lunghi brividi percorrevano la sua schiena, sentì la bocca calda e umida dell’uomo avvolgere i suoi capezzoli turgidi e baciarle il seno delicatamente.
         Il suo corpo era teso come la corda di un violino, il cuore sembrava impazzito, pareva scoppiarle nel petto, l’incertezza per la propria vita adesso si accompagnava alla certezza che sarebbe stata sicuramente violentata, in cuor suo sperava che quell’uomo si potesse accontentare e che le avrebbe almeno risparmiato la vita. Sentiva l’alito caldo e la lingua dell’aggressore ripercorrere lo stesso percorso del metallo, lo sentì soffermarsi sulle sue cosce lisce e levigate, nonostante l’età, e infine sul suo pube glabro. Sentiva quell’uomo annusare le sue parti intime, poi percepì che si allontanava rapidamente da lei.
         << Che cosa ti aspettavi? Dopo un giorno intero passato in ufficio >> pensò, meravigliandosi di aver partorito una frase simile.
         << Signorina Davies! Si svegli! E’ rimasta soltanto la sua scrivania da pulire >> disse ad alta voce Tommy mentre la scuoteva.
         Sarah ebbe un sussulto, si voltò improvvisamente fissando, con la bocca e gli occhi spalancati, il viso sorridente del ragazzo.
         << Cazz…! Mi sono addormentata come una stupida, che incubo orribile …>> esclamò sbadigliando.
         << Io ho quasi terminato Signorina, se vuole, posso darle un passaggio, è già passata la mezzanotte ed è pericoloso per una donna da sola avventurarsi per le strade. >>
         << Grazie Tommy, lo accetto volentieri >> esclamò ricambiando il sorriso del ragazzo.
         Uscirono insieme, dopo aver spento le luci e chiuso tutte le porte, presero l’ascensore e in breve tempo furono fuori dall’edificio.
         << Brrr… che freddo! Lì c’è la mia macchina… >> disse il ragazzo, indicando col braccio un punto della strada e coprendosi il capo col cappuccio della felpa.

Profumo di donna

profumo di donna 3

Terza parte

        Era finalmente giunta a casa, per fortuna il suo appartamento non si trovava distante dalla stazione della metro, aveva chiuso a chiave ed era rimasta con le spalle poggiate alla porta mentre sentiva le gambe tremare ancora per la paura che l’aveva accompagnata fino a quel momento. Adesso finalmente aveva ritrovato la sua sicurezza, dentro casa sua poteva stare tranquilla. Si tolse la giacca e le scarpe, si sfilò la gonna, i collant e si sbottonò la camicetta mentre andava in punta di piedi verso il bagno. Insaponò il viso e si tolse il trucco, poi si slacciò il reggiseno e rimase in mutandine, infine aprì il frigorifero per prepararsi qualcosa da mangiare.
         Sarah era single, aveva avuto alcuni uomini nella sua vita ma ne aveva amato soltanto uno col quale aveva convissuto alcuni anni. Quella storia era finita e lei non era più riuscita a trovare l’uomo giusto, tutti quelli che si erano fatti avanti non erano come li avrebbe voluti lei, forse perché continuava a paragonarli al suo unico amore. Uno era troppo basso, uno troppo alto, uno troppo grasso, uno non era al suo stesso livello sociale, un altro non era abbastanza intelligente, ne aveva scartati parecchi e, ora che aveva passato da un po’ la quarantina, cominciava a rivalutare le sue scelte rendendosi conto di aver preteso troppo. In fondo, alcuni di quelli che aveva scartato, non erano così male e se avesse fatto meno la difficile forse avrebbe avuto un marito da amare e dei figli da accudire.
         Il suo orologio biologico le ricordava incessantemente che si stava facendo tardi, che aveva perso troppe occasioni e che non c’era più il tempo per aspettare il principe azzurro. Adesso però le occasioni erano sempre meno e gli uomini che ci provavano con lei erano sempre peggiori, i migliori si erano già sposati e i pochi ancora single erano pieni di stranezze e di difetti. Qualche volta aveva pensato di essere anche lei un po’ strana per non essere riuscita ad avere un rapporto normale con nessun uomo e per aver visto naufragare le poche storie che l’avevano intrigata. Come la volpe che disprezza il grappolo d’uva che non riesce a raggiungere, aveva cominciato a parlare male degli uomini con le sue amiche attirandosi le antipatie di quei pochi che erano ancora liberi e che avrebbero potuto interessarsi a lei.
         Aveva provato di tutto per conoscere degli uomini che non facessero parte della sua cerchia di amici e colleghi, i social networks, le chat, persino lo “speed date”, ma quegli appuntamenti al buio, quegli incontri occasionali erano stati una delusione, la realtà era ben diversa dai film romantici che amava vedere. Sarah sentiva il bisogno di essere amata, di avere un uomo nella sua vita che la proteggesse, che si occupasse di lei, che la aiutasse in tutte quelle cose che erano troppo impegnative per una donna di mezza età sola e indifesa. Era stanca di vivere in solitudine e sentiva il bisogno impellente di avere un figlio, ogni volta che vedeva un neonato o un cucciolo, i suoi occhi diventavano lucidi e riusciva a stento a trattenere le lacrime.
         Aveva preso dal frigo del cibo congelato e stava per metterlo nel forno a microonde quando improvvisamente tutte le luci si spensero.
         << Cavolo! Non ci voleva, deve essere saltata la corrente >> pensò, mentre vagava per la casa alla cieca in cerca di una candela.

Irene Rapelli

( Il cielo stellato dentro di me )

Evelyn

Disegnatrice e lettrice ● La copertina che sogni per il tuo libro? La disegno io! ● Segnalibri #MythicGirls ● +400 iscritti su YouTube ● Seguimi su Instagram: @Evelyn_Artworks

Blog IIS Giorgi milano prof. manna

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

EdnaModeblog

Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

Libero Emisfero

La filosofia, l'arte e la letteratura sono le chiavi di cui hai bisogno nella tua vita.

Chiara Saracino

Studio Storia e Critica dell'arte e dello spettacolo, laureata in Beni artistici e dello spettacolo all'Università di Parma. Sono cresciuta a Padova ma dal 2015 vivo a Parma dove la mia passione per l'arte continua e si fortifica. Sono innamoratissima di Edoardo con cui, oltre alla nostra magica relazione, condivido la mia vita e tutte le mie passioni.

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