Archivi del mese: novembre 2013

Come una pietra

come una pietra
Tu mi stringi a te
e mi accarezzi piano,
mi dai tutto il tuo amore
e il tuo cuore batte forte,
mentre tocco il tuo corpo
e bacio le tue labbra
tu pensi d’esser mia.
Ma è tutto inutile,
nel mio cuore c’è un immenso vuoto
e i miei pensieri affondano
nel mare della noia,
non sento niente
ma io vorrei amarti,
vorrei sentire ancora quelle emozioni
che mi facevano volare,
ma non sento niente,
la notte è così vuota,
così fredda e buia
e la mia anima si è perduta,
si è perduta nello stress
di giorni mal vissuti,
tra le piccole stupide cose
di questa inutile vita
e io sono qua
tra le tue braccia
a rimpiangere me stesso,
quel dolce poeta
che si innamorava di uno sguardo,
di una carezza,
del sorriso di una ragazza.
Ma dove sono finito?
Tra lo squallore
di un rapporto senza amore,
tra la solitudine
del non saper comunicare,
con questo cuore
come una pietra
che non sa più amare.
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Numeri

numeri

 Le luci dei lampioni,
misere stelle
di una notte senza luna,
i fari delle auto,
lucciole impazzite
per fuggire lontano
e tutti in cerca di vita
in locali affollati,
impazziti di musica,
per non pensare al giorno,
per non pensare alle angosce
di una vita sempre uguale
che trascorre inutilmente
e non ci importa
di farci del male,
e non ci importa di poter morire,
noi vogliamo fuggire
da una realtà che non ci piace,
vogliamo dimenticare
questa vita che ci fa soffrire,
che ci toglie la voglia di continuare,
per non essere pezzi
di una macchina senza cuore,
numeri di una società
che non ci vuole.

Scivola via …

scivola via
La mia vita scivola via
dai sogni mai fatti,
dalle mie mani,
da letti disfatti,
dall’ombra di un pino,
da un ricordo lontano.
Scivola via
come rugiada
dalla tua fotografia,
da una carezza mai data,
dalla gioia tanto attesa,
se ne va via
come il fumo di una sigaretta
svanisce nel nulla
sempre più in fretta
e vola via da me
come pensieri già fatti,
come quei desideri
rimasti insoddisfatti.

Cinquanta sfumature di nero

cinquanta sfumature

Recensione di Maria Ursino, dal blog: Non solo parole

Recensione:

In questo secondo libro l’autrice è migliorata nei dialoghi, meno tediosa nel descrivere alcune situazioni. Nonostante abbia voluto introdurre un po’ di suspense e mostrare più l’aspetto romantico, rimane sempre un romanzo erotico. In questo secondo capitolo della saga, la figura del protagonista Christian Grey è addolcita, diventa quasi fanciullesca.
Molti hanno paragonato questo libro a Twilight, ma l’unica similitudine che ho riscontrato è quella del protagonista Christian Grey che, come il bel vampiro, è stato adottato da una famiglia benestante che aveva già adottato altri due figli. Una certa somiglianza si può anche riscontrare nella storia d’amore tra i due protagonisti perché è un po’ difficile, piena di ostacoli e difficoltà.
Ad ogni modo, questa rimane sempre una mia considerazione, i libri, in generale, vanno letti a prescindere dalle recensioni, su ognuno di noi può suscitare sensazioni diverse.

Trama:

Anastacia Steele turbata dagli oscuri segreti di Christian Grey e dalle sue ossessioni, decide di porre fine alla loro relazione.
Inizia un nuovo lavoro in una casa editrice, ma tutto ciò non è sufficiente per dimenticare l’oscuro e irresistibile Mister Grey.
Pochi giorni dopo la loro separazione, il misterioso “cinquanta sfumature” si fa vivo offrendosi di accompagnarla alla mostra fotografica del suo migliore amico. La mostra sarà una sorpresa per entrambi poiché nella maggior parte delle foto c’è l’immagine di Ana.
La serata si fa interessante, Christian confessa ad Ana di stare male senza di lei, per la prima volta Grey scopre di essersi innamorato.
La storia tra i due diventa molto più interessante, Christian inizia a essere sempre più l’uomo che voleva Ana, romantico e meno tenebroso.
In questo secondo libro non mancheranno i colpi di scena e molte parti oscure di Grey saranno rivelate.

La mia donna

La mia donna è l’amica che non stanca,
la mia banca, il mio avvocato,
la mia stella della sera;
non è un gioco vivere con me,
mi conosce come le sue mani,
è innamorata ma sa sempre quel che fa.
La mia donna è un discorso complicato,
una canzone che mi toglie tutto il fiato,
mi assomiglia,
è una foglia al vento come me,
sempre appesa al filo di un pallone,
fa il nido se è ferita,
mi sveglio e se n’è andata.
Donne immaginate e vere,
clandestine dentro al nostro confine
che affondano radici tenere
con il vestito di una notte sola;
donne d’amore, donne d’avventura
che ti asciugano la pioggia negli occhi,
quando sei lontano dal tuo cuore
e sei cattivo e non sai più capire
perché stai male con te.
La mia donna è una palma spettinata,
sa suonare e cucinare e per giocare
l’ho tradita,
lei mi ha detto potrei farlo anch’io,
stacci attento perché poi fa male
e gli occhi parlano chiaro
di più delle parole.
Donne in tasca e nei pensieri
che ci stancano e ci fanno parlare
due minuti di un amore insegnano
più di una vita a correre e cadere;
cambiare albergo non ti serve a niente,
le città, le stanze son tutte uguali,
quando schiacci i tasti dei ricordi,
quando hai capito tutto troppo tardi
e non puoi fare di più.
La mia donna è nel suo tempo migliore
proprio adesso che non è più la mia donna
ci parliamo,
mi capisce senza nostalgia,
solo i tempi erano sbagliati
potessi riprovare, potessimo rifare….

Il fiume

Il fiume

 La vita scorre in fretta
come l’acqua nei fiumi
e ogni giorno
qualcosa dentro muore,
muore un sorriso,
muore un illusione,
muore la forza di continuare
e viene voglia di lasciarsi andare,
di smetterla di lottare,
perché non ha senso
sopportare il dolore,
non ha senso scorrere
fino ad arrivare al mare,
senza potersi fermare,
senza poter fuggire
da questo fiume
la cui fretta
fa tanto male.

I vecchi

I vecchi
I vecchi,
arrampicati sulle scale,
trascinano un corpo troppo stanco,
disfatto dal tempo.
I vecchi,
pianeti lontani e solitari,
sguardi perduti
tra le vie della città.
I vecchi,
abbandonati da tutti,
affondano tra i ricordi,
tra la malinconia
di una vita che non c’è più,
ma tra le loro mani
c’è ancora la forza
per non lasciarsi andare,
per non arrendersi
alla voglia di morire,
come l’edera
si attaccano disperati
a questo mondo crudele
che gli permette ancora di soffrire.

Evelyn

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Ho sempre avuto il sospetto che l'amicizia venga sopravvalutata. come gli studi universitari, la morte o avere il cazzo lungo. noi esseri umani esaltiamo i luoghi comuni per sfuggire alla scarsa originalità della nostra vita. (Trueba)

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